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COMPRAVENDITA SENATORI RINVIATO A GIUDIZIO SILVIO BERLUSCONI SERGIO DE GREGORIO IL MIO PATTO SCELLERATO CON AL CAPONE

Il gup del capoluogo partenopeo, Amelia Primavera ha anche condannato ad 1 anno e 8 mesi l'ex senatore De Gregorio. Aveva chiesto di patteggiare e il gup ha accolto la determinazione della pena concordata con i pm. Il dispositivo con il rinvio a giudizio è stato letto dal giudice dopo circa un'ora e mezza di camera di consiglio. L'avvocato Carlo Fabbozzo, che assiste l'ex senatore De Gregorio, si è detto soddisfatto. E lo stesso De Gregorio dichiara a SkyTg24: «Mi aspettavo una decisione ed questa decisione è arrivata e conferma quello che ho dichiarato ai Pm di Napoli». Su Lavitola, De Gregorio commenta: «La difesa di Lavitola è estemporanea, prima nega di essere stato tramite tra me e Berlusconi, poi dice di avermi dato dei soldi tratti a un conto in Svizzera, fatto ancora più inquietante». Sergio De Gregorio dice invece di «aver ricevuto soldi, finalizzati a ribaltare il governo Prodi nell’ambito della guerra santa definita dallo stesso Silvio Berlusconi, “Operazione libertà”». E sull’ex premier commenta: «Non rimetterei la mia capacità operativa a servizio di Berlusconi, anche questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso p Il gup del capoluogo partenopeo, Amelia Primavera ha anche condannato ad 1 anno e 8 mesi l'ex senatore De Gregorio. Aveva chiesto di patteggiare e il gup ha accolto la determinazione della pena concordata con i pm. Il dispositivo con il rinvio a giudizio è stato letto dal giudice dopo circa un'ora e mezza di camera di consiglio. L'avvocato Carlo Fabbozzo, che assiste l'ex senatore De Gregorio, si è detto soddisfatto. E lo stesso De Gregorio dichiara a SkyTg24: «Mi aspettavo una decisione ed questa decisione è arrivata e conferma quello che ho dichiarato ai Pm di Napoli». Su Lavitola, De Gregorio commenta: «La difesa di Lavitola è estemporanea, prima nega di essere stato tramite tra me e Berlusconi, poi dice di avermi dato dei soldi tratti a un conto in Svizzera, fatto ancora più inquietante». Sergio De Gregorio dice invece di «aver ricevuto soldi, finalizzati a ribaltare il governo Prodi nell’ambito della guerra santa definita dallo stesso Silvio Berlusconi, “Operazione libertà”». E sull’ex premier commenta: «Non rimetterei la mia capacità operativa a servizio di Berlusconi, anche questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso politico che è arrivato alla fine, Berlusconi liberi l’Italia e se stesso. Nella scorsa legislatura si sono spostati 120 tra deputati e senatori il loro passaggio magari non risponde atti di corruzione ma chi lo può sapere, nella politica marcia come è diventata vive di questo modus, non tutta ovviamente». LAVITOLA - Rinviato a giudizio anche Valter Lavitola . All’udienza preliminare, nell’aula del Tribunale di Napoli, l'ex direttore dell'Avanti ha reso dichiarazioni spontanee per più di un'ora. Lavitola, parlando a braccio, avrebbe ammesso di avere consegnato consistenti somme di denaro a Sergio De Gregorio, ma ha affermato che quei soldi provenivano dal finanziamento al suo quotidiano, dei quali entrambi erano soci, e che parte del denaro era stato in precedenza prestato da De Gregorio allo stesso Lavitola.«Se avessi davvero portato soldi sarei solo un vettore - ha sostenuto Lavitola - io portai soldi a De Gregorio ma era una partita di giro per l’Avanti». Lavitola ha scelto come legale Guido Paniz, ex senatore Pdl. LA DIFESA — Per la difesa di Berlusconi, ha preso la parola Michele Cerabona: «Non c’è reato in quanto la Costituzione italiana prevede per ogni Parlamentare il diritto dell’insindacabilita’ dei suoi voti». Alle 14.30 di mercoledì il gip si è chiuso in camera di consiglio e alle 16.40 è arrivata la decisione. Sarà dunque un collegio di giudici a stabilire se Silvio Berlusconi e Valter Lavitola sono da considerare colpevoli. L’indagine, che si fonda sulle dichiarazioni rese lo scorso anno da Lavitola, ha avuto una accelerazione decisiva con le ricostruzioni fornite da Sergio De Gregorio il quale ha confessato ai pm Alessandro Milita ed Henry John Woodcock, di aver accettato un «patto scellerato». «TRE MILIONI PER COMPRARE UN SENATORE» — Nella prima udienza preliminare aveva chiesto di patteggiare ad 1 anno e 8 mesi e così è stato: condanna e pena sospesa. Era il 2006 e la migrazione dell’onorevole Sergio De Gregorio sarebbe servita a far cadere il governo di Romano Prodi, e così fu, grazie al voto contrario proprio di De Gregorio. Per il pm questo passaggio fu pagato tre milioni di euro, di cui due in «nero» e uno versato nelle casse dell’associazione culturale «Italiani nel mondo». Immediate le reazioni politiche. A partire dal presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani:«Milano chiama, Napoli risponde. L’accerchiamento giudiziario sul presidente Berlusconi continua, senza esclusione di colpi. L’obiettivo però non sarà raggiunto. Gli siamo ancora più vicini in questo particolare momento. Nessuno si illuda, Silvio Berlusconi resterà a lungo il leader del centrodestra e della maggioranza degli italiani».

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