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CORSERA COVID-19 NO TRESPASSING ADDIO A CINEMA, PALESTRE, STADIO, PILATES . TUTTE LE ATTIVITA' CHE NON RIAPRIRANNO MAI PIU'

NEW YORK 8 APRILE 2020 CORSERA.IT 

CorSera.it Copyrght 2020 

The day After.Il mondo che verrà.by Alan Parker 

Recentemente il presidente della Federazione Medica Sportiva Italiana, dr. Maurizio Casasco, a Radio 1, ha confermato gli articoli usciti sul CorSera.it sul pericolo del droplet da jogging. Quando un runner ti corre davanti il rischio è quello di ingoiarsi le goccioline di droplet che galleggiano nell'aria. Sembravano concetti astrusi soltanto alcune settimane fa, e invece il nostro Alan Parker, già tracciava il mondo del futuro. Adesso vi racconteremo che cosa ci attenderà al nostro riewntro, come saranno le città e probabilmente la nostra vita di tutti i giorni.  

Tutti ci domandiamo come sarà il mondo di domani, quello del dopo coronavirus, a condizione che si riesca ad uscirne. Senza vaccino, la civiltà dovrà imparare a convivere con il nemico invisibile il Covid-19 e tenerlo distante, dribblarlo, come la cosa peggiore da incontrare.

Sappiamo che non potremo più andare al cinema, il rischio di contagio è altissimo per via dell'aria forzata centralizzata. " Che facciamo questa sera, andiamo al cinema? " sarà tra quelle frase che impareremo a catalogare tra quelle da suicida, psicopatico, delirante . " Ieri Antonio mi ha inviato ad andare al Cinema. " " Forse voleva liberarsi di te !" 

Tornare al cinema equivarrebbe a scatenare una nuova pandemia, un cluster da Indipendence day, sarebbe fatale per l'umanità. Magari si riaffacceranno sul mercato, le sale del cinema muto, in cui sarà vietato di aprire la bocca agli spettatori. 

Scompariranno dalla nostra vita tutti i locali nei sottoscala, ristoranti, bar, discoteche. Luoghi senza ricircolo d'aria e con le muffe, adatti per dare luogo alla quarta pandemia mondiale. Una sorta di serie televisiva Virus Letale. 

SATURDAY NIGHT FEVER ADDIO.

Impossibile immaginare la vita al chiuso nel prossimo futuro, inimmaginabile scendere in una discoteca scivolando tra una massa di corpi ballanti, sudati, che ci alitano addosso, ci sputano, ci parlano, infettandoci con il droplet modificato anche da dosi massicce di vodka o cocarhum. Dirty dancing, o la febbre del sabato sera, saranno soltanto ricordi del passato, delle vecchie generazioni dell'essere umano, quelle che alla fine si sono divertite. 

Body building, pilates, 

Un'altra attività che rischia di estinguersi, come un disco di vinile, saranno le palestre al chiuso, quelle che videro appena il secolo scorso, gli esordi del campione del mondo Arnold Schwarzenegger o la bellissima Jane Fonda.L'inizio dell'era dei corpi modellati dai muscoli, gli Homo Sapiens,  come racconta Yuval Noah Farah, sul sentiero per diventare Homo Deus. Si sfateranno i miti di Conan il Barbara, e si ricorderà con più sospetto al profilo massiccio di Hulk, il pompato di color verde, forse un antesignano delle infezioni da coronavirus. Non sapevamo fosse un androide senza polmoni. " Dal colore non si direbbe che andare in palestra ti ha poi fatto così bene..." 

 

SPINNING, PILATES, AEROBICA...

 Immaginare di ritrovarsi al chiuso su un tapis roulant in fila per venti, ingoiandosi le goccioline di saliva del droplet del vicino o l'espettorazione (secreto dalle mucose respiratorie) del quarto alla seconda fila, oppure le sessioni spasmodiche di spinning o peggio ancora l'ora di ginnastica più alla moda sul pianeta Terra, la celebre aerobica, con le sue varianti come il pilates. Tutte attività che ai tempi del coronavirus sono diventate " danze della morte " . Nessuno, tra donne e uomini, prenderanno più l'iniziativa di corteggiare l'altro sesso, dopo diversi ammiccamenti,  con la leggendaria frase :

" Ci vediamo domani per un'ora di pilates? " .

Nel vocabolario corrente del post pandemia, all'art. 34 si traduce con :  " Domani vogliamo prenderci per mano e suicidarci ? ".

Si.. la nostra vita cambierà. Se il droplet di un runner che ci precede, su una pista ciclabile, rischia di contagiarci,  figuriamoci che cosa potrebbe accadere tra i bacilli del coronavirus in una sala spinning. Sarebbe come entrare in una di quelle grotte buie e profonde, amate dagli speleologi, in una foresta asiatica e spaventare migliaia di pipistrelli, vederli staccarsi dalle pareti umide e prendere a volteggiarci intorno, pronti a strapparci il naso e orecchie al minimo accenno. 

