Martedi' 05 Luglio 2022
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Economia
  • YANIS VAROUFAKIS LA GRECIA RESTERA' NELL'EURO LEGARE IL DEBITO PUBBLICO ALLA CRESCITA...

YANIS VAROUFAKIS LA GRECIA RESTERA' NELL'EURO LEGARE IL DEBITO PUBBLICO ALLA CRESCITA

MILANO - Il modo migliore per aiutare la Grecia è trovare un accordo che faccia azzeri tutto quanto è stato fatto finora per ripartire, cosa possibile soltanto se si lega il pagamento dei debiti di Atene (240 miliardi di euro nei confronti della troika composta da Bce-Ue-Fmi) alla crescita del Paese. Questa la proposta avanzata dal ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis da Parigi, prima tappa di un tour europeo. E da parte sua,  il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, al termine del colloquio con il collega ha sostenuto con forza che "la Grecia è nell'euro e resterà nell'euro", ma senza prescindere dalle riforme necessarie per garantire i mercati. E ha sottolineato la necessità per tutta l'Europa di "crescita", e quindi di "investimenti", senza i quali "non è possibile ritrovare" un'attività economica prospera, garantendo la cooperazione di Parigi alla ricerca di un accordo tra  l'esecutivo guidato da Alexis Tsipras e gli interlocutori internazionali. E la crisi greca, con i possibili effetti sull'economia dell'Unione europea, è stata al centro di un lungo colloquio nel pomeriggio tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel, all'indomani dell'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale.  Varoufakis ha assicurato che il nuovo governo di Atene vuole "riformare la Grecia, con impegno", nell'ambito di "un cambiamento dell'Europa che interrompa il circolo vizioso che si autoalimenta del debito e della deflazione". Ciò non toglie, ha proseguito, che  "l'euro sia e debba essere irrevocabile per tutti i suoi Paesi membri".  

Sul fronte delle trattative sul debito e su una sua eventuale riduzione, "vogliamo minimizzare l'impatto su partner, e questo si può fare solo sostenendo la Grecia nel suo voler voltare pagina, in modo che possa ripartire e poi potersi permettere di ripagare tutto con gli interessi", ha precisato Varoufakis, secondo il quale la crisi è stata provocata dai troppi soldi dati dalla troika ad Atene per scongiurare il default tra il 2010 ed il 212 ma che oggi rappresentano un buco nero di debito insostenibili. 

E' per questo che il governo Tsipras non vuole nuovi aiuti, ma punta a rompere subito il circolo vizioso della dipendenza dai fondi esteri. La Grecia, ha aggiunto, ha fino alle fine del mese per preparare una proposta dettagliata (il 28 febbraio scade il programma di aiuti della troika) e da allora entro sei settimane può elaborare un accordo con i partner. Saranno Lazard ed altri
istituti europei ad aiutare il governo greco a definire un piano di rientro "efficiente e socialmente sostenibilie" del debito. Colloqui sono stati già avviati con il Fondo monetario internazionale e appena possibile il ministro delle Finanze greco andrà a Berlino, per incontrare il suo omologo Wolfgang Schaueble, e a Francoforte da Mario Draghi, presidente della Bce.

In un'intervista a Le Figaro Varoufakis ha spiegato che il programma di austerità imposto nel suo Paese è "molto negativo per tutta l'Europa". "Lo sfidiamo non solo perché non è un bene per la Grecia, ma perché è un male per tutta l'Europa", ha sottolineato Varoufakis al settimanale greco To Vima. "Non dimenticate che tutto questo non è solo una crisi della Grecia. Il debito dell'Italia è insostenibile, la Francia sente il respiro della deflazione sul collo, anche la Germania è in deflazione. Siamo in una fase di calo dei prezzi", ha aggiunto il ministro. 

Oggi la maggior parte del debito greco - circa 200 miliardi di dollari - è nelle mani di creditori pubblici. Il nuovo governo di Atene vorrebbe raggiungere un nuovo accordo sul debito per realizzare un margine finanziario in più per il Paese. Ma  l'Eurogruppo e ieri Angela Merkel hanno ribadito che non si può prevedere una nuova cancellazione del debito. Proprio dalla Germania, intanto, un sondaggio svela l'opionione dei tedeschi sulla situazione greca: il 62% dei cittadini tedeschi è favorevole a che la Grecia resti nella zona euro e solo il 26% dei tedeschi vuole l'uscita di Atene dall'euro. Ma dall'indagine realizzata dal giornale Bild am Sonntag  emerge anche che il 68% degli intervistati è contrario al taglio del debito per Atene.

Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.