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ROMA TERREMOTO .ALL'AQUILA SOCCORSI IN RITARDO DI TRE ORE.

6.4.2009(Corsera.it) Ultimissima delle ore 9.20 I feriti sono convogliati all'ospedale di Teramo.Gravemente danneggiato l'ospedale dell'Aquila.

Fonte La Repubblica .L'AQUILA - "Sono rimasto per tre ore sotto le macerie. Non riuscivo a liberarmi. Fortunatamente due travi hanno impedito al muro di crollarmi addosso": Guido Mariani, 23 anni, studente di energia elettrica, ha gli occhi sgranati per lo shock, le mani e le ginocchia piene di lividi ed escoriazioni che si è procurato quando i soccorritori lo hanno estratto da una montagna di detriti. Accanto a lui il cadavere del suo amico e coeateo con cui divideva l'appartamento da due anni, nel centro dell'Aquila, in via XX settembre, la zona più colpita dal sisma di stanotte.

 "I soccorsi sono arrivati dopo più di tre ore", accusa Guido, mentre il padre della vittima si inginocchia a prega davanti alla salma del figlio: "Questa è una città piena di caserme eppure mi hanno tirato fuori i cittadini scavando a mani nude. Gridavo e invocavo aiuto", continua il giovane studente, "sentivo il mio cellulare squillare ma non riuscivo a raggiungerlo. Finalmente si è aperto uno spiraglio, delle mani si sono sporte, mi sono aggrappato e sono venuto fuori. Nella palazzina dove abito c'erano una ventina di appartamenti. Non so quanta gente è ancora lì sotto. Di fronte una scena da incubo: soccorritori scavano con le pale a mani nude, spostando i detriti alla ricerca di corpi o superstiti".

"Le scosse andavano avanti da dicembre, dice Lucia Di Cicco, 27 anni, che abita nel palazzo di fronte a quello completamente distrutto, in via De Bartolomei. Da mesi non dormivamo più. Ci sono state diverse scosse per tutta la serata e una, molto forte, verso le 22.30. Poi, all'improvviso, abbiamo sentito come un boato. Siamo riusciti a fuggire per le scale, semi soffocati dalla polvere. Ho guardato davanti a me e la palazzina di fronte non esisteva più".

Di fronte a piazzale Pasquale Paoli è radunata una piccola folla di carabinieri e vigili del fuoco. Che azzardano bilanci catastrofici. Nell'edificio c'erano venti appartamenti affittati quasi esclusivamente a studenti fuori sede. Le voci sono di decine di inquilini ancora sotto le macerie. Si sentono le urla disperate dei giovani che si sono salvati: "Guido, Guido! Lorenzo mi senti? A un tratto urlano di fare silenzio e i soccorritori scavano freneticamente a mani nude mentre un'addetto della Protezione civile con un cane di salvataggio ispeziona i detriti. Sembra che si stia per tirare fuori qualcuno, forse ancora vivo. Dalle rovine viene estratto un cane beagle, dall'aria terrorizzata.


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