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VOTAZIONI 2013 NOTIZIE M5S BEPPE GRILLO LA GRANDE VITTORIA DELLA RIVOLUZIONE MATTEO CORSINI MIR LAZIO ABBIAMO VINTO ANCHE NOI MA ADESSO TOCCA A MATTEO RENZI

ROMA 25 FEBBRAIO 2013 CORSERA.IT

MATTEO CORSINI ROMA RISORGE.OGGI E' LA GRANDE FESTA DELLA RIVOLUZIONE.TUTTI I MOVIMENTI IN MARCIA PER LA RIVOLUZIONE PER ROMPERE L'ASSEDIO DEI PARTITI TRADIZIONALISTI, OGGI POSSONO ESULTARE,DOPO ANNI DI EGEMONIA DEL BIPOLARISMO.OGGI SI PARTE PER LA RIVOLUZIONE,OGGI E' LA GRANDE BATTAGLIA,LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE.MA L'AREA DEL CENTRODESTRA SECESSIONISTA DEVE FAR SUBITO SENTIRE LA SUA E ORGANIZZARSI INTORNO E SOTTO LA STESSA BANDIERA.CHIAMA SUBITO IL COMITATO ELETTORALE DI ROMA RISORGE PER PARTECIPARE ALLE ELEZIONI COMUNALI PER ROMA.NON C'E' TEMPO DA PERDERE.COMITATO ELETTORALE 068086058 IN DIRETTA CON MATTEO CORSINI.

ELEZIONI POLITICHE 2013 HA VINTO BEPPE GRILLO,SILVIO BERLUSCONI,MA ANCHE MATTEO RENZI,IL VERO LEADER DEL PARTITO DEMOCRATICO.PIERLUIGI BERSANI DEVE FARE FAGOTTO E ANDARE IMMEDIATAMENTE A CASA.LA SUA LEADERSHIP HA FATTO PERDERE IL PD.I DSNOSAURI FUORI DAL PD.

SILVIO BERLUSCONI RIBALTA GLI ESITI NEFASTI DEGLI INSTANT POLL,RECUPERA IL PDL E IL CENTRODESTRA.MA ADESSO TOCCA A MATTEO RENZI RIPORTARE A GALLA IL PARTITO DEMOCRATICO.CON MATTEO RENZI SI APRIRA' UNA NUOVA FASE PER LA POLITICA IN ITALIA.PIERLUIGI BERSANI DEVE DIMETTERSI SUBITO.

ELEZIONI POLITICHE 2013 VOTAZIONI LA GRANDE VITTORIA DI BEPPE GRILLO E DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE E POI LA RIVINCITA DI SILVIO BERLUSCONI CHE RECUPERA E STRAVINCE AL SENATO.ADESSO TOCCA ANCHE A NOI AREA DI CENRTODESTRA SECESSIONISTA,QUELLA FONDATA DAL SUO LEADER MATTEO CORSINI CHE CON IL MIR LAZIO CHE CON LA SUA VISIONE POLITICA ALTERNATIVA HA PORTATO AL SUCCESSO LE SUE TRUPPE.SIAMO PRONTI ANCHE NOI IN QUESTA VITTORIA COME SEMPRE ANNUNCIATO.E' UN MOMENTO STORICO PER L'ITALIA,FINALMENTE DOPO ANNI DI EGEMONIA SI ROMPE L'ASSEDIO DEI GRANDI PARTITI,DI QUEL FRONTE BIPOLARE CHE AVEVA DISSANGUATO L'ITALIA.ADESSO SI DEVE ANDARE AVANTI PER L'ULTIMO CALCIO FINALE.IL PARTITO DEMOCRATICO E' IL GRANDE SCONFITTO,LE PRIMARIE CHE HANNO PREFERITO PIERLUIGI BERSANI A MATTEO RENZI,HANNO DATO IL COLPO DI GRAZIA AL CENTROSINISTRA.CADE ANCHE NICHI VENDOLA E IL SUO SEL.

L'Italia che esce dalle urne è un'Italia politicamente frammentata, dove le due principali coalizioni si fronteggiano in un acceso testa a testa sui voti (al Senato viaggiano entrambe sul 30,7%) e dove il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo arriva a contendere al Pd lo scettro di primo partito con percentuali di consenso vicine al 25%. Una segmentazione, quella che emerge dalle proiezioni dell'istituto Piepoli su dati reali per il Senato, che per il vicepresidente del Pd, Enrico Letta, il primo dei leader a commentare a caldo i risultati, significa ingovernabilità e, di conseguenza ritorno quasi immediato alle urne: «Si farà subito una nuova legge elettorale e si tornerà a votare». Dopo di che la decisione spetterà solo al presidente della Repubblica. Ci sarà la possibilità di mettere insieme una maggioranza qualunque sia? Si potrebbe ipotizzare di tornare alle urne ma per il solo Senato? Gli scenari possibili sono molti, ma la maggior parte sono improbabili. Intanto anche le prime proiezioni della Camera parlano di voto-terremoto o, per riprendere la metafora grillina (usata inavvertitamente anche da Gennaro Migliore di Sel durante una delle dirette tv pomeridiane), voto-tsunami : secondo la prima proiezione Rai/Piepoli il Movimento 5 stelle avrebbe il 26,3%, seguito dal Pd con il 24,6% e dal Pdl con il 21,2%. A Monti andrebbe l'8,5%, alla Lega il 3,6%, a Sel il 3,6%, a Rivoluzione Civile il 2,4%. Anche per questo, qualunque sarà il risultato finale, sarà una vittoria netta dei grilini, che hanno già iniziato a festeggiare in rete per un responso che li premia in misura anche superiore alle aspettative.

