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BANCA INTESA FIORI CORONES E LA FILIALE FANTASMA VENDITA FILIALI OLTRE IL NUMERO PREVISTO DAL PIANO INDUSTRIALE ?

Utile netto a 4,5 miliardi di euro, con un tasso di crescita medio annuo del 38,3%, proventi operativi netti per 19,2 miliardi di euro (+4,1%) e un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 7 miliardi di euro (+29,6%). Sono i principali numeri che Intesa Sanpaolo punta a raggiungere nel 2017, in base al nuovo piano di impresa che Affaritaliani.it pubblica integrale prima della presentazione al mercato da parte del consigliere delegato Carlo Messina. Nell'arco di piano, tra 2014 e 2017, la banca prevede di distribuire agli azionisti dividendi in contanti per circa 10 miliardi di euro. Cifre che sono piaciute a Piazza Affari che ha premiato il titolo con un rialzo del 3,53%. Per azionare i "motori della redditività", Messina ha ridisegnato il perimetro della banca, costituendo nell'ambito della Divisione Banca dei Territori, Banca 5 (3.000 gestori ad hoc per 5 milioni di cilenti), un polo specializzato nei servizi retail che si occuperà di prodotti come la vendita di carte di debito e di credito, la concessione di prestiti personali, la vendita di assicurazioni danni e di piani d'investimento (di accumulo e previdenziali). In più, all'interno di Banca 5, ci sarà personale formato per l'offerta non bancaria, come la vendita di biglietti, di viaggi e l'intermediazione e la consulenza immobiliare. intesa san paolo Banca 5 fa parte delle nuove iniziative all'interno del primo pilastro del piano, che Intesa chiama new growth bank e che include tre poli (private banking, asset management e assicurativo). Nel private banking, la combinazione di Intesa Sanpaolo private banking, Fideuram investimenti e banca Fideuram "permette - si legge nel piano - di creare una delle più grandi realtà del private banking in Europa" pronta a espandersi all'estero "anche attraverso partnership". Partnership internazionali e crescita saranno anche al centro del polo dell'asset management, che vedrà l'integrazione di Fideuram asset management Ireland nel gruppo Eurizon capital, e del polo assicurativo, che integrerà Fideuram vita. Nell'ambito del pilastro dedicato al business core già esistente, Intesa mira a un rafforzamento della presenza all'estero in mercati chiave come Slovacchia, Serbia, Croazia ed Egitto; sarà invece "razionalizzata" o "ristrutturata" la presenza in mercati come Albania, Bosnia, Slovenia, Ungheria, Russia e Romania. Verrà venduto, entro il 2017, come annunciato da tempo, l'intero portafoglio di partecipazioni non core. Si tratta sostanzialmente delle partecipazioni non bancarie (fra cui Alitalia e Rcs), per un valore di libero complessivo che ammontava a 1,9 miliardi di euro alla fine del 2013. messina 500 Il nuovo piano (con un Roe target del 10%) prevede l'ennesima razionalizzazione della rete per 400 filiali (400 chiusure che si vanno ad aggiungere alle 400 del vecchio piano) che porterà il numero finale degli sportelli in Italia a circa 2.800, quasi la metà delle filiali possedute da Intesa prima dello scoppio della crisi del 2008. La razionalizzazione delle filiali comporterà 4.500 esuberi (per circa 2.300 persone derivante dalla semplificazione organizzativa, per circa 300 dalla semplificazione societaria, per circa 1.000 dalla razionalizzazione del presidio territoriale, per circa 400 dalla digitalizzazione e per circa 500 dall'efficientamento della concessione del credito), 1.500 all'estero e 3.000 in Italia. Esuberi che, fa sapere la banca, saranno tutti riassorbitinelle iniziative dell'istituto. Il piano infatti prevede un ''grande progetto per la riqualificazione, che permette di riassorbire la capacità in eccesso su iniziative prioritarie''. Messina poi ha sospeso il premio aziendale nel 2013 dato il via a una razionalizzazione societaria, che farà scendere a 6 da 17 le banche partecipate sul territorio. messina (1) Guarda le foto di Carlo Messina nella conferenza stampa odierna Immediato il commento dei sindacati. Per Giuseppe Milazzo, segretario nazionale della Fabi, “il piano d’Intesa presenta luci e ombre”. "Condividiamo l’obiettivo di mantenere i posti di lavoro e aumentare la redditività attraverso la creazione di nuovi servizi e mestieri - ha aggiunto - ma ci troviamo in assoluto disaccordo con l’azienda quando parla di blocco salariale nel triennio e di temporanea sospensione del premio aziendale, oltre che del taglio di circa 400 filiali, operazione che contribuisce ad allontanare la banca dal territorio. Come sindacato, siamo disponibili a trattare sulle riconversioni professionali, che dovranno però essere adeguatamente retribuite, ma non accetteremo mai uno scambio tra salario e occupazione”.

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