CORSERA CORONAVIRUS NON SOLO DROPLET. MARCELLO TAVIO : "COVID -19 SI TRASMETTE PER CONTATTO".

ROMA 3 APRILE 2020 CORSERA.IT by Dr.Matteo Corsini ( redazione mobile 335291766 )

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Alla luce di quanto sta emergendo dagli studi scientifici delle principali università americane, quanto abbiamo sempre sostenuto noi del CorSera.it appare del tutto logico, mentre invece ciò che ha dichiarato Tavio, del tutto incoerente con il rischio contagio Covid-19.

Marcello Tavio presidente di SIMIT, in una intervista rilasciata alla agenzia stampa, Adn Kronos saluteì, ha dichiarato che il Covid-19 si trasmette per contatto,non per via aerea. Quindi niente droplet? L'intervista non lo spiega. Voleva essere una replica ufficiale ad un articolo di CorSera.it,

"CORSERA CORONAVIRUS DROPLET JOGGING PISTE CICLABILI CORRIDOIO INFETTO PER IL COVID-19. IL METODO PER CALCOLARE LE DISTANZE DI SICUREZZA" ,ma non lo è stata per chiarezza, anzi sembra contraddittoria sulle modalità di contagio da Covid-19 .

 Il Professor Marcello Tavio potrà replicare e specificare cosa nella sua intervista non si comprende e come mai , pare che il fenomeno del droplet non sia motivo di contagio.

Premessa. 

Il Mycobacterium leprae può essere liberato nell'ambiente anche dalle lesioni cutanee dei pazienti infetti. In condizioni ideali, l'agente infettivo riesce a sopravvivere anche settimane fuori dall'organismo umano.

Come i nostri lettori sanno bene, il Corsera.it ha pubblicato una serie di articoli sul pericolo del droplet da jogging. La base del nostro ragionamento è davvero semplice: se il runner è un sintomatico o asintomatico, la saliva contenuta negli schizzi delle goccioline di saliva, replicando la meccanica della tosse, vengono espulsi con forza dall'apparato.....

respiratorio. I polmoni nel corso di una fase di jogging, sono sottoposti ad una intensa attività.Tipico esempio è il raschiamento delle vie aeree, esercizio che replichiamo spesso quando si corre. L'estromissione di goccioline di saliva avviene con una forza dieci volte maggiore rispetto a quanto può accadere nel corso di una telefonata normale. L'aeresol da droplet si intensifica, nei runner, ma anche in chi urla, grida le sue ragioni. Non c'e' bisogno di tossire per schizzare le goccioline di saliva oltre un metro, distanza che come noi sappiamo è quella convenzionalmente indicata per evitare il contagio. Secondo noi, un metro è davvero insufficiente. Se due persone non indossano la mascherina, devono stare tra di loro almeno a due metri, ma se non c'e' vento. Se vi fosse vento, secondo noi , si deve stare ad una distanza ben maggiore, per evitare l'effetto coagulazione del virus nelle sostanze presenti nell' aria, come il particolato o all'interno delle goccioline di saliva trasformate in vapore acqueo. 

Le goccioline di saliva, a detto di tutti gli infettivologi del mondo, sono la causa principale del contagio Covid-19. Giusto? Giusto. Quindi se un runner sintomatico o asintomatico mi sputasse in bocca la sua saliva nell'acme della respirazione indotta dallo sforzo fisico,  avrei moltissime probabilità di rimanere contagiato. Giusto? Giusto. Elementare Watson.

Mi domando come mai, nella intervsita che riportiamo integralmente, MARCELLO TAVIO, presidente del  prestigioso istituto di malattie infettive tropicali, denominato SIMIT, dichiara che il Covid-19 si trasmette "Non c'è nessuna evidenza che il virus possa essere acquisito per via aerea all'aperto, se non con il contatto diretto con una persona contagiata" . Gli articoli del Corsera.it, non hanno mai indicato che il coronavirus si trasmette per via aerea, ma per via dell'aeresol indotto dal droplet del runner forzato dall'esercizio fisico. Non parlaimo dunque di trasmissione nell'aria, ma di aereosol, coagulazione del virus ad altri agenti presenti nell'aria. Una cosa ben diversa. 

Se una persona contagiata dovesse toccare una persona sana, non trasmetterebbe il contagio,  se opportunatamente indossasse la mascherina.Tutti i maggiori infettivologi dl mondo, ci hanno detto che il chirurgo per non contagiare il paziente, indossa la mascherina. Dalle risposte del dr.Marcello Tavio, si desume senza alcun dubbio, che il Covid-19 si trasmette per contatto fisico, come la lebbra. 

