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Lega Nord Firenze Matteo Salvini un deficiente in piazza che si sente Benito Mussolini

Lega Nord.La Lega Nord oggi e' quella che vediamo: Roberto Maroni dietro le fila nel ruolo di Massimo D'Alema,il giovanottone Matteo Salvini che caproneggia nelle piazze italiane in cerca dei consensi dell'elettorato ultra conservatore,diciamo di destra.Oggi ero sdraiato sul divano a poltrire,riposare,riflettere e mi son visto d'improvviso questo cretino che urlava nel microfono " Ripartiremo qui da Firenze per vincere ...io non ho paura di nessuno e di niente ...." .La sua voce ha squassato la rilassata quiete della mia giornata letteraria in cui mi accingevo a leggere  Augusto  Boeck il quale intese la filologia non come disciplina meramente formale,ma come studio del mondo antico nei suoi molteplici aspetti,letterario ma anche politico,filosofico,religioso,economico identificando filologia e storia.

Si considerano le operer letterarie come documento di civilta' diventando cosi' strumento di interpretazione dei testi,su cui si studia la personalita' degli scrittori inquadrate sullo sfondo dell'esperienza strorica.La ricostruzione di un mondo culturale organicamente inteso.Poi dal piccolo schermo e' apparso l'orso delle montagne sguaiato,incolto,senza alcun capo e ne' coda,astratto da ogni ipotesi di sistema culturale unitario del nostro paese.La Lega ha iniziato la sua storia di ribellione al sistema e oggi ne fa parte,trasuda degli innesti piu' o meno leciti,e' parte integrante di quell'ordinamento giuridico che si stringe a cerchio intorno ai cittadini liberi,ormai per loro natura anarchici,che debbono difendere i proprio confini con le proprie armi.La voce di Matteo Salvini aggrediva l'intimiita' della mia vita,urlando aveva l'intento di strapparmi la  pelle dalle gote.Ho dovuto abbassare il volume per non sentirlo piu'.L'ho visto agitarsi ancora per qualche istante,poi l'ho cancellato dalla vista girando canale.

«Oggi si scrive una nuova pagina - ribadisce Salvini dal palco - una pagina di storia che ci porterà lontano. L’Italia vuole tornare a correre, a sognare e a lavorare». «La lezione di Trump - ha detto il leader del Carroccio - e del libero voto degli americani è che si può vincere contro tutto e contro tutti, banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti». E sull’ipotesi di una sua candidatura come premier aggiunge: «Io sono una piccola pedina, una fra i tanti. Se il voto sulla Brexit e il voto degli americani ci insegna qualcosa, con oggi si parte per andare a vincere e io la faccia ce la metto. Io non ho paura di niente e nessuno. Se chiedono ci sono, non è più tempo di rimandare, tentennamenti, dubbi, paure. Coraggio, idee e squadra non ci mancano».


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