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Villari.Gli atti della commissione viziati di nullità.

Roma 30, Nov. (corsera.it) Ha avuto l’assist ed è andato in gol. Si trovava in fuori gioco, il suo gol è stato annullato. Arbitro venduto, il mio gol è regolare. Villari – PD , 1-0. Il partito di Veltroni vuole la vittoria a tavolino. Villari non ci sta. Insiste il mio gol è regolare. Il PD lo espelle, lo mette fuori rosa, dal partito e dal gruppo parlamentare al Senato. Il senatore non ci sta. Intende opporsi con un ricorso avverso a quella espulsione che ritiene illegale, arbitraria, immotivata. A chi vuole ricorrere Villari? Al giudice ordinario in sede civile? Chiederà un arbitrato irrituale?

Roma 30, Nov.(corsera.it) Invocherà un giurì d’onore? A chi dunque chiederà giustizia? Si pone un problema di ammissibilità del ricorso. Villari lamenta di aver subito pressanti inviti per indurlo a dimettersi. Non si è dimesso, il PD lo espelle. C’è un nesso logico giuridico di causa ed effetto? Direi di no., perché gli inviti del PD non appaiono materia di contenzioso in sede giudiziaria o extra giudiziaria. L’espulsione non si è verificata per il fatto che il senatore non abbia dato retta agli inviti del PD, avallati da Schifani, Fini e dallo stesso Berlusconi, che ha lanciato l’assist. No, si è realizzata perché Villari ha accettato la presidenza della commissione di vigilanza sulla Rai, ruolo che le opposizioni PD-UDC avevano assegnato a Orlando proponendone la candidatura. L’espulsione si giustifica per questa motivazione politica. Se ne deduce che il ricorso paventato non è ammissibile proprio perché Villari ha vulnerato l’accordo politico delle opposizioni, materia che sfugge alla cognizione del giudice ordinario e a quella di un giudice arbitro in sede extra giudiziaria.Chiarita questa premessa opinabile, si prospetta un’altra opinabile questione. Se Villari non è il candidato designato dalle opposizioni non può svolgere il suo ruolo di presidente della commissione che la prassi parlamentare affida alle minoranze.. Viene meno la fiducia politica a legittimare l’elezione di Villari. Se è vero che è questa la prassi parlamentare e non viene rispettata si produce una falla nell’ordinamento democratico che, come nel caso di specie, prevede un bilanciamento tra la maggioranza e le opposizioni nella utilizzazione imparziale dello strumento televisivo. Il centro destra sostiene la legittimità della elezione di Villari. Per il profilo della procedura lo è, ma non lo è per il profilo politico rifiutando la maggioranza di votare il candidato designato dal PD e dall’Udc. E’ compito di Schifani e di Fini tutelare l’ordinamento democratico parlamentare annullando l’elezione di Villari. In una situazione di fatto qual è quella descritta, gli atti della commissione di vigilanza sono nulli perché deliberati in carenza di potere e diventare oggetto di ricorso al giudice amministrativo.

Renato Corsini



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