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Mps la Grande Truffa degli aumenti di capitale bidone maxi risarcimento danni da 300 milioni di euro

Coop Centro Italia cita per danni anche Consob sui prospetti per Alexandria e Santorini. Citazioni in sede civile anche da centinaia di piccoli soci Mps. Maxi richiesta di risarcimenti anche da Riscossione Sicilia per 106 milioni. Il fondo Fintech va al 2,2%

Il Tesoro diventa il primo socio di Montepaschi con il 4,02%. Il cambio non è avvenuto per un incremento della partecipazione di Via XX Settembre — il Tesoro a giugno aveva rinunciato a ottenere azioni Mps preferendo 46 milioni in contanti per il pagamento degli interessi sugli ultimi Monti Bond — ma della diluizione dell’argentino Fintech Advisory dal 4,5% al 2,24%. Il fondo del finanziere David Martinez Guzman ha ridotto il 4 agosto la quota che possedeva dalla primavera 2014, quando entrò insieme con il brasiliano Btg Pactual — poi uscito a fine 2015 — rilevando il 7% da Fondazione Mps.

La fuga dei gruppi esteri è legata alle forti perdite subite negli anni e di cui molti azionisti cominciano a chiedere conto all’istituto guidato da Fabrizio Viola. Finora si tratta di richieste di danni per 283 milioni di euro, ma la cifra potrebbe aumentare.

 

 

 

I dettagli emergono dalla relazione semestrale. La mossa più clamorosa è di Coop Centro Italia, per anni socio con quasi il 2% di Siena. Insieme con la controllata Coofin srl ha citato Mps per danni davanti al tribunale di Firenze «assumendo essenzialmente la falsità dei prospetti informativi» degli aumenti di capitale del 2008 (quello da 5 miliardi per comprare Antonveneta), del 2011 (da 2,1 miliardi) e del 2014 (5 miliardi).

Le due società chiedono rispettivamente 137,1 milioni. Ma in particolare per l’aumento del 2014, per il quale chiedono 84 milioni, oltre a Mps è citata in giudizio anche la Consob: nel mirino ci sarebbero le attestazioni, poi rivelatesi false in seguito all’inchiesta della procura di Milano, delle operazioni «Alexandria» e «Santorini» realizzate con Nomura e Deutsche Bank come finanziamenti di acquisto di Btp quando invece erano derivati (credit default swap). L’udienza si terrà il 20 gennaio 2017.

Anche i piccoli azionisti che hanno visto bruciati i loro investimenti sono sul piede di guerra. A una causa-pilota promossa dal socio Arnaldo Marangoni nel 2015 si sono aggiunti altri 124 azionisti, chiedendo complessivamente 97 milioni di danni patrimoniali e non patrimoniali, relativamente agli aumenti del 2008 e 2011. Su Mps incombe anche un altro rischio, relativo appunto ai derivati Alexandria e Santorini e all’inchiesta aperta su di essi a Milano: finora sono state promosse cause da 12 azionisti per 49 milioni di euro, ma — sottolinea Mps — il numero dei ricorrenti potrebbe «aumentare anche significativamente», visto che a Milano si sono già costituiti parti civili 353 soci o ex soci, mentre ulteriori 400 soci hanno presentato richieste stragiudiziali di risarcimento per circa 49 milioni di euro. Inoltre di recente si è aperto per Mps un altro contenzioso, non legato agli aumenti di capitale, con Riscossione Sicilia spa — di proprietà della Regione Siciliana —, che ha citato la banca per 106,8 milioni: è una coda del passaggio delle esattorie siciliane da Monte Paschi Serit all’ente regionale.

Intanto la procura di Siena ha notificato ieri l’atto di chiusura delle indagini per truffa e associazione a delinquere sulla cosiddetta «banca del 5%» a a 13 tra ex funzionari di Mps e broker finanziari, tra cui Gianluca Baldassarri, ex responsabile area finanza. Per l’accusa, avrebbero sottratto a Mps varie decine di milioni.


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