 

DATI DISCORDANTI - Da segnalare, tuttavia, che altre proiezioni, quelle Ipr diffuse da Mediaset, danno in vantaggio il centrosinistra: con il 15% del campione Pd e alleati sarebbero al 32% contro il 29,7% del centrodestra e il 24,5% dei grillini. Anche lo spoglio reale, a quasi un terzo dei voti scrutinati, dà il centrosinistra in vantaggio, ma l'andamento dello scrutinio è legato a fattori diversi rispetto ai criteri scientifici dell'analisi statistica - seggi che completano le operazioni più velocemente di altri, distribuzione territoriale disomogenea, etc - e quindi per quanto veri questi voti non sono ancora determinanti.

IL «RIBALTONE» DEI DATI - Il dato che fotografa la «nuova» Italia politica si riferisce a una copertura del 75% ed è quindi già abbastanza significativo dell'orientamento generale. Significativo anche e soprattutto perché smentisce drasticamente i risultati degli instant poll, realizzati sempre dall'Istituto Piepoli e diffusi alle 15 subito dopo la chiusura delle urne, da cui emergeva invece una vittoria pulita del centrosinistra con un distacco tra Pd e Pdl di circa 10 punti percentuali. Anche i dati dell'istituto Tecné per Sky, seppure leggermente ridimensionati, davano netta la vittoria della coalizione di Bersani e anche quelli ovviamente sono stati smentiti.

LA REAZIONE DEI MERCATI - Si è dunque spenta nello spazio di un'ora - le prime proiezioni sono state diramate alle 16,20 - l'euforia del centrosinistra. E anche quella dei mercati: Piazza Affari aveva accolto con entusiasmo il responso degliinstant poll che delineavano una maggioranza certa sia alla Camera sia al Senato. L'incertezza che emerge dalle proiezioni ha invece fatto progressivamente calare la performance dell'indice FtseMib e contemporaneamente proiettato al rialzo lo spread. Le proiezioni sui seggi di palazzo Madama, per dire, danno 121 seggi al centrodestra e 96 al centrosinistra, in entrambi i casi molto lontano da quella quota 158 che significa maggioranza. Anche eventuali alleanze, sempre che possano essere superate le divisioni della campagna elettorale, rischiano di non essere sufficienti: la coalizione di Monti, sempre stando alle proiezioni, non supererebbe i 19 seggi e non sarebbe dunque determinante per raggiungere la fatidica soglia. Unica possibilità di formare una coalizione, dunque, la riedizione della «strana maggioranza» che ha sostenuto il governo tecnico e che oggi più che strana apparirebbe davvero improbabile. Da più parti emerge poi un dubbio: ma può un partito che è il primo partito e che supera il 25% dei consensi, ovvero il Movimento 5 Stelle, chiamarsi fuori da ogni responsabilità istituzionale? A Grillo l'ardua risposta.

DELUSIONE MONTI - Deludente il risultato del blocco centrista che fa capo al premier Mario Monti, che non arriva al 10%. Percentuale bassissima invece per Rivoluzione Civile che resta addirittura sotto al 2% e quindi quasi sicuramente non entrerà in Parlamento (il quorum alla Camera è del 4%, al Senato dell'8%). Comunque vada il voto alla Camera - per cui hanno votato anche gli elettori di età compresa fra i 18 e i 25 anni, esclusi invece dalla scelta per il Senato - appare dunque chiaro che non ci sarà una maggioranza omogenea a Palazzo Madama.

I DATI PER REGIONE - Significativi alcuni dati che arrivano dalle regioni chiave. Per la Lombardia le proiezioni parlano di un centrodestra al 38,8% e di un centrosinistra al 27,6%; in Sicilia il dato più eclatante è quello del Movimento 5 Stelle con il 31,2% che stacca di quasi sette punti il Pdl, secondo con il 24,4%.

LE REGIONALI - Secondo gli instant poll, che a questo punto vanno presi decisamente con le pinze, alle regionali sarebbe stato premiato il centrosinistra. Nel Lazio si prospetterebbe la netta vittoria di Nicola Zingaretti, accreditato del 52-54% contro il 28-30% di Francesco Storace. In Lombardia, invece, sarebbe un testa a testa tra i due principali contendenti, il portacolori del centrosinistra Ambrosoli e quello del centrodestra Roberto Maroni, entrambi dati tra il 42 e il 44%. Nel Molise, poi , Paolo Di Laura Frattura, candidato del centosinistra, si ritroverebbe con una forchetta di voti tra il 47 e il 49%, contro quella del 26-28% attribuita a Michele Iorio, candidato del centrodestra. Per i dati reali delle Regioni bisognerà però aspettare ventiquattr'ore in più: lo spoglio delle schede per i consigli regionali partirà infatti solo alle 14 di martedì.

AFFLUENZA - In questa tornata gli italiani sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento e, in tre Regioni (Lombardia, Lazio e Molise) anche per il nuovo consiglio regionale e il nuovo Presidente di Regione. L'affluenza, nella giornata di domenica, è stata inferiore a quella della tornata delle Politiche 2008: alle 22, aveva votato il 55.17% degli aventi diritto, in calo rispetto al 2008 quando si arrivò al 62.55%. Ma va considerato che era la prima volta che si votava in inverno e il maltempo su gran parte delle regioni è stato un ostacolo reale. Il dato finale che comprende la giornata di oggi potrebbe anche migliorare.


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