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CHARLIE HEBDO DAMMARTIN-EN-GOELE BRACCATI I KILLERS ASSERRAGLIATI IN UNA TIPOGRAFIA PRESI 5 OSTAGGI

L'operazione per «neutralizzare» i due fratelli Kouachi è in corso dalle 9 di questa mattina. L'assalto non è ancora stato sferrato. Secondo Bernard Corneille, sindaco di Othis, un Comune limitrofo, gli ostaggi potrebbero essere più di uno, addirittura cinque e cioè tutte le persone che vi lavorano, compreso il titolare. I negoziatori sono sul posto e sono in corso trattative. Nella zona sono radunati «teste di cuoio» e forze di sicurezza. Elicotteri sorvolano l'area. Nella cittadina (a una quarantina di chilometri dalla zona dove si sono svolte le ricerche giovedì e nei pressi dell’aeroporto di Charles de Gaulle) le forze dell’ordine sono confluite dopo una sparatoria e un inseguimento con i sospetti. Il sito «Le Parisien» aveva parlato di due morti e 20 feriti, ma la procura di Parigi ha smentito la presenza di vittime. Il presidente francese, Francois Hollande, ha interrotto una riunione di emergenza e sta seguendo insieme al ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, e a quello della Giustizia, Christiane Taubira, gli avvenimenti in corso.

Sarebbe il 27enne responsabile della tipografia Creation Tendeance Decouverte, Michel Catalano, l'ostaggio in mano ai due fratelli jihadistiautori dell'attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo asserragliati a Dammartin-en-Goele, una quarantina di chilometri a nord-est di Parigi. I famigliari da ore non riuscivano a parlargli né per telefono, né via mail. L'uomo tutte le mattina si reca a piedi al lavoro e potrebbe essere stato catturato dai terroristi al suo arrivo. Il primo a vedere l'ostaggio con i terroristi era stato Didier, rappresentante commerciale di una ditta fornitrice della tipografia, che questa mattina aveva un appuntamento con Michel Catalano. «Ero davanti alla porta dell'azienda, ho stretto la mano a Michel e a un uomo armato che mi ha detto: "Sono un poliziotto, vai via, non uccidiamo civili"», ha raccontato a France Info. «Dopo che me ne sono andato, Michel ha chiuso la porta», ha aggiunto. Didier ha inizialmente creduto che i due terroristi fossero davvero poliziotti perché avevano armi automatiche ed erano vestiti di scuro, con il giubbotto antiproiettile, esattamente come gli uomini delle forze speciali. Solo più tardi ha capito che si trattava invece dei due jihadisti in fuga.

 

L'operazione di polizia

 


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