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TERREMOTO ABRUZZO PASTI CALDI : CONDIZIONI IGIENICO SANITARIE INACETTABILI CON IL VIRUS DELLA FEBBRE SUINA.

Venezia 27.4.2009(Corsera.it) di Matteo Corsini

Cari Lettori siamo sotto la pioggia.Si vivono ore drammatiche in Abruzzo dove l'acqua scorre fiumi,pericolo smottamenti ovunque.Adesso si pone il problema per i pasti dei terremotati,preoccupano le condizioni igienico sanitarie in cui si cucina.Cosa sta facendo la protezione civile? Quali garanzie hanno i cittadini? Si cucina sotto le tende,fango pioggia e condizioni igieniche precarie.Si devono utilizzare strutture che assicurino le migliori condizioni igienico sanitarie per i cittadini.

A Venezia nessun contagio,i primi test hanno escluso che un paziente italiano sia stato aggredito dall'influenza.

 

Fonte Il Corriere della Sera .CINQUE CASI SOSPETTI - Quello di Venezia è stato uno dei 4-5 casi sospetti segnalati in Italia nelle ultime ore, da quando si è alzato il livello di allerta. Alle verifiche sono risultati tutti negativi. Lo riferisce il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio: «Alle frontiere abbiamo attivato un'azione di volantinaggio ai passeggeri che arrivano in particolare dal Messico, spiegando che, in caso di sintomi sospetti, si devono sottoporre a dei prelievi per verificare se c'è il virus. Cosa che hanno già fatto in 4-5 casi, fortunatamente risultati negativi».

FRATTINI - Intanto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, afferma che il nostro Paese «non è assolutamente a rischio». «L'Europa - aggiunge il responsabile della Farnesina - adotterà misure comuni e nel frattempo il monitoraggio sarà fatto dall'unità di crisi del ministero della Sanità e degli altri ministeri europei. C'è preoccupazione, ma anche la certezza che l'Europa è in grado di lavorare bene e in coordinamento forte». Di fronte ai rischi dell'influenza suina, prosegue, «l'Italia si attiva come presidente del G8. Il sottosegretario Fazio e il ministro Sacconi coordineranno attività con le nazioni del G8, ma anche con i cinque Paesi emergenti tra i quali Messico, Brasile, Cina e Sudafrica. Ci sarà uno scambio di osservazioni, un coordinamento davvero globale di fronte ad un fenomeno che va oltre la dimensione europea». Un problema di un certo rilievo in questo tipo di emergenza è la disponibilità degli antivirali nei Paesi dove dovessero esplodere focolai di infezione: «Giovedì - assicura Frattini - i ministri della Salute discuteranno anche della creazione di una banca degli antivirali, per studiarne lo sviluppo e la distribuzione in caso di necessità. L'Italia ha la disponibilità attualmente di alcune decine di milioni di dosi, ed è pronta a distribuirle anche all'estero se necessario».


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