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ISIS LIBIA ZLITAN ATTENTATO STRAGE CON AUTOBOMBA 50 MORTI AL CENTRO DI POLIZIA GIUDIZIARIA AL-JAHFAL

Decine di persone sono morte per un attentato nella città di Zlitan, sulla costa del Mediterraneo nell’ovest della Libia, a circa 35 chilometri da Misurata. Alcune fonti parlano di 50 morti. L’esplosione, provocata da un camion imbottito di esplosivo, ha colpito il centro di addestramento della polizia giudiziaria di Al-Jahfal nella zona Suq al Thulatha. La deflagrazione è avvenuta alle otto del mattino ora locale mentre numerose reclute si affollavano davanti all’ingresso del centro e per questo il numero delle vittime è molto alto. Nel centro si stavano addestrando in questi giorni 400 reclute della guardia costiera. Il portavoce dell’ospedale di Zliten ha riferito di aver ricevuto già numerose salme provenienti dal luogo dell’attentato, ed ha lanciato un appello per una raccolta di sangue, mentre è stata smentita la notizia dell’esplosione avvenuta in un secondo punto della città. L'attentato non è stato ancora rivendicato ma si teme che possa essere opera dell'Isis, che in Libia sta guadagnando terreno, approfittando anche delle divisioni del Paese. E nella giornata di mercoledì almeno cinque serbatoi di greggio sono stati dati alle fiamme nei pressi dei porti di Sidra e Ras Lanuf, i principali terminal petroliferi della Libia in Cirenaica dopo i violenti combattimenti fra miliziani dello Stato islamico e guerriglieri tribali di Ibrahim Jodran che difendono il terminal petrolifero e di cui sono stati uccisi 10 membri. Lo ha riferito ai media Ali al Hassi, portavoce delle guardie poste al controllo dei porti Ras Lanuf ed es Sidra. Secondo Hassi l'attacco stanno interessando quattro serbatoi ad es Sidra e uno Ras Lanuf. Mohamed al Manfi, un funzionario petrolifero nell'area della Libia orientale ha dichiarato che ciascuno dei quattro serbatoi di es Sidra continue dai 420 mila ai 460 mila barili di petrolio. I due terminal sono stati chiusi nel dicembre 2014 proprio a causa di possibili scontri data la loro posizione fra la città di Sirte, controllata dallo Stato islamico, e quella orientale di Bengasi. In una nota stampa, Sanalla Mustafa, presidente della National Oil Corporation (Noc) di Tripoli, ha dichiarato di sperare che la situazione di violenza «possa condurre tutte le fazioni politiche libiche a comprendere la gravità delle minaccia» rappresentata dallo Stato islamico. «Abbiamo bisogno di unire le nostro forze contro questo nemico comune, non domani o la prossima settimana, ma ora», ha dichiarato il funzionario. Da diversi giorni i miliziani di Isis stanno tentando di raggiungere Sidra. Secondo quanto riferiscono i media libici, i jihadisti stanno combattendo una violenta battaglia intorno alla fabbrica al Hindia, che si trova a metà strada fra Sidra e Ben Jawad.

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