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PROCURA ROMA SERGIO DE GREGORIO I 3 GIORNI DEL CONDOR LA DAMA IN NERO CHE ACCUSA LA CRICCA GIANNI LETTA NICOLO' POLLARI E MASSIMO D'ALEMA

Roma 5 Marzo 2013 Corsera.it di Renato Corsini

Le grandi inchieste del Corsera Magazine,quello che facciamo noi e che non fa Beppe Grillo e i grillini.

Sergio De Gregorio. Pesa nell’inchiesta corruttiva nell’operazione libertà ideata dall’innominato di Arcore organizzata e portata a buon fine da De Gregorio in Senato con la caduta del governo Prodi,il ruolo di Gianni Letta. Sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega sui servizi segreti ex Sismi e Aise e Aisi. Altresì pesa il ruolo del generale Nicolò Pollari ex capo del Sismi e del presidente del Copasir Massimo D’Alema. Nel board della Fondazione Italiani nel Mondo il canale di entrata e di uscita dei finanziamenti utilizzati dall’ex senatore , c’è il colonnello della GdF Giuseppe Ioppolo. I due si stringono la mano davanti ai fotografi al battesimo della Fondazione. Un quadrangolo De Gregorio, Pollari, Ioppolo,Letta. Ai bordi Massimo D’Alema. L’investigazione giornalistica resa nota dagli articoli pubblicati da Corsera Magazine apre la questione dei rapporti dei servizi segreti italiani con la CIA da chiarire anche se non sarà possibile per il presunto segreto di Stato.

 Corsera Magazine  25 giugno 2009 pubblicava un articolo intitolato “ Storia del soldato Shalit e la guerra che si poteva evitare. Silvio Berlusconi incontra Benjamin Netanyahu. Sergio De Gregorio il capo dei Pasdaran generale Jafari”. Accanto all’articolo una foto dell’ex senatore in compagnia del generale Jafari dell’ing. Di Leva consorte di Anna Maria Fontana, la dama in nero dell’inchiesta di Corsera Magazine,e di un funzionario iracheno. La spy story giunta nelle mani del PM Giordano della Procura della Repubblica di Roma, non si sa bene se abbia avuto un seguito, poneva l’interrogativo sulle dichiarazioni della dama in nero rese alla Digos di Napoli quale persona informata dei fatti su ordine del PM romano (25 agosto 2009 ).

Il garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà rispondendo a Corsera Magazine nell’ambito dell’inchiesta iniziata con l’apparizione nelle strade di Roma dei manifesti dei cinque fondatori di Italiani nel Mondo, osservava. “ I predetti manifesti costituiscono piuttosto un forma di comunicazione di natura politica e, per tale ragione,afferiscono alla sfera delle scelte personali del singolo individuo,nell’ambito della libertà di manifestazione del pensiero costituzionalmente tutelata e garantita”. La qualificazione politica della Fondazione svela una realtà sostanziale ben diversa e in stridente contrasto con lo scopo della pubblica utilità. La Fondazione è in realtà una associazione politica che persegue gli interessi di un ben determinato partito presente nel Parlamento italiano. Ma l’investigazione giornalistica va oltre. Svela che nel consiglio di amministrazione della Fondazione è stato nominato dai soci fondatori un agente dell’ex Sismi, colonnello Giuseppe Ioppolo, uomo di fiducia dell’ex direttore generale Nicolò Pollari, probabilmente tuttora in servizio nelle nostre strutture di intelligence. Una realtà che non doveva emergere, ma che una volta emersa non ha avuto risposta né dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta né dal presidente Copasir Massimo D’Alema, né dalla Fondazione stessa. D’Alema era al corrente dei rapporti Pollari-De Gregorio, Ioppolo. Era stato informato adeguatamente. Non gli erano sconosciuti i contatti dell’ex senatore con la CIA l’amministrazione americana nell’ambito Nato e con lo stesso ambasciatore a Roma.

Renato Corsini.


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