IMMOBILIARE ROMA VILLA ANGIOLILLO VENDUTA A OLTRE 16 MILIONI A STEFANO MACCAGNANI L'INVENTORE DELL'ESOSCHELETRO

Mercato immobiliare Roma .Affari milionari.Villa Angiolillo e' rimasta sul mercato invenduta per oltre quattro anni, poi nelle ultime settimane la compravendita ha avuto una accelerazione anche grazie ad un'offerta scritta da 16 milioni di euro del tandem Matteo Corsini Boris Todoroff , volata sul tavolo dell'avvocato Enrico Disetti, amministratore della societa' Piazza di Spagna srl intestaria dell'immobile.Ad aggiudicarsela e' stato invece Stefano Maccagnani 47 anni l'inventore dell'esoscheletro.

La magnifica villa adagiata sulle scalinate piu' famose del mondo fu teatro per decenni di incontri politici di altisismo livello,tanto da guadagnarsi la nomea di terza camera dello stato.La villa alla morte della Contessa Maria Angiolillo e' caduta in disgrazia i suoi arredi sono stati saccheggiati dagli eredi,del fasto imperiale del tempo non era rimasto niente altro che la sua governante Teresa, una bellissima signora, che con il sorriso tra le labbra,la commozione ben visibile nelle lacrime degli occhi,accoglieva i visitatori celebrando i magnifici ricordi della vita che per oltre mezzo secolo ando' in auge nei saloni damascati di Villa Angiolillo,la cui vista gode del fascino silenzioso delle scalinate di Triita' dei Monti.(tutti i diritti riservati copyright Corsera.it)

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Un'accertamento per  "sospetta evasione fiscale" di circa sei milioni di euro è stato notificato dalla Guardia di Finanza di Campobasso nei giorni scorsi a Marco Oreste Bianchi Milella. La contestazione fiscale, per Irpef evasa nel 2010, è legata alla vicenda del tesoro Angiolillonella quale è imputato per appropriazione indebita aggravata. Le Fiamme gialle hanno chiesto anche il sequestro del 'Villino Giulia' di Roma, visto che il prestigioso immobile che si affaccia su piazza di Spagna, messo in vendita per 35 milioni di euro, che risulta di fatto nella disponibilità di Bianchi Milella, figlio di primo letto di Maria Girani, la 'regina dei salotti romani', seconda moglie del senatore Renato Angiolillo, fondatore ed editore del quotidiano "Il Tempo".

Alla morte dello stesso, nel 1973, Maria Girani divenne usufruttuaria della milionaria collezione di gioielli del marito, con l'obbligo di restituirla ai tre figli del senatore, unici eredi legittimi in base alla legge dell'epoca, una volta passata a miglior vita. Ma quando morì, nel 2009, la collezione di gioielli, stimata per oltre 100 milioni di euro, sparì nel nulla. Di qui l'inchiesta della Procura di Campobasso aperta nel 2010 dal pm Fabio Papa, ora trasferita per competenza territoriale a Roma, dove mercoledì 4 maggio Marco Bianchi Milella si troverà sul banco degli imputati per rispondere del reato di appropriazione indebita aggravata dei gioielli. Il processo penale si terrà davanti a Carmela Squicciarini, giudice dell'ottava sezione penale del Tribunale. Nel 2010 furono venduti all'asta gli interni del villino per sei milioni di euro.

Intanto emergono altre novità: l'Agenzia delle entrate di Aosta nei mesi scorsi gli avrebbe contestato, per redditi sottratti al fisco per gli anni di imposta 2009-2010, diversi milioni di euro tra imposte non versate, sanzioni e interessi poiché, quando era residente in Italia a Pré-Saint-Didier (Aosta), suo ultimo domicilio fiscale prima di trasferirsi nel 2011 a Montecarlo, non avrebbe inserito nelle relative dichiarazioni dei redditi il valore dei gioielli, sottratti agli eredi del senatore Renato Angiolillo, nonché i proventi milionari della loro vendita.

Renato Angiolillo Jr, nipote del senatore, difeso dall'avvocato penalista Luigi Iosa, con un esposto ha messo la Guardia di Finanza sulle tracce del diamante rosa, noto come il 'Princie Diamond', appartenuto al nonno, venduto all'asta a New York nel 2013 dalla famosa casa d'aste Christie's per 40 milioni di dollari a un acquirente riconducibile all'Emiro del Qatar.

Il 'Princie Diamond' sarebbe stato venduto per circa 20 milioni di dollari da Marco Bianchi Milella a Ginevra, tramite una società del gioielliere svizzero Hervé Louis Fontaine, imputato a Roma il 4 maggio per ricettazione aggravata. La Guardia di Finanza di Campobasso sarebbe venuta in possesso, grazie al processo civile intrapreso a New York dai cinque eredi del senatore Angiolillo, difesi dall'avvocato americano Edward Kelly, contro la casa d'aste Christiès, del bonifico di circa 20 milioni di dollari ricevuto nel 2010 da Bianchi Milella su un conto svizzero da parte di una società, con sede nelle Isole Vergini Britanniche, riconducibile ai due noti gioiellieri di origine ebraica David e Ishaia Gol.

Il provento di
 questa vendita non sarebbe stato dichiarato nel 2011 da Bianchi Milella all'Agenzia delle Entrate di Aosta, dove presumibilmente la Procura di Campobasso invierà il fascicolo d'indagine per evasione fiscale aperto nel 2014. Dovrebbe essere invece la Procura di Roma, guidata da Giuseppe Pignatone, ad occuparsi delle ipotesi di riciclaggio e ricettazione internazionale in merito alla vendita e all'acquisto del diamante rosa, pezzo di maggior pregio della collezione Angiolillo.
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