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CORSERA ELEZIONI REGIONI IN BILICO MATTEO CORSINI MIR SIAMO NOI I FIGLI DELLA LUPA E DELLE AQUILE RENATO MANNHEIMER I SONDAGGI SON BIDONI

ROMA 30 GENNAIO 2013 CORSERA.IT

LAZIO ELEZIONI REGIONALI MATTEO CORSINI MIR MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE CANDIDATO REGIONE LAZIO COLLEGIO DI ROMA.ROMA AI ROMANI IL LAZIO AI LAZIALI.NON PASSERANNO I PIACENTINI NON PASSERANNO I GENOVESI.IL POPOLO DI ROMA E DEL LAZIO MARCIA UNITO.

SUL SITO DEL MINISTERO SI LEGGE CHE GLI INTERVISTATI CHE RISPONDONO AI SONDAGGI SONO SOLTANTO IL 9%.I SONDAGGI DI RENATO MANNHEIMER SON BIDONI DUNQUE.NON RISPECCHIANO LE VERE INTENZIONI DI VOTO DEGLI ITALIANI CHE SONO ANCORA MOLTO INDECISI.

LAZIO E ROMA.SIAMO NOI I FIGLI DELLA LUPA E DELLE AQUILE.SIMAO NOI I SOLDATI DI ROMA,I NUOVI PROTAGONISTI IN QUESTA CITTA'.SIAMO NOI GLI ULTIMI CHE UMILMENTE OGNI GIORNO SI SOBBARCAO IL DIALOGO CN I CITTADINI.STRAPPEREMO LA REGIONE LAZIO DALLE MANI DI CHI CREDE CI AVER GIA' VINTO.

IL NOSTRO COMPITO E' QUELLO DIFFICILISSIMO DI SOVVERTIRE IL DESTINO DEL PAESE E DELLA NOSTRA REGIONE,CON UOMINI NUOVI PER NON LASCIARE CHE IL LAZIO E LA CITTA' DI ROMA MUOIANO INSIEME AD UNA MENTALITA' RETROGRADA,PER IMPEDIRE CHE IL MERCATO IMMOBILIARE MUOIA,RIDOTTO A BRANDELLI DALLA FURIA DELLE IMPOSTE , DELLE TASSE E DALL'AGGRESSIONE DEI COMUNISTI.IMPEDIRE LA DISTRUZIONE DELLA SANITA' REGIONALE,IMPEDIRE MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI.IMPEDIRE CHE I NEGOZIANTI DI ROMA MUOIANO PER COLPA DI UN'ECONOMIA ASFITTICA,IMPEDIRE CHE I MERCATI RIONALI VENGANO UCCISI DAI GRANDI CENTRI COMMERCIALI,IMPEDIRE CHE I GIOVANI RIMANGANO DISOCCUPATI.IMPEDIRE CHE LA POLITICA DELLE FACCE DI PLASTICA DELLA CARTELLONISTICA STRADALE,PREVALGA SULLA POLITICA DEL TERRITORIO.IMPEDIRE CHE ZINGARETTI IN ARTE GEORGE CLOONEY,PREVALGA SU DIEGO RIGHINI,MATTEO CORSINI E DARIO DEL BUONO.

PER RENATO MANNHEIMER, I SONDAGGI DICONO CHE LE UNICHE REGIONI IN BILICO SAREBBERO LOMBARDIA E SICILIA,IO INDICHEREI ANCHE IL LAZIO,DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA DI NICOLA ZINGARETTI E' TUTT'ALTRO CHE SCRITTA.AL CONTRARIO,IL RECUPERO DEI...

CONSENSI SUL CENTRODESTRA,A CAUSA DELL'ATTIVITA' POLITICA DEI MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE,E' MOLTO FORTE.I VERI SONDAGGI LI STIAMO CONDUCENDO NOI SUL TERRITORIO,PER LE STRADE,NELLE PIAZZE E ALLE FERMATE DELLA METROPOLITANA E DICONO TUTT'ALTRO.GRAN PARTE DEL POPOLO DEL CENTRODESTRA E' GALVANIZZATO DAL RECUPERO,DAL RILANCIO DELLE ISTANZE DELLA SOCIETA' CIVILE CHE INTENDE RIDARE FIATO ALL'ECONOMIA,INTERROMPERE IL CONGELAMENTO FINANZIARIO,AD OPERA DEL GOVERNO MONTI E DEL RIGORE FISCALE IMPOSTO A TUTTE LE CATEGORIE.IL POPOLO DEL CENTRODESTRA CERCAVA UNA VALIDA ALTERNATIVA AL PDL DI SILVIO BERLUSCONI,LEADERS GIOVANI E CAPACI DI PRENDERE IN MANO LE SORTI DEL PAESE.CREDO CHE DIEGO RIGHINI,MATTEO CORSINI,DARIO DEL BUONO,AUGUSTO CESTRA A FROSINONE,BRUNA DI BERARDINO A VITERBO,SIANO PER LA REGIONE LAZIO E PER ROMA,UNA SQUADRA VINCENTE,NUOVA,MOLTO DINAMICA,CHE HA INTERPRETATO L'AZIONE POLITICA,COME NESSUN ALTRO HA FATTO FINO AD OGGI.I MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE SONO SUL TERRITORIO,SEMPRE E OVUNQUE,LA LORO CAMPAGNA ELETTORALE E' FRUTTO DI GRANDE SACRIFICIO E NESSUNA FORZA POLITICA STA ESPRIMENDO TANTO ARDORE,AGILITA' NEI SUOI PROPOSITI ELETTORALI.SI DEVE CAMBIARE QUESTA VOLTA DAVVERO,VOLTARE PAGINA,GUARDARE AL FUTURO.QUESTO VOGLIONO I CITTADINI.

