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CORSERA CORONAVIRUS "FASE 2" RITORNO ALLA LIRA. DEBITO PUBBLICO SOSTENIBILE CON FONDI PUBBLICI GARANTITI DAL PATRIMONIO ARTISTICO MONUMENTALE ITALIANO

LONDRA 15 APRILE 2020 CORSERA.IT by dr.Matteo Corsini presidente Cobra environment ltd Londra

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Se soltanto Mario Draghi volesse presiedere i Fondi Pubblici Italiani , si potrebbero garantire emissioni per la spesa pubblica straordinaria da emergenza Covid-19, e addirittura, qualora gli italiani si esprimessero favorevolmente con un referendum sulla questione Italexit, sopportare il costo dell'uscita del nostro paese dal sistema finanziario a moneta unica in Euro. Sappiamo bene che Mario Draghi è il più convinto degli europeisti, ma qui dobbiamo dare una strigliata all'Europa. La Germania non potrebbe ad esempio garantire un bel nulla con i suoi monumenti nazionali che non esistono praticamente più. Almeno in questo siamo più ricchi. Quando le automobili scompariranno dalla vita quotidiana, il patrimonio artistico italiano sopravviverà in eterno se ben mantenuto e continuerà a fruttare miliardi di euro. Questo accadrà quando del petrolio torneremo ad accendere le lampadine e gli Sceicchi torneranno sui cammelli a roteare le scimitarre per tagliare la testa agli infedeli. 

Siamo il paese più ricco del mondo. L'Italia sarebbe in grado di emettere Fondi Pubblici di Conversione da Euro alla Lira, ben oltre l'intero debito pubblico italiano. Non si tratta di vendere il patrimonio artistico italiano, ma di garantirne le emissioni. I soli Musei Vaticani potrebbero prestare garanzie per l'emissione di centinaia di miliardi di euro  di Fondi Pubblici Italiani.

 

In Italia stiamo vivendo ore drammatiche per l'emergenza coronoavirus.Il popolo italiano è bagnato di lacrime, provato dalla sofferenza e dal dolore, i bollettini della Protezione Civile, ci trascinano ogni giorno nella trincea di questa battaglia immane. Nelle nostre giornate di sole, è vivida l'immagine dello sforzo miracoloso che stanno compiendo migliaia  di medici ed infermieri,che stanno versando un enorme tributo per salvare con ogni mezzo i pazienti colpiti da Covid-19. A loro credo dovranno essere intitolate strade e piazza italiane, realizzati monumenti e ollocati al centro delle città martoriate dal Coronavirus. Siamo un popolo di eroi. Così scrivemmo noi del CorSera.it il 29 febbraio 2020, intuendo che la pandemia era arrivata in Italia in tutta la sua pericolosità. Oggi ci troviamo, come primi contribuenti dell'Unione Europea, a mendicare aiuti e sostegno finanziario in Europa, e nel corso delle ultime ore, si sta ponendo il dilemma se prendere i 37 miliardi di euro, che l'Unione ci ha reso disponibili senza condizioni di vincolo. Ma Giuseppe Conte tergiversa, prendere quei soldi sarebbe utilissimo oggi, ma domani quel vantaggio si tramuterebbe per l'attuale maggioranzain un boomerang, qualora l'Unione decidesse ex post, di imporre delle verifiche, controlli, insomma spingere la Troikaappena finita la crisi, tra i banchi del Governo italiano . Purtroppo, nelle condizioni in cui siamo, non credo che ci saranno alternative. Saremo costretti a prendere quei soldi, incendiati da focolai di polemica politica, che stanno ravvivando le nostre giornate di quarantena in attesa della famosa "Fase 2" . I sondaggi ci dicono che metà degli italiani sarebbero favorevoli ad uscire dalla moneta unica. Impresa questa a detta di tutti difficilissima, il debito pubblico del nostro apese sarebbe di fatto isostenibile. Ma non è così. Nel corso di questi giorni gli italiani hanno preso confidenza con il concetto di leva finanzaria, 1 miliado in CDP ( Cassa deposito e prestiti) potrebbe sostenere 200 miliardi di impieghi ( finanziamenti dai alle imprese ). Ebbene, conm Mario Draghi a capo della nostra Banca d'Italia, potremmo emettere BTP garantiti dal consorzio dei monumenti italiani, un patrimonio immenso, che oggi produre nulla, nelle maniavvizzite di burocratici di Stato. Se pensate che il monumento più bello e importante del mondo, come il Colosseo, fattura la modica somma di 50 milioni di euro annui. Ne dovrebe fatturare almeno 500 milioni. Il biglietto potrebbe costare anche 10 volte di più. Il debito pubblico italiano a differenza di quello argentino, di cui forse si ricorda la pampa e qualche bovino, dovrebbe avere un rating bern diverso , prima perchè la nostra economia è molto forte, secondo perchè consorziare nei fondi pubblici, i monumenti italiani, potrebbe alimentare la finanza pubblica nazionale e regionale. Immaginate quale gigantesca quantità di Fondi Pubblici potrebbe garantire la sola cittaà di Venezia? Fondi per diciamo 500 miliardi di euro? 1000 miliardi di euro ? 2 billions di euro ? 
Qui a Londra nel giro di pochi giorni, si potrebbero lanciare fondi pubblici per ridurre il debito pubblico italiano per qualsiasi importo. Per farlo certamente sarebbe necessario unità e compattezza politica. Ma credo che adesso dovrebbe essere necessario. Specifico, nessuno vende i gioielli italiani disseminati sul territorio, si fanno confluire le proprietà e i diritti di sfruttamento all'interno di Fondi Pubblici per garantire l'emissione di titoli obbligazioniari dello Stato. Il patrimonio artistico italiano è talmnete vasto che la garanzia per il ritorno alla lira sarebbe sostenibile senza ombra di dubbio. Qualora il Papa fosse d'accordo, potremmo garantire con i soldi Musei Vaticani, fondi pubblici per miliardi di euro. Ha detto che dobbiamo essere solidali, ebbene lo siano tutti. 

dr.Matteo Corsini

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Quanto producono i nostri monumenti ? 

A guidare la classifica degli incassi, senza grandi sorprese, è l'area che comprende Colosseo e Fori imperiali a Roma. Gli introiti sono cresciuti dai 39,6 milioni del 2013 ai 48,6 dell'ultimo anno. A seguire, con grande distacco, gli scavi di Pompei, l'esempio citato dal ministro proprio come possibile esempio di "spreco" per gli incassi persi a causa della domenica gratis. La cifra ottenuta dai biglietti è salita da 20 a 27,4 milioni di euro, il numero dei visitatori è cresciuto da 2,4 a 3,4 milioni di visitatori

 

 


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