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GERMANIA ADOLF HITLER RITROVATE LE OPERE DEL PIU' GRANDE FURTO D'ARTE DELLA STORIA 1000 MILIONI DI EURO

Monaco, ritrovate le opere confiscate da Hitler IL VALORE - Secondo un’anticipazione del settimanale Focus, il valore stimato dei capolavori si aggira intorno al miliardo, e pare che il proprietario dell’appartamento, Cornelius Gurlitt, figlio del gallerista Hildebrand Gurlitt, sia vissuto finora dei proventi della vendita di alcuni dei quadri rimasti nascosti per decenni nella capitale bavarese. Un ritrovamento sensazionale, che aveva condotto alla confisca delle opere d’arte già nella primavera del 2011, rimasto tuttavia segreto fino ad adesso, per non pregiudicare le indagini. E finora le informazioni trapelate al settimanale Focus lasciano aperte innumerevoli domande, ancora senza risposta. 1500 opere di maestri della pittura come Picasso, Matisse, Chagall, Kokoschka, Marc, Beckmann, Nolde e Klee e molti altri, confiscate durante il Terzo Reich e ritenute perdute, sono state ritrovate dalle autorità in un appartamento a Monaco di Baviera. Monaco, ritrovate le opere confiscate da Hitler Monaco, ritrovate le opere confiscate da Hitler Monaco, ritrovate le opere confiscate da Hitler Monaco, ritrovate le opere confiscate da Hitler Monaco, ritrovate le opere confiscate da Hitler IL VALORE - Secondo un’anticipazione del settimanale Focus, il valore stimato dei capolavori si aggira intorno al miliardo, e pare che il proprietario dell’appartamento, Cornelius Gurlitt, figlio del gallerista Hildebrand Gurlitt, sia vissuto finora dei proventi della vendita di alcuni dei quadri rimasti nascosti per decenni nella capitale bavarese. Un ritrovamento sensazionale, che aveva condotto alla confisca delle opere d’arte già nella primavera del 2011, rimasto tuttavia segreto fino ad adesso, per non pregiudicare le indagini. E finora le informazioni trapelate al settimanale Focus lasciano aperte innumerevoli domande, ancora senza risposta. LE OPERE - Tra le tele che Gurlitt tenne nascoste, le celebri «Pferde» (cavalli) di Franz Marc, «Il domatore di leoni» di Max Beckmann, venduto recentemente da Gurlitt all’asta per 864 mila euro, un Matisse che appartenne alla collezione di Paul Rosenberg, nonno di Anne Sinclair. Ovvero la moglie di Dominique Strauss-Kahn, che già da decenni lotta per la restituzione delle opere rubate al nonno dai nazisti a Parigi. LA FAMIGLIA - Fatto è che dozzine di grandi opere credute perse per sempre erano state confiscate dalla finanza bavarese in un appartamento nella zona di Schwabing, una delle più note della ricca Monaco, dove è vissuto indisturbato l’ormai ottantenne Cornelius Gurlitt, proveniente da una famiglia molto nota, ricca di compositori, esperti d’arte, fra cui il padre Hildebrand, molto conosciuto a suo tempo negli ambienti artistici, e deceduto negli Anni ’50 del secolo scorso. OPERE «DEGENERATE» - Fra i quadri dei grandi maestri del 900, si contano circa 300 opere considerate dai nazisti come «degenerate» e confiscate ai collezionisti ebrei durante la dittatura di Hitler. Secondo le prime ricostruzioni, il gallerista Hildebrand Gurlitt, aveva acquistato i dipinti negli Anni ‘30 e ’40, e il figlio Cornelius ha tenuto nascosti i quadri nell’appartamento per circa mezzo secolo, senza mai destare il più piccolo sospetto. E per vivere, poco per volta, pare avesse venduto alcune opere d’arte senza essere mai scoperto. LE INDAGINI - Tuttavia, un viaggio di ritorno a Monaco proveniente dalla Svizzera , compiuto all’inizio del 2011, gli fu fatale. Perché la polizia finanziaria, durante un controllo casuale, scoprì addosso a Cornelius ingenti somme di denaro in contanti. E da lì partirono i primi sospetti. E le ricerche approfondite degli inquirenti condussero poi nella primavera dello stesso anno a una perquisizione nell’appartamento dell’anziano sospettato. E al sequestro dei capolavori già creduti persi e dal valore stimato di circa un miliardo di euro, che da allora vengono conservati nel tratto più segreto e sicuro degli edifici della dogana bavarese, nella zona di Garching, presso Monaco. MISTERI - Nel frattempo, la storica dell’arte di Berlino, Meike Hoffmann sta ricercando febbrilmente di scoprire la provenienza delle opere d’arte. E finora è riuscita a catalogare circa 300 dei capolavori classificati finora come «opere degenerate», di cui circa 200 sono attivamente ricercate dalle autorità tedesche. Ma la provenienza delle opere e soprattutto le circostanze di acquisto dei dipinti creduti bruciati, persi o giacenti nei forzieri delle banche estere o nelle cantine di musei (soprattutto russi) è ancora avvolta nel più fitto mistero.

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