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TERREMOTO IMMOBILIARE MILANO.PURI NEGRI DEFENESTRATO DA PIRELLI RE.

Aquila 10.4.2009(Corsera.it) di Matteo Corsini

Sono giorni che racconto del terremoto immobiliare,di come spocchiosi managers riciclatisi nei fondi immobiliari durante il boom del mercato,abbiano condotto molte di queste aziende al collasso e alla rovina degli azionisti.Se immaginiamo che i fondi immobiliari di Deutsche bank erano gestiti da agenti  provenienti dal franchising immobiliare sviluppo agenzie liguri,possiamo ben capire che la vita di quei fondi sarebbe stata breve.Adesso infatti quel Vicepresidente ha finito la sua avventura nel mondo dei fondi immobiliari ed è tornato dietro il bancone di un sushi bar a pelare triglie e gamberoni,gli azionisti al contrario si sbucceranno le mani a contare le perdite delle loro quote.

Il figlio di Papà,ovvero figlio di Margherita Pirelli,l'ex playboy Carlo Puri Negri lascia la carica di amministratore delegato della Pirelli re sull'orlo di un baratro,che ha costretto gli azionisti ad una feroce ricapitalizzazione per circa 400milioni.Carlo Puri Negri è stato il protagonista del boom immobiliare,cavalcato quasi con la stessa incoscienza di altri suoi esimi colleghi da Zunino ,a Ricucci a Coppola.La Pirelli insieme a Morgan Stanley è piombata sul mercato immobiliare e a suon di milioni acquistava mattoni come fosse acqua fresca e capaci di rigenerarsi ad ogni rilancio.Uno strappo alla logica conservativa del business immobiliare che oggi nella sua veemenza gli azionisti di Pirelli re stanno pagando a caro prezzo,anzi rimettendoci l'intera camicia,i guadagni di ieri con le perdite di oggi.Quando amministratori in preda al delirio di onnipotenza,eccitati dall'euforia della materia che sebbene non si conosce diventa oro,perdono la testa e acquistando velocità finiscono per schiantarsi contro le mura ciclopiche della storia.

(continua all'interno)

Carlo Puri Negri ha condotto una macchina perfetta,che grazie alla partnership con Morgan Stanley aveva scelto l'esatto momento in cui entrare nel mercato immobiliare,contro un muro di

pietra.Ricordiamoci che qualche anno prima Jody Vender il finanziare ormai azzoppato aveva tentato la strada dell'immobiliare con la sua Sopaf fino a disintegrarla.La Pirelli riuscii nell'impresa in cui  l'enfant prodige della finanza milanese aveva toppato.

C'è un detto che recita : "Il mattone brucia chi è coglione " è un vecchio adagio contadino del frusinate,perchè quando si costruisce e si impazzisce ,difficilmente si ricorda dove sono le scale per tornare indietro.

Quella di Pirelli Re,questa avventura costruita con alterigia e oggi si può ben dire  ai danni degli azionisti , mi fa venire in mente il lontano 1999,quando alle prese con l'acquisto del primo portafoglio Unipol,alla porta di Via Stalingrado bussavano i Malfatto e i Puri Negri che a qualsiasi prezzo volevano acquistare i mattoni della compagnia bolognese.

Mi ricordo che non incontrai mai Piero Fassino ronzare li intorno,ma Giovanni Consorte alla fine cedette alle lusinghe del Puri Negri ottenendo milioni di euro in cambio dei suoi mattoni.

Da quel giorno,da quel momento,i modesti immobiliaristi come me ,quelli che calibravano a cento a cento le lirette,furono spazzati via da tanta spietata arroganza .

Da uno così non ci si poteva attendere altro che una rovinosa caduta,incapace di accorgersi che il mondo improvvisamente si modificava.Quando si doveva vendere Pirelli re continuava a comprare,quando gli altri uscivano contenti dei guadagni realizzati,qualcun altro per ingordigia non si percepiva l'Inferno fiammeggiante dietro le porte.Quando io scriveva che la Germania saebbe stata la Waterllo della Pirelli re,nessuno mi ascoltava,eppure oggi è così cari azionisti Pirelli.Non si investe sui cadaveri,con i cadaveri ci si fà belli per acquisire consensi politici.

Nel mondo del mattone adesso si cambia regime,e speriamo che come in tutti i mercati,adesso gli azionisti ascoltino le persone capaci e non i condottieri dell'ultima ora con le mani senza calli.

 

 


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