Il fitness del futuro sarà tutto all'aria aperta, non potrà consumarsi altrimenti. Le palestre chiuderanno diventando musei della preistoria, quando ancora gli umani, Homo Sapiens, impiegavano il loro tempo a farsi i muscoli, per poi massaggiarseli vicendevolmente qualche ora dopo a casa. 

Quando riapriremo, non ci sarà alcuna festa della vittoria dei Campioni del mondo , perchè non potremo scendere in piazza a scatarrarci addosso l'uno con l'altro, o  abbracciarci o magari baciarci come abbiamo imparato a conoscere nei filmati della fine della II° Guerra Mondiale, dove affascinanti signorine abbracciavano e si baciavano i soldati entrati in città per festeggiare la fine del nazismo. 

 

Gli stadi e il gioco del pallone. 

Non ci saranno più gli stadi, come fino adesso li conosciamo, ma forse labirinti a compartimenti stagni, con areatori o bruciatori del virus. Oppure andremo mascherati come a carnevale, indossando eleganti maschere antigas firmate da Prada, mascherine di ogni colore di Missoni, bandane di Dolce & Gabbana, che ad un certo punto salteranno tutte come tappi di champagne, al momento del mitico urlo " gooooooooal" .

Allo stadio si urla, si maledice, si insulta la tifoseria avversaria, si scatarra il più delle volte. Come non capire allora, che il vero tempio del Covid-19 saranno gli stadi ci calcio di tutto il pianeta Terra?  Atalanta Valencia è l'ultimo ricordo della Champions League, l'icona della ferocia del coronavirus Covid-19, un pipistrello che si nutre della tifoseria più scalmanata. Il calcio vi entra nel cuore, il Covid-19 scende lungo i polmoni.

Il coronavirus  ha preso possesso, di qiello che una volta era considerato il panthjeon del mondo del calcio, adesso è la sua grotta a cielo aperto, verde e con tante sedie. Lui può scegelire dove sedersi, non ha bisogno di acquistare il biglietto e non potremo allontanarlo con un semplice daspo. 

 A seconda della stagione si potrà magicamente sdraiare sul camp da gioco guardandoci dall'alto in basso o viceversa. Sarà lui a sfidarci nella prossima stagione : vieni a rompermi i coglioni mentre dormo. Vedi di urlare, vediamo se avrai coraggio di insultare la tifoseria avversaria, oppure a scatenarti dopo un goal. 

Il mondo che verrà. Bar, palestre, stadi di calcio, pilates, areobica, autobus, metropolitana. Sono e saranno per molto tempo avvenire luoghi infrequentabili, su cui campeggierà idealmente il cartello cons critto sopra NO TRESPASSING OFF LIMITS IDIOT !!!

CorSera.it Copyright

 

Come spiega il Corriere della Sera, alcune palestre e centri wellness nelle ultime settimane hanno contattato direttamente gli utenti per proporre di congelare gli abbonamenti, sospendendo temporaneamente la loro validità e facendoli ripartire a emergenza ferita. Si tratta però di una decisione unilaterale, che spetta al singolo gestore e che comunque non offre particolari garanzie. L'Unione nazionale consumatori, ad esempio, ha già lanciato un monito attraverso le parole del presidente Massimiliano Dona: «Molte attività sono in ginocchio e potrebbero rimanere chiuse dopo la fine dell'emergenza. C'è il rischio che i consumatori non possano poi usufruire di abbonamenti e ingressi, quindi devono avere il diritto al rimborso di una parte della quota versata». 

Un'altra associazione di consumatori, il Codacons, ha pubblicato un modulo in cui si può chiedere ai gestori la restituzione parziale degli abbonamenti già pagati a palestre, piscine e centri sportivi. Il rimborso deve essere proporzionale al periodo di chiusura e quindi alla mancata prestazione dei servizi. Non sempre, però, si può avere diritto a determinati rimborsi: ci sono infatti delle eccezioni a cui prestare attenzione.

Massimiliano Dona, dell'Unione nazionale consumatori, ha infatti precisato: «Se il contratto prevede un numero prestabilito di ingressi, senza scadenze temporali, allora l'utente potrà usare il diritto di accesso a fine eemergenza. Se l'abbonamento è mensile, annuale o comunque periodico e ad ingresso libero, si dovrebbe avere il dirtto alla restituzione della quota parte dell'abbonamento non utilizzata durante l'emergenza». In caso di pagamento ancora in corso, con finanziamento, dovrebbe invece essere possibile interrompere il versamento delle rate comunicando per iscritto, direttamente alla finanziaria, l'impossibilità di usufruire del servizio a causa dell'emergenza.


 

 


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