Marcello Tavio dichiara ancora , incredibilmente : "I presupposti sono che questa malattia passa da persona infetta a persona sana con il contatto e quello che si deve evitare massimamente è questo contatto".

Droplet o contatto fisico? Marcello Tavio probabilmente si è confuso e con lui,  il redattore dell'articolo, che per smentire una bufala si è fatto bufala di qualità.

Mycobacterium leprae . Qui di seguito vi riportiamo un resoconto sulle modalità di contagio della lebbra. 

Il M. leprae si moltiplica molto lentamente (dodici o più giorni) e isintomi possono richiedere diversi anni prima di comparire. La lebbra ha una capacità di contagio piuttosto modesta.

La trasmissione avviene tramite lo stretto e prolungato contatto con gli individui infetti, anche se il meccanismo non è ancora del tutto chiaro. Si ritiene che il contagio possa essere favorito dall'esposizione ai fluidi corporei emessi dalla persona malata per diffusione aerea, come le secrezioni nasali o attraverso le goccioline di saliva espulse dalla bocca con colpi di tosse o starnuti (droplet transmission). Queste particelle andrebbero a costituire un aerosol, che può entrare a contatto con gli occhi o le mucose delle vie aeree superiori ed essere inalato fino ai polmoni.

Il Mycobacterium leprae può essere liberato nell'ambiente anche dalle lesioni cutanee dei pazienti infetti. In condizioni ideali, l'agente infettivo riesce a sopravvivere anche settimane fuori dall'organismo umano.

Articolo Adn Kronos salute, che riporta l'intervista a Marcello Tavio Pubblicato il: 20/03/2020 14:31

"Mi oppongo a ipotesi buttate lì e suffragate da qualche 'esperto'", in merito, ad esempio, al fatto che il nuovo coronavirus possa restare nell'aria, emesso da chi corre per strada e quindi, arrivando qualche istante dopo durante una corsa, si possa essere infettati. "Non c'è nessuna evidenza che il virus possa essere acquisito per via aerea all'aperto, se non con il contatto diretto con una persona contagiata". E' perentorio Marcello Tavio, direttore della Unità operativa di Malattie infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona e presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), commentando le notizie che circolano sul correre all'aperto. Attività, comunque, sul punto di essere vietate a causa di rischiosi assembramenti visti in molte città.

"Sono allarmismi scellerati - ribadisce l'esperto all'Adnkronos Salute - che generano terrore ingiustificato nella popolazione. E attenzione: quando le persone hanno timore si comportano in maniera razionale, ma se scaturisce il panico si diventa irrazionali. Io non commento le norme, ma mi limito a ribadire i presupposti che servono al legislatore per prendere una decisione. E i presupposti sono che questa malattia passa da persona infetta a persona sana con il contatto e quello che si deve evitare massimamente è questo contatto. Le strade che si possono intraprendere per farlo sono diverse: si può arrivare ai casi più estremi, con la limitazione della libertà individuale in tutte le forme possibili e immaginabili ma ribadisco che per non far circolare il virus sarebbe sufficiente individuare tutte le persone infette e malate, perché sono visibili".

L'intervista espone il lettore ad una difficile interpretazione, in particolar modo sui contenuti stringenti sulle modalità di trasmissione del Covid-19, anche il ministereo della Salute ( riportiamo l''art.29 del  FAQ - Covid-19, domande e risposte che si trova sul sito del Ministero della Salut) .

Come qualsiasi lettore attento potrà verificare, la definizione " contatto " si presta a diverse intepretazioni. Il Covid-19 se si trasmette per via aerea, vuol dire che non si trasmette stringendosi la mano, eppure questa attività umana è indicata come potenzialmente pericolosa. La domanda che facciamo all'infettivologo Marcello Tavio ; E' la stretta di mano che può infettare, o portarsi le dita negli occhi o in bocca a causare il contagio? 

Come tutti i nostri lettori di CorSera.it capiranno, la differenza è sostanziale, perchè se il Covid-19 si trasmette per contatto fisico, allora dobbiamo davvero rivedere ogni provvedimento assunto per contenere la diffusione dell'epidemia. Noi non crediamo che l'infezione possa avvenire per contatto fisico,ma piuttosto per contatto si dovrebbe specificare che si intende, la vicinanza tra due persone, che respirano nello stesso aeresol da droplet transmission. Giusto? Giusto. Fateci capire. 

 

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Ministero della Salute sito ufficiale . 

Quale è la definizione di contatto stretto? (fonte ECDC)

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie definisce contatto stretto:

una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;

una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);

una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);

una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;

una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;

un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;

una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

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