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Economia mercato immobiliare Matteo Corsini : "Siamo tornati indietro di venti anni "

Economia siamo tornati indietro di venti anni.Tutti quanti noi stiamo correndo pericoli sempre crescenti,rispetto alla tranquillita' economica.Negli ultimi dieci anni siamo diventati piu' poveri e questo grazie al collasso del sistema finanziario globale, manifestatosi dopo il default della banca d'affari americana Lehman Brothers,la crisi dell'euro,i rigidi parametri del patto di stabilita' imposto dall'Unione ad ogni paese membro.La contestuale presisone di questi fattori ha depauperatro il nostro sistema economico,che alcuni anni orsono Azeglio Ciampi considerava sicuro.In una recente intervista andata in onda su Rai 3 Azeglio Ciampi dichiarava alla sua intervistatrice : "le banche italiane sono sicure non c'e' nulla da temere".

Ricordo perfettamente quei momenti terribili, la crisi dei mutui subprime il mercato che piombava a picco distruggendo tutto quanto, come l'acqua di un fiume in piena.Il sistema bancario mondiale stava andando in fumo e con esso quello assicurativo il colosso AIG si piegava sulle ginocchia come un gigante d'argilla.Da quel momento in Italia il sistema si e' accartocciato su se stesso causando il crollo anche del settore immobiliare.Queste crisi si sono inanellate una dietro l'altra senza lasciare scampo ad alcuno ,perche' non hanno dato tempo alla precedente crisi di rimarginarsi.In pochi anni abbiamo perduto gli ultimi venti e il valore di azioni titoli mattoni e' sprofondato.Immaginare che questa Europa sia riuscita ad arginare la furia del fiume in piena e' un esercizio semplicistico,perche' in realta' le sue regole non hanno fatto altro che convogliare le acqua impazzite del fiume in piena all'interno di un recipiente che giorno dopo giorno diventava sempre piu' stretto trasformando le acqua della piena nell'inferno della recessione economica italiana.

Siamo adesso governati da un branco di scimmie incapaci,che non conoscono cosa sia il dinamismo economico,perche' tutti si basano sui concetti fondanti della nostra comunita' econonica,che si basa su poche regole chiare ,rigidita' e meno debito pubblico.La formula opposta della amggiore spesa pubblica e dunque di una violenta immissione di liquidita' sul mercato non porterebbe a nulla,perche' la crisi economica ,questa crisi si vince con la forza generatrice di nuovi progetti conteunti in un programma di rilancio del mondo del lavoro.

L'Italia e' un paese con una grande vocazione turistica e dunque un programma di sviluppo del settore non farebbe altro che rigenerare i corpi morti di imprese asfittiche che non riescono piu' a generare reddito.Quando Matteo Renzi dice che "dobbiamo aiutare a far crescere le aziende italiane all'estero" inspiegabilmente tralascia di capire come la forza del mercato interno e' il primo fondamentale gradino per la ripresa economica del paese.Matteo Renzi e' troppo giovane per capire taluni meccanismi ma sopratutto non conosce il mondo del lavoro ,delle'impresa,perche' non ha mai avuto un'impresa,non ha mai trasformato le parole in soldi.Matteo Renzi ha trasformato le parole in consenso politico,nulla di altro.

Spingere la domanda interna significa rigenerare il tessuto urbano ed imprenditoriale e uno dei piu' importanti programmi di rilancio dell'economia italiana sarebbe l'apertura dei Casino' non soltanto nelle localita' turistiche ma nelle citta' metropolitane.Le regole che impediscono l'apertura' dei Casino in Italia sono antiquate e tra le altre cose non impediscono ai giocatori italiani di spendere 25 miliardi alle slot machine e di scommettere tramite i siti internazionali come William Hill.

Casino' ,localita' ,turistiche, porti adeguati ,defiscalizzazione del sistema tributario italiano .Sono pochi ingredienti che consentirebbero al paese di risorgere, di rimettere in moto l'economia asfittica.

I giornali in queste ultime ore hanno ripreso con enfasi i dati dell'agenzia delle entrate, sull'aumento delle compravendite immobiliari, e molte di queste addirittura hanno intitolato  " il rialzo del mercato immobiliare " .Le compravendite sono aumentate,ma non vi e' stato alcun rialzo in termini di valori immobiliari,che sono fermi a venti anni orsono.L'esercizio di molti giornalisti economici legati forse alle parrocchie dei costruttori non fa altro che appesantire il pericolo di questa crisi,perche' quando l'informazione diventa propaganda,vuole dire che non soltanto la democrazia muore,ma finisce anche il senso critico dei cittadini e questo e' ancora piu' grave se realizzato dai giornalisti.(Corsera.it) 

 

 

 

 

 

 


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