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ITALIA DEFAULT ENRICO LETTA PINOCCHIO SPESA PUBBLICA OLTRE IL 50% DEL PIL

Roma 22 Ottobre 2013 Corsera.it Il rischio default si aggira per l'Italia,monito di Mario Draghi Governatore della Banca Centrale Europea sul rischio default dei bond bancari in Italia.La bolla immobiliare ha aumentato in modo esponenziale l'esposizione del sistema creditizio.Si teme il peggio se non vi sara' un forte recupero dei valori immobiliari.Aziende in crisi imprese che falliscono.Questo il dramma del paese. Conti: spesa pubblica al 50,6% del Pil - Il debito si conferma dunque pari a 1.989 miliardi e 432 milioni di euro, con la spesa pubblica per il 2012 che si attesta al 50,6% del Pil (nel 2011 era stata del 49,8% e nel 2010 del 50,4%), mentre le entrate sono al 47,7% (in aumento rispetto al 46,1% di 2011 e 2010). Eurostat precisa inoltre che il peso sul debito del contributo fornito dall'Italia per le operazioni di salvataggio dei Paesi dell'Eurozona in difficoltà ha pesato nel 2012 per un valore pari al 2,4% del Pil, contro lo 0,8% del 2011 e lo 0,3% del 2010. Eurozona: deficit al 3,7%, debito al 90,6% - Gli ultimi dati Eurostat dicono poi che il deficit dell'Eurozona nel 2012 è sceso al 3,7%, mentre il debito è salito al 90,6%. Il deficit dei 17 nel suo complesso era al 4,2% nel 2011 e al 6,2% nel 2010, mentre il debito era rispettivamente all'87,3% e all'85,4% Il fatturato dell'industria ad agosto torna a crescere, almeno su base mensile, con un aumento dell'1%, il più alto da un anno. Lo rileva l'Istat, che però registra un altro calo, il ventesimo consecutivo, su base annua, pari al -4,8%. A pesare è la cattiva performance del mercato interno. Stesso andamento per gli ordinativi dell'industria, con un aumento su base mensile (ad agosto +2%) e un calo su base annua (-6,8%). Eurostat: debito fermo e deficit al 3% - Notizie positive sul fronte dei conti pubblici, con il debito dell'Italia che, secondo i dati dell'Eurostat, nel 2012 non cresce e resta pari al 127% del Pil, mentre si conferma che il deficit del nostro Paese si mantiene al 3%. Industria in lieve ripresa grazie al mercato estero - Dall'esame nel dettaglio dei dati di agosto relativi all'industria risulta che il rialzo mensile è frutto di un aumento del 3,1% segnato sul mercato estero, a fronte di un fatturato fermo a livello nazionale. Nel complesso gli ultimi tre mesi hanno visto un buon andamento dei ricavi, cresciuti nel totale dello 0,9%, grazie allo sprint impresso proprio ad agosto. Nel confronto annuo ancora una volta la contrazione è determinata dal mercato interno (-7,4%), mentre da oltre confine continuano ad arrivare contributi positivi (+1,0%). Analizzando i diversi settori, per il fatturato l'incremento annuo più forte si registra nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (+3,7%), mentre la diminuzione più marcata riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-19,6%). Ordinativi su ad agosto, giù nell'anno - Anche gli ordinativi dell'industria secondo l'Istat mostrano una certa ripresa ad agosto, dopo due mesi in negativo: +2% rispetto a luglio contro un calo su base annua in cui la perdita, la decima consecutiva, risulta del 6,8%. Il rialzo mensile registrato dalle commesse ad agosto è il risultato di un deciso aumento sul mercato interno (+3,9%), controbilanciato da una flessione sull'estero (-0,5%), mentre su base annua la contrazione riguarda sia gli ordini nazionali (-7,7%) sia quelli fuori confine (-5,9%). Considerando i vari settori, la diminuzione annua più significativa si registra nella metallurgia e nella fabbricazione di prodotti in metallo (-14,0%), mentre l'incremento più rilevante tocca la fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,4%). Conti: spesa pubblica al 50,6% del Pil - Il debito si conferma dunque pari a 1.989 miliardi e 432 milioni di euro, con la spesa pubblica per il 2012 che si attesta al 50,6% del Pil (nel 2011 era stata del 49,8% e nel 2010 del 50,4%), mentre le entrate sono al 47,7% (in aumento rispetto al 46,1% di 2011 e 2010). Eurostat precisa inoltre che il peso sul debito del contributo fornito dall'Italia per le operazioni di salvataggio dei Paesi dell'Eurozona in difficoltà ha pesato nel 2012 per un valore pari al 2,4% del Pil, contro lo 0,8% del 2011 e lo 0,3% del 2010. Eurozona: deficit al 3,7%, debito al 90,6% - Gli ultimi dati Eurostat dicono poi che il deficit dell'Eurozona nel 2012 è sceso al 3,7%, mentre il debito è salito al 90,6%. Il deficit dei 17 nel suo complesso era al 4,2% nel 2011 e al 6,2% nel 2010, mentre il debito era rispettivamente all'87,3% e all'85,4%

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