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CORSERA COOP SUPERMERCATI DROPLET INFETTO DA CORONAVIRUS , IMPIEGATI SENZA GUANTI E MASCHERINE #IORESTOACASA

ROMA 17 MARZO 2020 CORSERA.IT MASSIMO GIANNINO dal nostro corrispondente di guerra ( redazione mobile 335291766)

CorSera.it Copyright 2020

Articolo in aggiornamento alle ore 11.28 del 17 marzo del 2020 dal fronte di guerra al Coronavirus .

Se la "COOP sei tu " ebbene , la prima funzione dell'azienda è quella di tutelare la mia salute e di tutti i suoi clienti o è meglio che le autorità intervengano a chiudere i negozi tutti e subito senza esitazione o il coronavirus continuerà a serpeggiare per la città di Roma, incurante della quarantena dei suoi cittadini.

COOP ITALIA QUARTIERE PRATI VIA GIUSEPPE FERRARI  violate dagli impiegati tutte le fondamentali norme igienico sanitarie di prevenzione al contagio da Covid-19. Regole a tutela di loro stessi, dei colleghi e della clientela. Se dobbiamo vincere questa guerra, dobbiamo farlo tutti insieme, e se è necessario rispettare le regole, dobbiamo farlo senza esitazione o il sacrificio di tutti noi non servirà a niente. 

L'Italia è in guerra, milioni di cittadini sono stati richiamati al fronte , costretti a restare in casa per tentare di smorzare la violenza della propagazione del coronavirus.I medici e gli infermieri vengono contagiati e alcuni di loro sono morti. Uomini e donne che vivono in prima linea in trincea per salvarci la vita. Tutto questo sforzo umano non può andare vanificato per mano di pochi irresponsabili.  La nostra gente muore in un modo terribile, per soffocamento, ictus, infarto. Molti dei nonni d'Italia sono morti per strada, dentro una autoambulanza, altri sui lettini dei freddi ospedali senza aver potuto vedere per l'ultima volta i propri cari. Sono persone, uomini e donne,  che scompaiono per sempre, zuppe di ricordi, di affetto, di passato. Malgrado tutto questo, gli appelli dei virologi, dei medici in prima linea, della pandemia che sta inginocchiando il mondo, ci sono ancora cittadini che non hanno capito che il coronavirus si nutre della loro irresponsabilità per continuare a mietere vittime, come una falce sugli steli del grano. Come sapete ho dovuto abbandonare il mio PAM LOCAL di quartiere, perchè le misure preventive di igiene non erano sufficienti e sono finito dentro la COOP di Via Giuseppe Ferrari, a due passi da piazza Mazzini. Ma qui le cose vanno anche peggio. I clienti entrano senza rispettare le distanze minime, dentro sembra di stare in un bazar. Molti inservienti della COOP che si muovono tra gli scaffali e non indossano i guanti,ma sono decine i clienti che si imbucano nel supermercato senza guanti e mascherine. Entrano, manipolano confezioni , una due tre volte, poi le ripongono sugli scaffali, incuranti se il cliente successivo, si porterà a casa il coronavirus depositato sopra la confezione alimentare. Nella fotografia che pubblichiamo si ritrae un impiegato della COOP in un giorno di ferie, entrato per fare la spesa. Non indossava guanti, mascherina, non ha preso il cartello, le confezioni alimentari,che teneva strette intorno al petto, gli sono cadute due o tre volte proprio davanti ai miei occhi,la ha raccolte da per terra a mani nude.  Toccava tutto, apriva le porte dei frigoriferi, ci infilava dentro le mani sporche,  incurante che io lo stessi osservando, ha proseguito nel suo shopping compulsivo. Per venti minuti ha incrociato il locale in lungo e in largo, passando accanto a tutti, parlando ad alta voce con i colleghi della COOP. Urlava, il droplet usciva dalla sua larga bocca, finendo a pioggia sulle confezioni. Poi si è presentato alla cassa, ha preso i soldi in mano, ha pagato,  continuando a parlare si è posizionato sullo sbarco dello scivolo della cassa, inzuppando don il droplet a pioggia anche la spesa del cliente successivo. Era incurante, irresponsabile, lui e il metronotte che attendeva alle funzioni regolatrici di entrata della clientela. A quel punto, irritato, ho chiesto a quell'uomo se poteva allontanarsi dallo sbarco dello scivolo della cassa e mi sono sentito rimbrottare ; "Stai sbagliando ..." Lo sguardo era torvo, quasi cattivo, forse stava cercando di intimorirmi. " Si accomodi fuori per cortesia a parlare con il suo amico (il metronotte)  non sopra la mia spesa...sono regole elementari...." La sola replica che ho sentito è stata : "Stai sbagliando...." Per farlo uscire ho dovuto minacciare la classica chiamata alla pattuglia dei Carabinieri. A quel punto, l'impiegato untore da coronavirus, si è dileguato dal locale. Ma ciò che mi ha stupito ancora di più, è stata l' anziana signora  dietro di me, che volendo forzare la fila, mi ha detto : "Lo lasci stare, non vede che siamo tutti impestati, il virus è dappertutto...."  L'ho guardato incredulo e le ho rinovato l'invito a tenere le distanze. Accanto a lei un altro avventore anziano che mi ha rimbrottato : "Non faccia così magari l'impiegato perde il lavoro..." Ho replicato : "Gli sto salvando la vita, forse a lui e a tutti noi. "

L'impiegato dovrà essere rintracciato e spero sottoposto al tampone per capire se è  contagiato,un asintomatico o addirittura un untore consapevole. Domani mattina la direzione generale della COOP riceverà questo articolo nella sua rassegna stampa, spero che mi chiami, che assumerà provvedimenti serissimi nei confronti degli impiegati dalla COOP, delle guardie giurate che presenziano fuori dalla porta le attività di entrata e di uscita della clientela. 

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