Quella per la maggioranza al Senato sarà probabilmente una battaglia all'ultimo voto. Gli esiti dei sondaggi effettuati regione per regione (per assegnare correttamente in ciascuna il premio di maggioranza) dai diversi istituti offrono un quadro diversificato, ma comunque caratterizzato da una situazione di difficile governabilità. In realtà, per la gran parte delle regioni, l'esito è già noto o facilmente prevedibile: la maggioranza (e il relativo premio) andranno al centrosinistra. Ma le poche che sono ancora in bilico fanno parte di quelle più popolate, che, di conseguenza, assegnano un maggior numero di senatori. Decisivi per la formazione o meno di una maggioranza in Senato.

 

Emblematico, al riguardo, è il caso della Lombardia.Che, come si sa, assegna ben 49 seggi, vale a dire quasi il 16% del totale dei senatori eletti nei confini nazionali. E nella quale, per di più, si vota, lo stesso giorno delle politiche, per il presidente e il consiglio regionale. Si tratta di una regione che è stata, a lungo, appannaggio del centrodestra. Ma, complici anche le vicende che hanno riguardato il presidente della Regione Formigoni, la situazione pare oggi mutata profondamente. Tanto che il vantaggio che il centrodestra ottiene comunque ancora in questo momento è talmente esiguo (meno di un punto percentuale) da collocarsi al di sotto del margine di approssimazione statistico e da rendere, di conseguenza, impossibile l'assegnazione del premio di maggioranza. Il quadro è aggravato dal fatto che sono molti - 42%, assai più che nelle altre regioni qui considerate - coloro che dichiarano di non volere indicare l'intenzione di voto, perché indecisi o tentati dall'astensione. Le scelte di costoro possono mutare il quadro politico della regione. E non è senza significato il fatto che gli indecisi lombardi siano composti per la gran parte da ex elettori del centrodestra delusi. Oggetto, come si sa, sia della campagna di Berlusconi, sia di quella di Monti.

Per certi versi simile è il quadro offertoci dalla Sicilia.Qui è il centrosinistra (che ha appena vinto le elezioni per la Regione) a trovarsi in vantaggio. Ma, anche in questo caso, la differenza è di poco superiore a 1 punto percentuale, ciò che comporta l'impossibilità di stimare con certezza chi conquisterà i 14 seggi in competizione. C'è da notare qui la grande popolarità del Movimento 5 Stelle - già manifestatasi in occasione delle regionali - che sembra permettere a quest'ultimo di attribuirsi ben 3 seggi.

Assai diversa è la situazione in Veneto. Qui si riproduce la distribuzione di voti classica, con il centrodestra avanti. La rilevazione da noi effettuata all'inizio di questa settimana mostra una distanza di circa 8 punti, tali da attribuire 14 seggi alla coalizione di Berlusconi. Secondo altri istituti, il quadro è differente: alcuni indicano uno scarto ancora maggiore, altri di più modeste dimensioni. Appare tuttavia ragionevole in questo momento attribuire il Veneto al centrodestra.
L'esito opposto sembra probabile in Puglia. La distanza è inferiore, pari a 6 punti, e il numero di seggi in palio (11) è meno consistente. Ma si tratta in ogni caso di una regione che, secondo i sondaggi più recenti, sarà conquistata dal centrosinistra.

Infine, anche la Campania risulta in questo momentoessere appannaggio della coalizione guidata da Bersani. In questo caso, la differenza risulta ancora più accentuata e superiore addirittura ai 10 punti. Anche qui occorre notare la forte presenza del Movimento 5 Stelle e la possibilità che Rivoluzione Civile di Ingroia partecipi anch'essa alla distribuzione dei seggi. È vero che attualmente si colloca sotto la soglia minima (8%) richiesta dalla legge. Ma la differenza è talmente esigua da rendere più che possibile il suo superamento.
In definitiva, tutto pare dipendere dalla Sicilia e dalla Lombardia. Se il centrodestra prevalesse in entrambe le regioni, la maggioranza al Senato per Bersani sarebbe problematica e diverrebbe decisivo il ruolo di Monti (che, proprio per questo, ha di recente auspicato di ampliare il bacino - 15% a livello nazionale - sin qui ottenuto). Se, viceversa, il centrosinistra riuscisse a conquistarle, avrebbe assai meno problemi nella formazione di un governo stabile. Se conquistasse una sola delle due rimarrebbero comunque problemi nella formazione della maggioranza.

 

RIPROVA DI TANTA SIMPATIA E VICINANZA AI MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE SI COGLIE DAGLI SGUARDI LE STRETTE DI MANO I RACCONTI CHE CI FANNO.NEL LAZIO SIAMO LA FORZA ALTERNATIVA VINCENTE CHE UMILMENTE HA INTRAPRESO UN PERCORSO DI RINASCITA ECCEZIONALE.


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