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CORSERA CORONAVIRUS RECOVERY FUND VON DER LEYEN UN BAZOOKA DA MIGLIAIA DI MILIARDI. IL PIANO MARSHALL PER SALVARE L'EUROPA

BRUXELLES 24 APRILE 2020 CORSERA.IT  by Luciene Fontaine

In videoconferenza dei leader Ue per la risposta economica alla crisi del coronavirus, ha visto i capi di Stato e di governo dare il loro avallo al pacchetto di misure dell'Eurogruppo - piano Bei, Sure e Mes, un BAZOOKA da  540 miliardi - e di renderle operative per il primo giugno.

Inoltre c'è stato un accordo comune a lavorare su un Recovery fund. È stato dato l'incarico alla Commissione Ue di analizzare le necessità e di avanzare una proposta. Tradotto: c'è l'intesa dei 27 sull'attivazione di un fondo solidale per far fronte all'emergenza Covid-19, ma non sulle modalità di erogazione dei fondi, che l'Italia vorrebbe a fondo perduto e altri Paesi - come Olanda, Germania e Austria - no.

Un esito abbastanza prevedibile per gli addetti ai lavori: al vertice, era dato per scontato il via libera finale ai tre paracadute approvati dall'Eurogruppo, cioè quello per gli Stati (Mes, che vale 240 miliardi), quello per i lavoratori (Sure, circa 100 miliardi) e quello per le imprese (nuova Bei da 200 miliardi).

Più nebulosa si fa la partita per quel che riguarda il Recovery Fund. I 27 indicano sì che il recovery fund è «necessario e urgente» (come richiesto dall'Italia): un mese fa questo veniva negato da Germania e fronte del Nord. Ma non ci sono date di riferimento, scadenze. In sostanza, c'è l'accordo sulla risposta finanziaria Ue e sulla necessità di confezionarla rapidamente. Ma, come ha indicato il presidente francese Macron, «c'è disaccordo sui meccanismi» a cominciare dal fatto se il fondo per la ripresa finanzierà dei prestiti agli Stati o dei trasferimentì che non devono essere restituiti. Ci sono divergenze anche sul volume finanziario del fondo. «Non siamo ingenui, è necessario continuare gli sforzi, dimostreremo che la solidarietà nella Ue esiste», ha detto il presidente Ue Michel.

Von der Leyen ha indicato che in gioco c'è una operazione di rilancio dell'economia che vale «non miliardi, ma migliaia di miliardi». Intesi come volume di capitali che complessivamente potranno essere generati dall'azione Ue. Su tutte le questioni «è troppo presto per entrare nei dettagli adesso», ha aggiunto la presidente della Commissione europea, alla quale il Consiglio europeo ha dato mandato di avanzare una proposta sia sul bilancio Ue sia sul Recovery Fund entro il 6 maggio rispetto alla data del 29 maggio originariamente annunciata dalla stessa Commissione.

Il Consiglio Europeo che ha riunito i capi di Stato e di Governo si è concluso con lo storico sì al recovery fund, un fondo da cui avranno origine i cosiddetti recovery bond, obbligazioni comuni che sosterranno la ricostruzione economica del vecchio continente.

Il recovery fund è uno «strumento urgente», come ha spiegato in un annuncio al Paese il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Nato sul progetto francese, è pensato come un fondo garantito dal bilancio dell’Unione Europea da utilizzare per emettere i cosiddetti recovery bond. Parigi non chiede la condivisione dei debiti passati – ipotesi alla quale da sempre paesi come la Germania si sono sempre dichiarati contrari – ma una mutualizzazione dei rischi che tutta l’Europa troverà lungo il proprio cammino. Titoli di debito comune che, secondo i piani dell’Eliseo, inaugureranno una nuova e più forte solidarietà comunitaria.


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