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VOTAZIONI 2013 MATTEO CORSINI ROMA RISORGE HA VINTO LA RIVOLUZIONE PARALISI PARLAMENTARE SI TORNA A VOTARE?

Roma 26 Febbraio 2013 Corsera.it

 

Matteo Corsini il samoriano di ferro,leader del movimento politico Roma Risorge dell'area di centreodestra secessionista,aderente ai movimenti in rivoluzione,che crede nel dialogo tra movimenti rivoluzionari.Una sintesi impossibile,ma che oggi e' necessaria e che la politica dovra' affrontare per non spingere l'Italia nel baratro di una nuova crisi finanziaria.Sono tra i pochi che in Italia aveva previsto la grande vittoria della rivoluzione,ovvero di Beppe Grillo.Credo di essere un autorevole interlocutore tra centrodestra e movimenti in rivoluzione.Zoro e Dio mi sono testimoni del mio sacrificio politico e della mia disperata volonta' di dialogo tra le parti sociali.Prima c'e'da salvare il paese,poi quello di dissipare gli sforzi degli elettori,in luride magagne di scontro politico.

 

Elezioni politiche 2013. Ha vinto la Rivoluzione,ha vinto l’istanza di cambiamento radicale nel paese,anche se il centrodestra di Silvio Berlusconi ha recuperato il terreno perduto,segno che il popolo italiano vuole meno tasse,meno rigore fiscale e che l’Italia sia in grado di opporsi alle direttive della Germania.Si deve salvare l’Italia ad ogni costo.In questo senso il Movimento 5 Stelle e il centrodestra di Silvio Berlusconi,potrebbero avere alcuni interessi in comune,ma Beppe Grillo,non potra’ mai convergere su questi stessi obiettivi con una forza politica,verso la quale ha inteso radicalizzare lo scontro,come del resto ha fatto Silvio Berlusconi.

Ho cercato invano,nel corso di tutta la campagna elettorale,come leader dell’area di centrodestra secessionista,di abbassare i toni,di smussare il confronto radicale e ideologico tra le forze politiche del centrodestra e il Movimento 5 Stelle.Ho forse avuto ragione e Zoro e Dio me ne sono testimoni.Malgrado sia passato per pazzo,per solitario samoriano di ferro,che varcava la soglia di un confine impossibile,quello del dialogo della politica.Sebbene i due estremi si detestino,siano una cosa diversa dall’altra,oggi rappresentano l’unica possibilita’ di radicale rinnovamento della politica,almeno per quanto riguarda la nuova legge elettorale,la ....

riduzione dei costi della politica e la legge anticorruzione.Si possono e si devono fare delle riforme urgenti per salvare il paese e il rischio di tornare alle urne deve essere scongiurato,anche se credo che alla fine sara’ la sola via d’uscita per sancire la vittoria di uno schieramento o dell’altro.Il governassimo tra PD e PDL e’ una chimera,talmente assurda da essere abortita prima ancora di venir pensata.Dio e Zoro dunque mi sono testimoni di come io abbia intuito prima degli altri,che il dialogo politico oggi e' quanto mai necessario,che deve risultare prima nei comportamenti e nei pensieri e trovare ispirazione politica nei programmi.

La mia paura e' che lo scontro politico continui a radicalizzarsi e che tornare alle urne sara' la scelta inevitabile per tutti.Eppure i punti di convergenza sono ampi e risulterebbero di grande interesse comune.Silvio Berlusconi e' leader di un centrodestra che cerca di rimettere mano sui propri risparmi,taglieggiati dall'imu e salvare dalla bancarotta finanziaria le imprese italiane,che sono in affanno con i pagamenti all'erario,e parliamo di imposte,tasse,iva.Questa Italia ha chiesto a Silvio Berlusconi che vuole salvarsi.L'Italia di Beppe Grillo si oppone ai condoni,si oppone alla concezione di una politica clientelare.Vuole fare da sola,proseguire nella sua strada solitaria e credo che alla fine prevarra'.Ormai e' chiaro che con questa ultima vittoria elettorale,Beppe Grillo ha stappato la bottiglia del rinnovamento radicale e forse ha proprio ragione lui,tra pochi mesi,quando al fallimento delle intese, di un eventuale governissimo,si dovesse tornare alle urne,il Movimento 5 Stelle vincera' a mani basse e governera' l'Italia.

Noi del centrodestra secessionista dobbiamo rimboccarci le maniche e ricompattare la destra italiana,se non vogliamo correre il rischio di scomparire,come ha fatto Gianfranco Fini,che una volta era leader di una formazione politica,che forse oggi,se non fosse mai morta,avrebbe prevalso o si sarebbe seduta onorevolmente al tavolo dei vincitori.

 


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