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CorSera Matteo Renzi : "avanti il prossimo", pronte le dimissioni dal PD, non appena incaricato Paolo Gentiloni

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Matteo Renzi non soltanto lascia,ma raddoppia.Le dimissioni da segretario del PD saranno presentate lunedi' pomeriggio, nel corso della riunione che dovrà ratificare l'incarico al nuovo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.L'ex presidente del Consiglio,dopo aver rassegnato le sue dimissioni nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella,vuole essere coerente con se stesso, e presenterà le dimissioni anche da segretario del PD.Non c'e' altra strada, al momento, per Matteo Renzi che non il filo della coerenza politica, perchè in caso contrario rischierebbe di fare la figura del buffone,del ciarlatano di corte.D'altronde e' stato lo stesso ex sindaco di Firenze ad alzare la posta sull'esito della consultazione referendaria,nessuno dovrebbe rimanere stupito della sua decisione.

Difronte c'e' un paese allo sbando,una crisi finanziaria legata al default del Monte dei Paschi di Siena,che appesantirà il deficit pubblico e lo scenario doloroso appare quello di un'Italia lacerata dalla competizione politica,chiaramente pre elettorale.Matteo Renzi si chiama fuori da tutto,come anticipato nel corso della campagna referendaria.E forse,a questo punto,rimane la soluzione più intelligente ma sopratutto opportunistica.Se le cose si metteranno male per il Governo in carica,si andrà al voto.Matteo Renzi si è giocato la reputazione politica con il contest referendario e non può certamente venire meno alla sua parola.Nessuna incoerenzatra la sua azione politica e il fare.

CorSera.it

ROMA «Sono due le ipotesi più probabili, Gentiloni e Padoan. buone candidature entrambe, non ce n'è una migliore dell'altra». A sera, dopo una giornata trascorsa a palazzo Chigi «a fare scatoloni», Matteo Renzi si chiama fuori una volta di più dalla partita per il nuovo governo. Non vuole assolutamente, il presidente del Consiglio dimissionario, essere tirato dentro al toto-premier. Eppure tra i suoi, a cominciare da Luca Lotti e da Maria Elena Boschi che hanno trascorso la giornata al suo fianco, c'è chi spinge per il reincarico o il rinvio alle Camere. E Renzi, forse più per garbo istituzionale che per convinzione, non chiude del tutto la porta: «Aspetto quel che deciderà il presidente della Repubblica», confida, «non intendo mancargli di rispetto». Insomma, la partita non è completamente chiusa. E se Sergio Mattarella gli chiedesse di restare, il segretario del Pd potrebbe accettare. Ma il segretario, ormai, sembra davvero orientato all'addio. Certo, sottolinea la sua diversità: «Sarò il primo nella storia della Repubblica a lasciare dopo aver preso 173 sì alla fiducia». Certo, ripete: «Si deve votare presto». Ma allo stesso tempo si è già gettato a capofitto nella «ricostruzione del partito». Tant'è che in serata ha incontrato Dario Franceschini, che aveva sospettato di complottare con Silvio Berlusconi per prendersi palazzo Chigi. «L'incontro è andato molto bene, ci siamo chiariti dopo i veleni filtrati nei giorni scorsi», ha fatto sapere il ministro della Cultura. E i renziani hanno confermato: «Incomprensioni superate, nel Pd si fa gioco di squadra per risolvere la crisi».


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