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THE GUARDIAN ROBERTO SAVIANO LA COCAINA IL PIU' GRANDE MERCATO DEL MONDO

"Il libro più importante dell'anno e il più convincente mai scritto sul narcotraffico". Così il Guardian ha definito Zero Zero Zero diRoberto Saviano, pubblicato ora anche in Gran Bretagna, sottolineando come solo attraverso la lettura del libro si possa davvero comprendere fino in fondo l'universo del traffico di droga.

"Pablo Escobar (il 'Copernico' delle organizzazioni criminali) è stato il primo a capire che non è il mondo della cocaina che deve ruotare intorno al mercato, ma è il mercato che deve ruotare intorno alla cocaina", racconta Saviano nel corso dell'intervista con il celebre quotidiano britannico, "nessun business è così dinamico, così innovativo, così fedele allo spirito del libero mercato come quello della cocaina". Il Guardian sottolinea la geniale eresia di Saviano nel raccontare il mondo del traffico della droga: "Il capitalismo ha bisogno delle organizzazioni criminali e del loro mercato...Questo è il concetto più difficile da comunicare. La gente - anche quelle persone che hanno il compito di osservare il mondo criminale - tende a trascurare questo aspetto, insistendo su una separazione tra il mercato nero e il mercato legale. E' la mentalità, molto europea e americana, che spinge a pensare che un mafioso finisce in galera in quanto gangster. Ma in realtà è un uomo d'affari e il suo business, il mercato nero, è diventato il più grande mercato del mondo".

Il Guardian sottolinea come il libro di Saviano dimostri che nessuno tra tutti coloro che hanno scritto finora di mafia sia riuscito ad essere efficace come lui, abbattendo sostanzialmente la divisione tra legale e illegale: la cocaina intesa come puro capitalismo.

"La cocaina è diventata un prodotto simile all'oro e al petrolio", dice Saviano, "ma economicamente è molto più potente. Se non possiedi miniere o pozzi, è dura entrare nel mercato. Con la cocaina, no. I terreni sono coltivati da contadini disperati e si possono accumulare enormi somme di denaro in pochissimo tempo senza certificazioni o licenze".

"La storia del narcotraffico", aggiunge Saviano, "non è qualcosa che accade lontano da noi. Alla gente piace pensare che questa disgustosa violenza sia qualcosa di distante, ma non è così. Tutta la nostra economia è impregnata di questi resoconti".

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