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ROMA VOTAZIONI EXIT POLL CORRIERE DELLA SERA PIERLUIGI BATTISTA LE URNE APERTE,IL VUOTO DI IDEE MATTEO CORSINI SE 700 INCHIESTE GIORNALISTICHE VI SEMBRAN POCHE

ROMA 26 MAGGIO 2013 CORSERA.IT ROMA ELEZIONI SINDACO DI ROMA.MATTEO CORSINI CANDIDATO SINDACO DI ROMA RISORGE,REPLICA A PIERLUIGI BATTISTA DEL CORRIERE DELLA SERA. PIERLUIGI BATTISTA FIRMA OGGI UN EDITORIALE SUL CORRIERE DELLA SERA DAL TITOLO URNE APERTE,NIENTE VUOTO DI IDEE.EBBENE NON POSSO ESIMERMI DAL POLEMIZZARE CON PIERLUIGI,PERCHE' NEL MARASMA DELLE LISTE A SOSTEGNO DEI VECCHI PARTITI E DEL NULLISSIMO INCONCLUDENTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE,MI SENTIO DI DIRE CHE ROMA RISORGE E' IL FIORE ALL'OCCHIELLO DI ROMA,CON MOLTI PROGETTI E GRSNDI IDEE PER COME RISOLVERE LA CRISI,DARE SOSTEGNO AI GIOVANI,MA SOPRATUTTO PROCURARE EXTRAGETTITO PER LE CASSE DEL COMUNE.ROMA RISORGE E' FIGLIA DELLE BATTAGLIE GIORNALISTICHE DEL GIORNALISTA RENATO CORSINI,700 INHCIESTE GIUDIZIARIE CHE HANNO DATO LUOGO A GRANDI PROCEDIMENTI GIUDIZIARIA.NON CHICCHIERE COME QUELLE DI BEPPE GRILLO,MA FATTI CONCRETI.C'E' TANTO ARROSTO CARO PIERLUIGI DENTRO ROMA RISORGE E LA CONTROPROVA E' CHE LA CENSURA DEI MEDIA,DAI TELEGIORNALI AI TALK-SHOW,A VOI GIORNALISTI,HANNO IMPEDITO CHE I NOSTRI PROGETTI SIANO CONOSCIUTI AL GRANDE PUBBLICO.MA LOTTEREMO ANCHE CONTRO QUESTO,PERCHE' IL POPOLO DI ROMA CONOSCE LE COSE,ANCHE SE NON SEMBRA.SIAMO IN PRIMA LINEA,SUL FRONTE DELLE BATTAGLIE ONTRO LO SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO CON IL NOSTRO CORSERA.IT,VOSTRO CUGINO MINORE,MA DI GRANDE INFLUENZA.LA VERITA' E' CHE AVETE PAURA DI AFFERONTARE FINALMENTE UN MOVIMENTO CON IDEE INNOVATIVE E CHE SOPRATUTTO CONTA DI SALDARSI CON IL FORTISSIMO SINDACO DI FIRENZE MATTEO RENZI PER CREARE L'ONDA DEL RINNOVAMENTO ITALIANO.UN NUOVO RISORGIMENTO,COME QUELLO CHE FU DEI PADRI FONDARTORI DELLA REPUBBLICA ITALIANA DA GIUSEPPE MAZZINI A GARIBALDI.SIAMO NOI IL FUTURO,ANCHE SE ANCORA SPERATE CHE QUALCUNO CI AFFONDI. MATTEO CORSINI Tacciono persino i sondaggi, anche quelli segreti alla vigilia di un appuntamento elettorale e che solitamente si trasmettono attraverso un passaparola ansioso e concitato: stavolta niente. Le piazze dei comizi romani sono andate pressoché deserte, specchio di una campagna elettorale stanca e spenta. I leader nazionali si tengono un po' discosti e si narra addirittura che Silvio Berlusconi sia rimasto molto contrariato dallo scarso entusiasmo della piazza del centrodestra. La «riconquista» di Piazza San Giovanni da parte del Pd si è rivelata un azzardo imprevidente, con il candidato Marino che doveva gridare al microfono per non farsi sommergere dal frastuono del traffico di automobili non lontano dal palco. E ampi settori con una folla molto rada hanno marcato la differenza dell'ultimo comizio di Grillo dal tono trionfale dei precedenti appuntamenti elettorali a Roma. Si scommette sulla percentuale di astensionismo che affliggerà questo turno elettorale amministrativo, ma è percezione unanime che saranno tantissimi i cittadini che stavolta decideranno di non recarsi alle urne, per delusione e per senso di inutilità molto più che per indolenza civile o disinteresse. A Roma forse il numero di chi non si farà vivo nei seggi elettorali sarà inferiore, ma solo perché si presenterà una quantità esorbitante di candidati (nientemeno che 19) e le schede misureranno oltre un metro per coprire tutte le liste: un assortimento vastissimo per soddisfare ogni nicchia, anche quella più minoritaria. È come se gli elettori fossero ancora sotto choc. Sconcertati per tutto ciò che è accaduto in questi tre mesi, all'indomani di elezioni che hanno sancito una condizione di stallo perfetto. Lo sconcerto copre i comportamenti di tutti i partiti, nessuno escluso. Anche il Movimento 5 Stelle, che solo tre mesi fa sembrava gonfiarsi al vento impetuoso della politica, viene vissuto come un partito omologato agli altri, schiavo degli stessi riti che hanno paralizzato le altre forze politiche. La loro diversità appare sempre meno «diversa». Anche lo spettacolo di impotenza e paralisi che ha attanagliato i partiti per l'elezione del nuovo inquilino del Quirinale e per la formazione di un governo ha aumentato la dose di disillusione, di incredulità per il modo di fare di partiti che sono stati duramente strigliati in Parlamento dal capo dello Stato nel suo discorso di re-insediamento. Questi mesi hanno scavato a fondo in un'opinione pubblica sempre meno disposta a firmare una delega in bianco sia ai partiti tradizionali, sia a quelli nuovi, come quello di Beppe Grillo, che si è avvitato in un nullismo inconcludente compensato da un gran daffare su questioni interne di diarie, scontrini e partecipazione ai programmi tv. Ecco perché si profila una nuova ondata di astensionismo, perché le piazze vengono disertate e i sondaggi hanno difficoltà a registrare tendenze elettorali davvero indecifrabili. Un voto sottotono: un ulteriore avvertimento ai partiti. Nessuno escluso. Pierluigi Battista

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