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UNIVERSITA' TELEMATICHE LE SLOT MACHINE DELLE LAUREE ON LINE CHI SONO LE VANNA MARCHI DEGLI ATENEI ON LINE

Roma 21 Giugno 2013 Corsera.it di Mark Ludovici

Universita' telematiche italiane,migliaia di somari alle corti dei miracoli.Operazione tango & cash.Chi sono gli imbonitori dei corsi di formazione on line? Quando la laurea diventa un business per milionari Paperon de Paperoni.Decine di dottori che diventano professori straordinari a tempo determinato.E' il vero Paese di Bengodi.Quando la laurea diventa un business ma chi studia?

Inchiesta Corsera.it sulle Universita' telematiche italiane.Sono bastati pochi articoli per scatenare un polverone mediatico a livello nazionale e internazionale.La universita' telematiche italiane son un vero e proprio scandalo,una piaga sociale che va immediatamente fermata.Sul business delle lauree on line ci si sono buttati in parecchi molti dei quali sono diventati dei veri e propri Paperon de Paperoni.In pochi anni le universita' telematiche italiane hanno invaso i media nazionali con campagne pubblicitarie milionarie,tra le piu' formidabili quella della UNICUSANO,dove l'amministratore Stefano Bandetti,giganteggia con la sua testa d'uovo.Pubblicita' aggressiva che intende promuovere i corsi di formazione universitaria on line,un sistema oliato,efficientissimo,dove gli studenti,usciti con bassissini voti dalle scuole medie superiori,si trasformano per incanto in dottori con cento dieci e lode.Una Mascherada,quella della sessione di esame,quasi sempre presenziata da professori straordinari a tempo determinato,dunque dottori che non hanno mai superato l'esame di abilitzione scientifica nazionale.Sono i "briganti " per usare un eufemismo coniato per l'enorme proliferazione dei professori straordinari,che l'Ecampus,la Unimarconi e la Uninettuno,hanno fatto di questo strumento.Il business delle lauree on line e' una girandola miliardaria,dove gli atenei si ingozzano delle dorate rette degli studenti,che passano le forche caudite delle sessioni di esami,anche grazie alla magica tolleranza di decine di dottori diventati professori per autogemmazione.Lauree e professori straordinari,un'immensa corte dei miracoli,dove dentro sguazza di tutto,anche il pagamento cash delle rette,una sorta di slot machine che spruzza denari da ogni parte d'Italia.L'avventura delle universita' telematiche in Italia deve essere fermata ad ogni costo,rigidamente regolamentata e controllata,anche l'infelice eccesso della spasmodica creazione dei professori straordinari a tempo determinato.L'istituzione delle universita' telematiche ha di fatto creato la solita terra di nessuno,ai confini di frontiere sconosciute,dove improvvisamente,il sacrificio e lo studio,diventano un sitema perfetto per far soldi,alle spalle degli altri studenti,quelli che per anni si sono cimentati....

negli studi,hanno sudato sette camicie,si vedono sopravanzare dal goliardico diritambo delle Mascherade,le sessioni di esame degli atenei on line.Da qui nasce anche la fortuna dell'attuale Ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza,che grazie al bando per professore ordinario di una di queste universta' telematiche,ha potuto spiccare il volo nelle alte sfere della pubblica amministrazione.Oggi quello stesso Ministro che ha deciso di nominare una commissione di vigilanza sugli atenei on line,appare gravata dall'ombra del conflitto di interessi.Quali e quanti di questi atenei on line,hanno in realta' i requisiti per restare in vita e quanti,forzando i regolamenti,hanno utilizzato stratagemmi per trasformare semplici dottori in professori straordinari a tempo determinato.Quello che appare e' evidente agli occhi anche del meno esperto del settore,che il fenomeno e' degenerato nel silenzio assoluto delle istituzioni e di diversi esponenti dei partiti politici,che imponendo la spending review ai cittadini italiani,hanno in realta' potuto usufruire diuna magica finestra per raggiungere l'agognata qualifica di professore ordinario e straordinario.E' certo che questo scandalo italiano,questa territorio di nessuno,da oggi dovra' avere dei gendarmi,delle regole feree e sopratutto lo Stato,il legislatore,dovra' domandarsi come porre rimedio ad un valzer inopportuno della autogemmazione di professori che attendono  delicata funzione di verificare le conoscenze di uno studente universitario.Ma l'Italia si sa,e' il paese dei furbi,anzi degli asini che alle volte,per miracolo,diventano dottori.

Mark Ludovici

Pubblichiamo uno dei tanti articoli che stanno germogliando sulla rete nello strenuo tentativo di coprire lo scandalo delle universita' telematiche italiane.

Da molto tempo pensavo di scrivere un articolo sulle Università Telematiche, in particolare sull'Università Telematica Unicusano e proprio oggi mi sono ritrovata su un sito (per fortuna uno dei pochi) che ne parla in modo "discutibile". Pertanto vorrei dire la mia, chiaramente senza offendere nessuno, sulle Università "a distanza" e in particolare sull'Università  Unicusano dal momento che conosco bene persone che la frequentano, mentre di altre ne ho sentito parlare solo sporadicamente e non mi sento in grado di esprimere pareri di alcun tipo.

Comincio con il dire che l'articolo in questione in realtà non è un articolo ma un semplice post, pubblicato dal sito  Corsera.it che, come scritto nella sezione "Disclaimer" non è assolutamente un giornale nè tantomeno un prodotto editoriale; lo stesso vale per il mio blog, dove però a differenza degli autori dei post, di cui parlerò a breve, non mi permetto di insultare nessuno ma mi limito ad esprimere opinioni.

