CORSERA CORONAVIRUS PICCO CONTAGI IN UNA SETTIMANA, ZOMBIE DI COLORE BLU IN GIRO PER MILANO CON GRAVE CRISI RESPIRATORIA

Milano 29 marzo 2020 CorSera.it

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(Nella fotografia un polmone espiantato affetto da polmonite interstiziale) Milano città spettrale, non c'è traffico, non c'è più lo smog, non c'è più nessuno. Girare la notte è diventato pericoloso, perchè sono in giro gli Zombie di colore blu, cianotici per la grave crisi respiratoria. Muoiono così a Milano, la città da bere, gli homeless, i disperati, i drogati di parco Lambro. Il Covid-19 non sta risparmiando nessuno, sta facendo piazza pulita di ogni elemento corrosivo della città. E' come il gas nervino, l'iprite, la morte arriva dall'aria e nell'aria.

Tanto più si cerca  di mandarne giù, tanto più ti prende, ti soffoca, ti strazia, ti uccide. La distanza convezionale di un metro non costituisce nessuna barriera per il Covid-19 ,  il droplet avvelenato va oltre i tre metri in condizioni ambietali con minima brezza. E' talmente persistente nell'aria e negli oggetti, che a Wuhan, la sanificazione è stata realizzata con centinaia di migliaia di ettolitri di cloro, sparati ovunque, sui palazzi, le strade, le automobili, negli ambienti, sulle persone. Hanno gasato l'intera città senza pensarci sopra due volte e i morti sono oltre 100 mila . La Cina ci ha mentito, nascondendo al mondo intero che quel coronavirus si è propagato da un pipistrello finito in un laboratorio batteriologico, da cui forse è evaso, andando in giro per iniziare la sepoltura della civiltà umana.

L'Italia è in attesa del picco, quando la curva dei contagi raggiungerà il massimo e probabilmente inizierà a scendere. Ma scenderà o il plateau continuerà a formarsi per settiane? Quanti sono i contagiati a Milano in Lombardia che usciranno fuori dalle case come Zombie, ina grave crisi respiratoria? 

Sarà quello il momento di svolta in cui si potrà non tanto abbassare la guardia ma vedere la luce in fondo al tunnel.

Gli esperti dicono che la crescita dei contagi sta rallentando e questo andamento è già visibile da qualche giorno: significa che la fase non è ancora calante ma che il picco è vicino.

 

Senza le restrizioni messe in campo, il "Lockdown dell'Italia", il picco sarebbe stato raggiunto prima ma avrebbe avuto un'impennata più violenta, avrebbe avuto probabilmente numeri più e alti e i contagi sarebbero arrivati tutti insieme mandando in tilt il sistema sanitario, già molto stressato così.

Quando questo picco arriverà è ipotizzabile ma non c'è alcune certezza: la curva potrebe appiattirsi e rimanere tale per diversi giorni senza scendere, proprio perché è stata allungata.Però ci sono timidi segnali che fanno pensare che il calo potrebbe iniziare a vedersi alla fine della prossima settimana.

Purtroppo, come afferma al Corriere della Sera Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, «i positivi adesso aumentano di circa 5.000 al giorno e purtroppo ci aspettiamo sempre 500-600 decessi quotidiani ancora per una settimana. Il numero di vittime, inoltre, fotografa la situazione esistente una settimana prima, visto che il peggioramento delle condizioni dei pazienti di solito avviene dopo circa sette giorni di malattia».

Oltre al fatto che i modelli matematici in questo caso non abbiano un orizzonte troppo lungo, occorre aggiungere che il picco potrà essere differente da regione a regione, poiché i  contagi partiti dalla Lombardia si sono poi diffusi in tutta Italia in tempi differenti.

Quando finirà la pandemia? Anche qui Pregliasco, parlando sempre al Corriere della Sera, mette in guardia: "Dovremo mantenere un’attenzione elevata come stanno facendo a Wuhan, tenerci in casa mascherine e disinfettanti per le mani almeno per il prossimo anno (o due). La ripartenza non sarà istantanea: diverse pandemie hanno avuto ondate successive, anche se con meno casi complessivi". Per essere sicuri che finirà, conclude l'esperto, servirà avere le cure e il vaccino.

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