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CORSERA CORONAVIRUS DROPLET SUPERMARKET CARRIER FOCOLAI DOMESTICI . ANCORA INSUFFICIENTI LE MISURE DI PREVENZIONI PER LE MEDIE SUPERFICI ALIMENTARI

MILANO 14 APRILE 2020 CORSERA.IT by Redazione ( redazione mobile  335291766 )

CorSera.it Copyright 2020

( In fotografia il celeberrimo screenshot della redazione del CorSera.it che ha dato il via alla riconversione degli spot pubblicitari delle più grandi catene di vendita al dettaglio in Italia ) 


L'infettivologo Massimo Galli, direttore dell'ospedale Sacco di Milano (in lingua Sioux chiamato Testa Dondolante) , l'ha detto a chiare note a tutti quanti " Adesso il problema sono i focolai domestici"  e uno dei carrier più pericolosi pe trascinare l'infezione dentro casa, è fare la spesa nei supermaket, in cui si affollano ogni giorno milioni di persone. Come i nostri Lettori sanno, noi del CorSera.it abbiamo fin da subito indicato le due trincee fondamentali per sbaragliare sul campo l'infezione da coronavirus,  gli ospedali e i negozi di generi alimentari. Due trincee che nessuno ha fin da subito pensato di tutelare, obblgando le aziende ad assumere  protocolli rigidissimi per tutelare la salute degli impiegati e della clientela,  regolarndo non soltanto l'accesso, ma le misure di protezoine di sicurezza individuale. Fin da subito, mdal 29 febbraio,  abbiamo scritto che i supermarket , quelli di medie dimensioni nei grandi centri urbani, costituivano i carriere formidabili per la diffusioine della panmdemia una vera e propria  polveriera . La gente si incrocia, è abituata a prendere le confezioni , una due tre volte, toccarle, smucinarle, romperle e rimettere sullo scaffale.

Per ovviare a questi comportamenti sarebbe stato indispendabile rendere obbligatorio l'uso di mascherine , occhiali e guanti per le cassiere e per i clenti. Obbligatorietà. Ma in Italia non c'erano le mascherine, le visiere, i guanti. Il ministero della Salute mandava spot in televisione in cui si raccomadnava di tenere un metro di distanza e di lavarsi frequentemente le mani,. Giusto, ma non era sufficiente. Il metro non bastava, come noi del CorSera.it ancora una volta abbiamo dimostrato, e il frequente lavaggio delle mani, non impedisce al nostro corpo, di evitare gesti istintivi, quelli che frequentemente ci portano a infilare le dita in bocca o negli occhi.

Oggi il problema si ripropone in tutta la sua serietà, perchè una sana profilassi non può prescindere da regole feree per fare la spesa.

Sull'argomento come sanno i nostri Lettori, siamo intervenuti più volte con articoli che denunciavano l'uso massiccio nelle televisioni italiane di spot pubblicitari, di alcune aziende di generi alimentari al dettaglio. Articoli che si sono trasformati in esposti pubblici indirizzati all'autorità indipendente AGCOM. A seguito di tale campagna giornalsitica, molte aziende della grande distribuzioine alimentare ,come la ESSELUNGA, si sono adeguate, promuovendo spot pubblicitari in linea con le normative di emergenza da contenimento da Covid-19. Bravi, voi ci siete, noi ci siamo. 

Se il paese vuole ripartire è necessari rendere obbligatorio per l'accesso ai supermarket anche gli occhiali o visiere protettive, insieme alla nascherina e i guanti. Dove c'è da mangiare non possiamo correre rischi di alcun genere o lo sforzo di 60 milioni di italiani sarà presto vanificato. I cluster da supermarket devono essere evitati. Basta un solo asintomatico in un supermercato sperduto in una cittadina della bassa padana, che potrebbe far ripartire una giostra sinceramente insostenibile. Multe salate a chi non indossa le mascherine, le visiere protettive, i guanti. Dobbiamo uscire da questa condizione disumana, il prima possibile. 

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