A prescindere dal fatto che neanche il primo dei giornalisti può permettersi di giudicare né tantomeno di aggredire nessuno, considerato che il suo lavoro è esporre i fatti, non commentarli secondo i propri gusti, sorge spontaneo chiedersi con quale diritto (e facoltà) un semplice magazine (blog) possa parlare addirittura di un'inchiesta (giornalistica ?) che lo stesso Corsera.it starebbe dirigendo! Potete leggere qui sotto un estratto di uno degli articoli in questione

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Ma andiamo per ordine.. il blog Corsera.it in realtà scrive più di un articolo sulle Università Telematiche, includendo non solo l'Università Unicusano ma anche l'Università Telematica Pegaso e l'Università Telematica Guglielmo Marconi.

Fin qui nulla di particolare, sapete come si dice "il nuovo inizialmente fa paura" pertanto anchio non ho problemi ad ammettere che un timido scetticismo sia naturale quando si sente di parlare di una nuova iniziativa, in questo caso di università telematiche. Tuttavia le università in questione sono state approvate dalMiur (Ministero dell'Istruzione e della Ricerca) e la documentazione di Unisu è reperibile sul sito della facoltà, esattamente qui, (e certamente lo stesso varrà per le altre Università nominate), a differenza di facoltà nate veramente come funghi e come tali sepolte dopo pochi anni perchè non riconosciute. Ma torniamo a noi. Il riconoscimento del Miur in sé può non bastare ai più scettici, perchè l'Università è "a distanza", è "telematica", è NUOVA!

Ma dallo scetticismo alle calunnie ne passa di acqua sotto i ponti... e viene da chiedersi come mai un blog debba prendersela tanto con le università telematiche.

La mia impressione è che il vero interesse non sia quello di informare ma piuttosto di diffamare le Università Telematiche, considerato che in ciascun articolo è difficile, se non impossibile, rintracciare le fonti o i link dei siti dai quali Corsera.it ha raccolto informazioni prima della stesura del post, nonostante le accuse siano infamanti non solo per l'Università Unicusano ma anche per gli studenti che frequentano quest'ultima e le altre Università telematiche nominate, come di seguito riportato

Da Corsera.it

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A prescindere dal fatto che questo "titolo", assolutamente non oggettivo né informativo,  tutto sembra tranne un'inchiesta giornalistica, chi da il diritto all'autore del post di giudicare la laurea telematica un titolo facile?

Prima di continuare con la lettura dell'articolo vorrei precisare una cosa: sono laureata presso l'UniversitàLa Sapienza di Roma, dove sto prendendo la specializzazione, pertanto NON è mio interesse spezzare una lancia a favore di nessuno.

Ma non tollero, come blogger e come persona che ama l'informazione, calunnie verso università che sicuramente vengono maggiormente incontro alle esigenze degli studenti. Non regalando loro esami o addirittura la laurea, ma permettendo loro di avere un numero più realistico di sessioni d'esame (non cinque all'anno come nel nostro caso!) o permettendo loro di seguire le lezioni e di studiare negli orari più consoni, soprattutto se lavoratori e con famiglia.

C'è da chiedersi chi può permettersi, e soprattutto in base a cosa, di giudicare qualsiasi laurea "facile". Il magazine Corsera.it lo fa, e non si limita a questo.

Proseguendo con la lettura (di difficile comprensione) descrive le Università Telematiche come "Corte dei Miracoli" e tuona:

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E anche qui sorge spontaneo chiedermi chi le da il diritto di parlare di pacchia, di esami facili, ecc.?

Tutte le università sono soggette a nuclei di valutazione che ne testano l'efficienza negli anni e come tali anche le università telematiche sono soggette a controlli. Ma a un neo studente, magari diciottenne, che pensa di iscriversi proprio all'università telematica leggere un articolo del genere, e nomi come MIUR, CNVSU fa pensare che le suddette università siano indagate dai suddetti organi per chissà quale crimine! Ma forse agli autori questa cosa è sfuggita..

Eppure Corsera.it parla addirittura di inchieste della Guardia di Finanza,

corsera-6.jpg

tuttavia ho l'impressione che lo scopo del post stia uscendo dalle righe, ma questo è un mio personalissimo parere considerato che proseguendo con la lettura continuo a non trovare l'informazione che dovrebbe racchiudere.

Oltre tutto, anche ammesso che Unicusano fosse colpevole di reati tributari, per quanto poco onorevole, ciò non ha nulla a che vedere con la qualità della formazione, né tantomeno della validità del titolo emesso! Anche gli stilisti Dolce & Gabbana sono indagati per evasione, ma non per questo la merce che vendono è di meno valore!

Prosegue con diffamazioni ai dirigenti dell'Università Unicusano, che l'autore chiama "Paperon De Paperoni" e chiedendosi se "gli iscritti sono vivi?" (...) "sono coscienti che frequentano l'università online?". Se fossi una studentessa iscritta all'Università Unicusano mi farei sentire, ma anche questo è un parere e tale rimane...

Proseguiamo con un altro articolo, sempre da Corsera.it, datato 16 giugno 2013

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che continua così:

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Cari studenti e dirigenti di Unicusano e delle altre Università Telematiche nominate, fatevi sentire!

Passi che un blog aggredisca una o più Università senza citare le fonti che lo hanno portato a scrivere quanto pubblicato. Ma in base a quali fonti il magazine Corsera.it si senta in diritto di giudicare gli studenti delle Università telematiche somari?

E gli studenti cosa ne pensano? Se la vostra laurea è veramente facile, addirittura una "Corte dei Miracoli" se avevate tutti voti bassi, se vi risulta che se non superate la prova orale "<em style="BORDER-BOTTOM: 0px; BORDER-L

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