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CORSERA RIMBORSO ELETTORALE BEPPE GRILLO AL GRANDE SLAM PIERLUIGI BERSANI IL SUICIDIO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Roma 11 Marzo 2013 Corsera.it

Beppe Grillo al Grande slam.

 

Beppe Grillo mette all’angolo Pierluigi Bersani,anzi porta al suicidio mediatico il Partito Democratico,perche’ sul rimborso elettorale,il leader del Movimento 5 Stelle,invita il segretario del PD a fare chiarezza subito e ad assumere una posizione immediata.C’e’ da dire, che l’asprezza con la quale Beppe Grillo, ha inteso rispondere a Pierluigi Bersani , forse deriva dalla pervicace e sterile volonta’ del segretario del PD, di metterlo all’angolo,poco dopo  le elezioni politiche,quando, alla sua prima dichiarazione pubblica,quella delle ore 17.00 del 25 Febbraio,aveva pubblicamente dichiarato che Beppe Grillo: “si assuma le sue responsabilita’ difronte agli italiani e dica quello che ha intenzione di fare.” Pierluigi Bersani aveva inteso spingere Beppe Grillo nel "cul de sac" della responsabilita’ politica di quell' eventuale fallimento di una nuova compagine governativa,che inevitabilmente condurra’ l’Italia nella centrifuga della speculazione finanziaria e ad un vertiginoso aumento dello spread.Ma Beppe Grillo ancora una volta dimostra di essere inafferrabile,proprio come l’Uomo Ragno,si e’ spinto fuori dal cul de sac e rilancia contro Pierluigi Bersani,perche’ ormai e’ chiaro che vuole demolirlo.Pierluigi Bersani ha perso le elezioni e adesso rischia di far deragliare il treno del suo partito,perche’ difronte alla...

richiesta di rinunciare al rimborso elettorale,difficilmente riuscira’ a disimpegnarsi,dimostrando all’elettorato italiano,che i buoni propositi del Pd non seguono nei fatti,al contrario.Pierluigi Bersani dovrebbe dimettersi con effetto immediato,perche’ rischia di portare il Partito Democratico a deragliare.

Soltanto Matteo Renzi,a questo punto potra’ salvare il PD da morte certa,il cul de sac, dove sta agonizzando e riabilitare l’immagine del partito di centrosinistra agli occhi degli elettori.Piu’ astutamente di Pierluigi Bersani,Matteo Renzi, aveva forse intuito che la sfida con il Movimento 5 Stelle,prma di ogni altra cosa, e’ quella della sopravvivenza politica dello stesso Partito Democratico,poiche’ difronte allo tsunami elettorale verificatosi il 24 e il 25 Febbraio,tutti sanno benissimo che nessuna forza politica sara' piu' in grado di opporsi alla volonta’ del popolo italiano,che ha gia' scelto l’abolizione del rimborso elettorale e dunque la morte politica di qualsiasi forza che intenda procrastinare questo scempio,farsene un'utilita' per proprio tornaconto.

Beppe Grillo come un crotalo velenoso e’ uscito dalla buca, nella quale Pierlugi Bersani aveva sperato di spingerlo e adesso mette il segretario del PD difronte ad una scelta dolorsa e ineludibile,quella di scegliere di rinunciare al rimborso elettorale,con l'effetto immediato di spingere sul baratro finanziario l’intero PD.La mastodontica struttura del PD non si puo' alimentare se non grazie ai proventi del rimborso elettorale,tutti lo sanno,anche Fassina,che ieri,in qualche siparietto di una trasmissione televisivia,cercava di venirne fuori senza successo.Ma ormai non c’e’ scampo alla soluzione finale del Movimento 5 Stelle,quella che in definitiva nei prossimi mesi sancira’ la fine della Terza Repubblica e l’inizio di nuova era della politica italiana,quella dei movimenti senza strutture organizzative a pagamento.

E’ chiaro che ormai Beppe Grillo e Roberto Casaleggio hanno la partita vinta in mano e che stanno spingendo il PD a crollare,sotto i colpi della sfida politica.Poi potranno investire il PDL di Silvio Berlusconi,anima dannata e in pena,che ormai vive come un condannato a morte,evitando le aule dei Tribunali italiani,ricoverato nelle sale degli ospedali.Silvio Berlusconi e’ braccato dalla responsabilita' dei suio comportamenti infami,e dunque dalla magistratura e la sua fine politica e’ questione ormai di giorni se non di ore.

Beppe Grillo si apparecchia la grande vittoria finale,il grande slam,contro tutti e tutto.Soltanto Mattero Renzi con sagacia e astuzia,potrebbe riuscire a salvare cio’ che e’ salvabile del PD,un partito nuovo ,piu’ snella,da cui dovrano fuoriuscire in men che non si dica i vecchi nomi della politica asfittica del centrosinistra.

Il popolo sovrano si vuole vendicare dei soprusi patiti dalla politica,ma sopratutto dai suoi rappresentanti infedeli e corrotti, e Masaniello Beppe Grillo interpreta alla perfezione questa esiegenza.Se ancora Pierluigi Bersani non lo avesse capito, e’ ormai un uomo morto che cammina,un dead man walking,al cui lato respira,come ombra insalubre quella di Massimo d'Alema.

 

 

 

Beppe Grillo non molla e alza il tiro nei confronti del Pd, sfidando Bersani a dire no ai rimborsi elettorali. «Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti», dice Grillo dal suo blog, avviando anche una campagna via Twitter indirizzata al segretario Pd.

INVITO - In particolare Grillo invita Bersani a firmare una lettera indirizzata al futuro presidente della Camera in cui il Pd chiede di rinunciare ai ai 48.856.037,50 di euro dei rimborsi elettorali. «Il Movimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà nè i rimborsi per le spese elettorali, nè i contributi per l'attività politica. Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 48 milioni di euro (al Pdl "solo" 38). Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti».

LOMBARDI - Intanto la portavoce dei deputati del M5S Roberta Lombardi ha avvertito i suoi parlamentari. Dialogo con il Pd? «Un dialogo in trasparenza sì, perchè in Parlamento si dialoga» ma l'accordo sulla fiducia «non ci sarà ». «Lo escludo categoricamente. Se c'è chi deciderà di farlo sarà fuori dal movimento».


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