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ARABIA SAUDITA DECAPITATI 47 TERRORISTI TRA CUI L'IMAM NIMR AL-NIMR

Torna a infiammarsi l’area del Golfo. L’Arabia Saudita ha reso noto di aver eseguito 47 condanne a morte per terrorismo, 43 membri di Al Qaeda e quattro attivisti sciiti, tra cui l’influente imam Nimr al-Nimrits. Proprio l’esecuzione di quest’ultimo ha suscitato l’ira del mondo sciita. Teheran ha avvertito che Riad la «pagherà cara». Nelle stesse ore la coalizione a guida saudita ha annunciato la fine del cessate il fuoco in vigore dal 15 dicembre in Yemen con i ribelli sciiti houthi, un’altra decisione destinata a inasprire i rapporti con l’Iran. 

 

CHI ERA IL RELIGIOSO UCCISO  

Al Nimr, imam della moschea sciita di Qatif a Al Awamiyya, nell’est dell’Arabia Saudita, arrestato per una manifestazione a cui aveva partecipato nel 2012 e condannato a morte nell’ottobre 2014. Nimr al-Nimr era stato fra i promotori delle proteste sciite divampate nel 2011 e protrattesi fino al 2014 nelle regioni orientali del regno a guida sunnita per chiedere la fine dell’emarginazione delle minoranze religiose. Una rivolta in cui furono uccisi diversi poliziotti a colpi d’arma da fuoco o con il lancio di molotov e per la quale sono già stati giustiziati numerosi militati sciiti. Gli sciiti sono il 5% della popolazione saudita.  

 

ALTA TENSIONE TRA RIAD E TEHERAN  

Le esecuzioni dei qaedisti rischiano di portare a un’ulteriore escalation nella guerra all’Isis, i cui simpatizzanti hanno già colpito in Arabia Saudita nel 2015. Si apre però soprattutto una nuova stagione di tensione con il fronte sciita guidato da Teheran, anche perché l’esecuzione dei quattro sciiti è sembrato più che altro un modo per «bilanciare» quella degli estremisti sunniti, trattandosi di persone che non si erano macchiate di omicidi e le cui madri avevano lanciato un appello per un gesto di clemenza. Il ministero degli Esteri iraniano ha avvertito che l’Arabia Saudita pagherà «a caro prezzo» l’esecuzione di al-Nimr. Il portavoce, Hossein Jaber Ansari, ha lamentato che Riad «sostiene i movimenti terroristici ed estremisti, ma affronta i dissidenti interni con l’oppressione e le esecuzioni». 


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