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IL TITANIC MONTE DEI PASCHI DI SIENA URTATO DA UN ICEBERG DA 80 MILIARDI DI EURO

di Matteo Corsini Corsera.it 

Salvare il Monte dei Paschi di Siena, per la BCE, ha significato evitare un altro disastro dalle proporzioni bibliche come il default di Lehman Brothers,uno scenario che avrebbe finito di coinvolgere l'intero sistema bancario europeo,facendo vacillare come birilli colpiti da una palla da bowling, i giganti del settore come la teutonica Deutsche Bank.Il paino prevede di spazzare via q1ualcosa come 27 miliardi di euro qualcosa come 54 mila miliardi di crediti inesigibili una voragine.Ma non bastera' perche' i crediti inesigibili della banca sono ancora oltre i 60 miliardi.

 

Il deconsolidamento dei crediti in sofferenza del Monte dei Paschi di Siena, avverra' in tre tranche,  i virus nefasti del carcinoma,saranno distribuiti in tre direzioni: 1,6 miliardi al Fondo Atlante,6 miliardi al fondo di garanzia Cags e una tranche junior da destinare agli azionisti.Il nuovo aumento di capitale da 5 miliardi azzerera' ancora una volta l'intero capitale della banca, distruggendo per la terza volta consecutiva il patrimonio finanziario degli azionisti.Siamo difronte al terzo tentativo per rianimare un moribondo,anche se questa volta ci sono i presupposti per farlo rinascere.Mi domando come fara' una banca che ha compiuto il piu' gigantesco disastro finanziario della storia delle banche italiane,a rimettersi in carreggiata,recidere le influenze politiche,ma sopratutto ricostituire  un management esperto,capace di gestire non soltanto le relazioni con i clienti retail e istituzionali,ma investire il proprio denaro nelle direzione piu' opportune.Dalle note del MPS si scorge che la bancas sara' costretta ad aumentare i fondi di copertura delle garanzie, per gli ulteriori crediti deteriorati,di un altro 40% .

Ma tutti sappiamo che i crediti inesigibili della MPS sono massimamente  a loro volta sostenuti da un portafoglio immobiliare da oltre 60 miliardi di euro,parliamo al suo valore peritale,dunque originario.100 miliardi di immobili che oggi valgono forse 30 miliardi e che dunque (a meno di un miracolo della ripresa del settore) costringeranno la banca, ad impiegare nel corso dei prossimi mesi, questi nuovi fondi per intervenire sui crediti inesigibili che saranno giunti alla sofferenza .Il piano di MPS fa acqua da tutte le parti, perche' la struttura dei finanziamenti si regge sulle garanzie patrimoniali immobiliari della vasta clientela, che possono essere spazzate via dal prossimo colpo di tosse del settore.Se non riprendera' l'inflazione,il gigantesco l'iceberg delle garanzie patrimoniali immobiliari, che galleggia sotto la superficie del mare in tesmpesta, finira' per affondare il Titanic MPS e questa volta per sempre.(Matteo Corsini Corsera.it)

Vendita in blocco delle sofferenze e aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Approvato ieri il piano di salvataggio del Monte dei Paschi preparato dall’amministratore delegato Fabrizio Viola di concerto con Lazard, Jp Morgan e Mediobanca.

COSA HA DECISO IL CDA DI MPS

Ieri il consiglio di amministrazione di Mps ha approvato le linee guida di un’operazione che prevede un deconsolidamento dell’intero portafoglio di crediti in sofferenza del gruppo (27,7 miliardi lordi di euro e 10,2 miliardi netti al 31 marzo 2016). Il progetto, nella parte in cui include l’incremento delle coperture dei crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute) e il deconsolidamento del portafoglio dei crediti in sofferenza attraverso la struttura di cartolarizzazione, determina – si legge nel comunicato di Mps “un fabbisogno patrimoniale che, sulla base di una stima preliminare, risulta pari a 5 miliardi di euro rispetto ad un livello di CET1 fully phased pari al 11,4% al 31 marzo 2016″.

I DETTAGLI

Le sofferenze nette che verranno cedute dal Monte saranno divise in tre blocchi, una tranche senior da 6 miliardi, su cui agirà l’intervento della garanzia pubblica Cags; una definita «mezzanine» da 1,6 miliardi riservata ad Atlante (che avrà anche un warrant) e una tranche junior da 1,6 miliardi a più lunga scadenza da assegnare in opzione agli attuali soci.

IL RUOLO DI ATLANTE

Il Fondo Atlante è così autorizzato a entrare in campo, acquistando i quasi 10 miliardi di euro di sofferenze nette presenti nel bilancio dell’istituto di Siena entro il 2018 ed ha ottenuto il semaforo verde — che scatterà entro fine anno — anche l’operazione di aumento di capitale fino a 5 miliardi.

LE PROSSIME TAPPE

A settembre si metterà a punto il nuovo piano industriale che verrà presentato alla fine di quel mese. Tra ottobre e novembre ci sarà l’assemblea che voterà l’aumento a cui stanno già lavorando otto banche d’affari. Atlante metterà poi mano alle sofferenze all’inizio del 2017. Per non esporsi ai rischi di mercato è previsto un finanziamento ponte a sostegno della cartolarizzazione delle sofferenze, che saranno pagate al 33% del valore facciale.

IL VAGLIO DELLA BCE

La nota di Mps sottolinea che “il completamento dell’operazione è soggetto, inter alia, all’ottenimento di tutte le autorizzazioni regolamentari e di vigilanza. La Banca sottoporrà al più presto all’approvazione della BCE un capital plan comprensivo di tutte le azioni, incluso l’aumento di capitale, finalizzate al conseguimento di una più che adeguata dotazione patrimoniale”.


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