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CORSERA CORONAVIRUS EFFETTO DROPLETS IMMOBILIARE SARA' UN CATACLISMA. A VITTORIO SGARBI LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNI REGIONI

ROMA 8 APRILE 2020 CORSERA.IT by Matteo Corsini

Corsera.it Copyright 2020 

Se pensiamo che il virus dell'Ebola, contagiò 30 mila persone, uccidendone appena 11.000, ci possiamo forse rendere conto, di quanto stia accadendo in Italia. Nella città di New York, ci sono meno vittime che nella città di Milano o in Lombardia. Malgrado tutto, forse abbiamo dimenticato che il virus dell'HIV, dall'anno della sua comparsa sulla Terra nel 1981,ha ucciso qualcosa come 30 milioni di persone e altri milioni soffrono danni permanenti sia fisici che psicologici. Yuval Noah Harari, lo descrive come quel percorso inevitabile della civiltà umana , la sete di progresso, la ricerca dell'immortallità, l'Homo Sapiens che diventa Dio. Ma ciò che attende l'Homo Deus nel Day After, sarà una società in macerie, almeno quella italiana. la pandemia ha spazzato via d'un colpo, miliardi di turisti, costringendo gli alberghi italiani a chiudere i battenti, come fossero vecchie polverose quinte di un film arrivato al suo ultimo giorno di girato. Roma , che conta migliaia di alberghi e strutture turistico ricettive, dovrà sopportare un periodo di convalescenza che durerà per mesi, forse anni, fino a quando non sarà disponibile un vaccino, utile a rendere sicuro il rientro dei turisti da tutto il mondo. 

L'esperienza metafisica, di  pervenire a via del Corso in piena notte, vedere l'Hotel Plaza, tetro e senza luci, chiuso con una catena intorno al cancello di entrata, non fa certo ripensare ai suoi fasti , quando tra gli androni damascati e le camere imperiali, si aggirava il plenipotenziario Gianni De Michelis, uno dei politici più importanti dell'epoca. 

La crisi del coronavirus, imprimerà un nuovo cambio di pelle alla città eterna, che dovrà recuperare la sua antica vocazione di città dell'arte, letteraria, poetica. Il cuore pulsante di Roma erano i teatri popolari, le balere dentro ai Fori Imperiali, le strade piene di artisti che partecipavano alla sua trasformazione. Roma dovrà essere forgiata da un nuovo poderoso piano urbanistico, che avrà come obiettivo quello di creare altre sinergie con quel mondo che forse abbiamo dimenticato. Se vogliamo entrare nel futuro, dobbiamo acnhe trasformarne il tessuto urbano, creare maggiori oasi naturalistiche, poli tecnologici raggiungibili con metropolitane leggere. la grande civiltà romana dovrà tendere nuovamente le sue braccia millenarie al mondo animale, forse creando il più importante bioparco del pianeta,sancire l'uguaglianza tra specie animali. Non dobbiamo e possiamo travalicare l'equilibrio naturale delle cose, abbiamo avuto un monito piuttosto efficace.

Lo Smart working cambierà per sempre il volto delle città italiane e delle megalopoli. Il mercato secondario, vale a dire quello periferico, suburbano canterà vittoria. Saranno le città dei sindaci come Sutri, di Vittorio Sgarbi, che intercetteranno il flusso dei nuovi migranti italiani. Lo smart working consentirà a milioni di persone di lavorare in remoto, trovarsi una casa in un bel centro storico disabitato ritrovando la felicità perduta. Gli stipendi ,che in città sono sufficienti alla sopravvivenza, consentiranno una vita agiata, borghese. Il mercato delle seconde case, nei centri storici abbandonati, sanno soggetti ad  un'impennata fino al 300% del loro valore attuale. Le grandi città, i centri uffici, subiranno perdite consistenti e finalmente si potrà dare seguito ad un piano di abbattimento delle strutture inutilizzabili. Lo smart working dovrà essere pianificato a una apposita commissione regionale, che dovrà programmare insieme ai comuni la capacità ricettiva di ognuno di essi, per organizzare semmai, servizi pubblici più efficienti, e parlo di asili nido, scuole, biblioteche nazionali, ospedali, centri ricreativi. Nel day after da coronavirus, l'imperativo sarà svuotare le città, l'Homo Deus dovrà riprendere le redine di una vita in equilibrio con la natura e la felicità.  

CorSera.it 


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