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CORSERA CORONAVIRUS MA SIAMO ALLA FINE DEL MONDO? ACCUSE ALLA CINA, MA NESSUNO FA COME LORO

NEW YORK 22 APRILE 2020 by ALAN PARKER  ai confini del mondo conosciuto

Buongiorno cari Lettori, qui a New York è il coprifuoco, come vivere in un ghetto allargato alla John Carpenter, Fuga da New York. La pandemia da coronavirus ha costretto in casa gli americani, ha spento i motori della Grande Mela, la città che non dormiva mai. I finanziaeri di Wall strett sono fuori gioco, usano il pallottoliere, ma quelle grandi fortune ad oggi sono inservibili, tutto ciò che il denaro può regalare, non è disponibile sul mercato, anzi non è utilizzabile. Il tempio delle sovrastrutture del consumismo sfrenato, alla Crudelia De Mon, si è sbriciolato, caduto in Terra, come le statue di Saddam Hussein alla liberazione di Baghdad. I falsi miti, i prodotti del lusso, si sono sbriciolati come miraggi nel deserto, che l'umanità ha inseguito,senza mai riuscire a dissertarsene. Il mondo delle società post moderne è confluito nle lago della disperazione, della noia, l'inutilità dell'esistenza, della depressione. La gente non sa più cosa fare, come ingannare il tempo, i sincroni dinamici dei parallelismi sociali, sono spenti, come il traffico, la folla stipata nei treni della metropolitana, gli assembramenti clou delle feste, del Ferragosto in spiaggia, del capodanno nelle baite di montagna, o le notti di follia ubriachi a strillare nelle discoteche.

L' Homo Sapiens si è ritrovato solo difronte a se stesso, alla sua storia millenaria, nudo e crudo come fatto dal Signore, in natura. La sua unica risorsa è l'intuizione, l'intelligenza, la creatività, ma sono spiriti questi dimenticati nel cassetto da molto tempo. Le lunghe giornate dalla quarantena non sono sfruttate, la civiltà si contrae nel lungo cunicolo dell'isteria collettiva dei social network, unica connessione ancora esistente nella mente dei molti. Ma nel mondo aldilaà del tmepo presente, dei confini delle nostre case, pulsa come prima, meglio di prima e riguadagna spazi e confini perduti. Il mondo animale avanza, non si contrae, guadagna spazio vitale e non lo perde. la Terra sta respirando, gli aerei sono negli hangard, le automobili ferme come fossili inservibili, le ciminiere sono spente, non eruttano più gas velenosi. Mi domando se l'uimanità stia regredendo, oppure la civiltà umana potrebbe trarre spunto per intraprendere un altro sentiero, nella direzione della armonia equilibrio con la natura e le esigenze umane. Arrivati a questo punto, forse non dovremmo più sbagliare ed eliminare finalmente dalla nostra corsa verso il futuro, le sovrastrutture inutili,sterili, che spingono a produrre cose inutili e inservibili. Dobbiamo coltivare la terra come la mente, avrebbe detto Mao Tsetung, coltivare dentro noi stessi la ricerca della verità e della felicità. Non sono strade diverse da quelle del pipistrello, che è partito dalla sua tana cinese per uccidere in tutto il mondo civilizzato. Se qualcuno vive , oggi sul pianeta, sono quei luoghi ancora incontaminati,dove il coronavirus non potrà mai dirigersi, essendo introvabili i fattori di trasmissione. Forse l'umanità sta vivendo il periodo della sua estinzione, come ce ne sono stati altri nel corso delle ere geologiche, divenute le basi per altri sviluppi e la nascita di altre specie. Ma siamo davvero convinti che andrà tutto bene o i Sapiens stanno assistendo alla loro eradicazione dal pianeta Terra? Siamo convinti che potremo sopravvivere a questa catastrofe? Siamo convinti che questa non è la prima ondata di altre dieci ondate? Di uno tsunami senza tempo che avvilupperà tutto ed ogni cosa, fino a ricacciare gli uomini nelle grotte e costringerci a ripartire da zero? Il Covid-19 è una coronavirus naturale derivato da uno spill over oppure un derivato da lavoratorio? 

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Pechino accusa Canberra di aver ricevuto istruzioni dagli Usa per criticare la gestione cinese del coronavirus. Negli ultimi giorni, deputati australiani hanno fatto eco al presidente degli Stati Uniti nella richiesta di un'indagine sulle origini del coronavirus, mettendo in dubbio la trasparenza della Cina. L'ambasciata cinese a Canberra ha lanciato l'accusa: "È risaputo che di recente alcune persone negli Stati Uniti, compresi funzionari di alto livello, hanno diffuso un virus informativo anti-cinese. Alcuni politici australiani stanno ripetendo a pappagallo quello che dicono gli americani". La polemica peggiora i rapporti tra i due Paesi, già tesi con Canberra che accusa Pechino di intromettersi nei suoi affari interni e di espandersi pericolosamente nella regione del Pacifico.


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