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DEBITO PUBBLICO DEFAULT ENRICO LETTA UN CRETINO COME DIFENDERE IL POSTO DI LAVORO AD UN MILIONE DI DIPENDENTI PUBBLICI

Roma 12 Ottobre 2013 Corsera.it di Matteo Corsini Enrico Letta perche' per me e' un cretino. Uscire dall'Euro,sbloccare la funzione della banca Centrale Europea,smetterla con le cazzate di Mario Draghi,con le parole piene di nulla dei banchieri centrali tedeschi.O salviamo l'Italia o muoriamo tutti insieme.Credo che l'Italia dovrebbe muovere verso nuove elezioni,poiche' mi appare chiaro che la situazione di stallo e' insopportabile.Enrico Letta e' un cretino e con lui l'intera compagine governativa.Siamo difronte a burocrati interessati alla poltrona.L'Italia annaspa. Non c'e' dubbio la grande depressione che attanaglia l'Italia da mesi ha nuovamente rimescolato le carte in tavola della politica italana.Secondo il recente sondaggio della societa' SWG,commissionato dal Corriere della Sera,il centro sinistra affonda,con un -4%,mentre il centrodestra recupera riportandosi intorno al 34%.Questo significa che i cittadini chiedono risposte immediate alla crisi,un segno autorevole in Europa per smuovere l'Unione a sbloccare fondi,politica monetaria.D'altronde i cugini francesi sono piu' avanti di noi perche' il gradimento per il Fronte Nazionale di Marine Le Pen,ha un chiaro significato:uscire dalla crisi prima possibile,che per loro equivale a sbloccare l'ingranaggio dell'Euro,che senza una banca centrale in grado di stampare moneta,non funziona per nessuno.La crisi dell'Euro e' la crisi dell'Europa,ma qui si tratta di fare i conti con una grave recessione e adottare tutti quelle azioni esperibili per rendere meno anelastica la situazione finanziaria di molti paesi soffocati dal debito pubblico.la diabolica azione della Germania non e' altro che quella di spingere i paesi dell'Unione meno virtuosi,allo scontro sociale,all'impoverimento,per tagliare gli enormi costi della spesa pubblica.I tedeschi vogliono il sangue dagli italiani,dagli spagnoli.Vogliono mandare a casa milioni di persone,che da un punto di vista di teoria economica sara' anche logico,ma purtroppo non tiene conto della realta' sociale del nostro paese.Come pensare di mandare a casa milioni di dipendenti pubblici? Meglio stampare moneta,reggere la spesa con l'inflazione,che darebbe spinta al mercato immobiliare,rimettendo in modo migliaia di aziende,che oggi boccheggiano o sono gia' fallite.Per l'Italia non vanno bene le regole teutoniche,l'Italia deve difendersi dove puo' competere,turismo,immobiliare,manifattura,alimentari.Dobbiamo stampare moneta,dobbiamo tornare ad essere un paese sovrano,dobbiamo tornare ad avere la nostra banca centrale.Nei periodi di recessione il rigore fiscale distrugge la sacieta',rendendola sterile,incapace di procreare.Se guardiamo bene.... in questa fase,gli imprenditori hanno smesso di rischiare,investono il capitale nel debito pubblico acquistando buoni del tesoro,perche' questo giova al sistema bancario europeo,che ha assunto miliardi di euro dei debiti pubblici dei principali paesi.Con l'economia che ristagna,gli alti interessi sul debito,le banche sopravvivono,altrimenti realta' come MPS o Unicredit sarebbero nel girone del fallimento.La speculazione del salvataggio finanziario delle istituzioni bancarie europee,spinge verso l'asfissia economica,nutrendosi dei lucrosi crediti elargiti ai malcapitati clienti. Enrico Letta e' un cretino,lo sappiamo tutti.Vogliamo perdere ancora tempo? Operazione sorpasso: questa, in estrema sintesi, è la novità più rilevante del sondaggio Swg per il Corriere della Sera sulla credibilità dei partiti, la fiducia nel governo e le intenzioni di voto. Dopo le dimissioni dei ministri, la crisi annunciata e la bagarre in Senato, il centrosinistra (36,4%) aveva superato il centrodestra (34%) nel termometro elettorale. Ora, a una sola settimana di distanza, le parti si sono di nuovo invertite. Il Pd cala di oltre 4 punti percentuali, passando dal 31,2 al 27, e la coalizione si attesta - grazie anche a un passo in avanti di Sel al 5,1 - al 32,9. Il centrodestra recupera quasi un punto e mezzo e arriva al 35,4 (era al 34), tornando ai livelli pre-voto, nonostante un Pdl ancora in lieve flessione al 24,6%. Tra gli altri partiti, i Cinque Stelle ritornano ai valori di inizio ottobre, intorno al 20%, mentre i centristi recuperano qualche decimale, arrivando al 6,3% (con Scelta civica al 5,1%). Anche per quello che concerne la fiducia nell’esecutivo si ripropone un ritorno ai livelli pre-voto di fiducia, con valori che si attestano intorno al 48%: «Si ripropone il tema di una soluzione governativa che raccoglie un gradimento legato soltanto alla preoccupazione del salto nel buio ma continua a convincere poco l’opinione pubblica». Anche la credibilità dei partiti è in calo. Il Pd, da dicembre 2010 a oggi, «ha due momenti positivi in concomitanza dell’avvento del governo Monti, ritenuto più lontano dal centrodestra in quanto sostituiva Berlusconi, e all’avvio del governo Letta», il Pdl «segnala un calo che si interrompe con il risultato elettorale, superiore alle attese, ma si aggrava con le vicende recenti», i Cinque Stelle, dopo il picco toccato in aprile (quando insidiavano il Pd), torna ai valori di dodici mesi fa, mentre «la Lega Nord presenta un calo, e nell’ultimo anno una stabilizzazione in una posizione debole».

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