CORSERA BANCA D'ITALIA IGNAZIO VISCO, APPARTAMENTI INAGIBILI AFFITTATI A PESO D'ORO, VESSATI 8000 INQUILINI TRA CUI L'EX PREMIER LAMBERTO DINI

ROMA 26 APRILE 2020 BY CORSERA.IT  Caterina Hach Londra

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Nel pieno dell'emergenza da coronavirus, in Banca d'Italia è scoppiata un'altra pandemia, sarebbero 8000 gli inquilini della Banca sul piede di guerra, dopo aver scoperto che gli appartamenti nei quali abitano sono privi del certificato di agibilità. Per anni la Banca d'Italia ha affittato lucrando una montagna di denaro affittando a peso d'oro unità immobiliari che nella loro gran parte sono inagibili.Tra gli ospiti di Palazzo Borghese risultano inquilini illustri, come il celeberrimo professor Avv. Giuseppe Guarino ( scomparso recentemente) o il grande immobiliarista amico di Andreotti Renato Bocchi. Tra le illustri vittime anche l'ex Premier Presidente Lamberto Dini,che soltanto recentemente ha capito di aver vissuto per oltre 40 anni in un appartamento privo di agibilità. Lo studio legale della Sidief spa, Pasquale Frisina, non fornisce agli inquilini, nessuno dettaglio e documentazione amministrativa, in spregio alle normative di trasparenza a tutela dei conduttori degli appartamenti ed in generale al consumatore. La Banca d'Italia si è trincerata dietro un riserbo assoluto.

Ma i fatti sono gravissimi, la mancanza di agibilità si tira dietro anche i necessari adeguamenti alle norme antisismiche previsti dal TU 380/2001 ePCM 3274/2003 e quelle strutturali, legati ai collaudi statici. ( vedi Cass.pen., sez. III, sent. 16 novembre 2016, n.9126 Rv. 2693030 ; Cass. pen., sez III, sent. 17 settembre 2014 Rv. 261155; vedi per le piscine Cass. pen., sez.III 7 febbraio 2012, n.6591 gli art. 83 e seguenti del d.P.R. n.380 del 2001 ; Cass. pen., sez. III sent. 8 ottobre 2015 n.1145 ; Cass. pen., sez. III 24 maggio 2007, n. 35387 Rv. 237537).
 

Come inoltre previsto dal d.lgs. 42/2004 che assegna alle soprintendenze compiti di vigilanza art.28. Tra le possibili sanzioni previste ilnostro ordinamento prevede l'ordine di reintegrzione  previsto dall'art. 160 del d.lgs. 42/2004 (già art. 131 del d.lgs. 490/1999).Le tutele sui beni culturali non finisce qui, ad esempio l'art. 169 del codice (già art. 118 del d.lgs. 490/1999) prevede conla punizione dell'arresto da sei mesi ad un anno e mezzo chiunque senza autorizzazione,demolisce, rimuove,modifica,restaura,ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati dall'art.10. (Cass. pen., sez.III,sent. 4 marzo 2009, n. 16744 Rv. 243461).La ratio della norma intende sanzionare qualsiasi attività in grado di incidere sull'integrità fisica del bene culturale.Un tipico reato di pericolo dal momento che viene ad essere sanzionata non la lesione al bene culturale, quanto solo il fatto dia ver operato in assenza o in difformità dell'autorizzazione. Ci ricolleghiamo al concetto di idoneità offensiva come ad esempio indicato nella celeberrima sentenza del 26 novembre 1999, n. 2733, il reato di cui agli artt.11,18 e 59 della legge 1 giugno 1939,n.1089 è un reato di pericolo astratto o presunto,ma per la sua configurabilità in concreto occorre un minimo di idoneità offensiva della condotta posta in essere,ossia che tale condotta sia in concreto idonea a ledere il bene giuridico, tutelato dalla norma, e quindi ad incidere sulla integrità del bene imombile ad interesse storico-artistico.

 Lo scandalo sta montando come schiuma inquinata nella città di Roma , dove sono concentrati la maggior parte degli stabili. Gli inquilini sul piede di guerra sembra si siano rivolti ad un noto legale della capitale per tutelare i loro interessi presso la giustizia ordinaria. 

Nel pieno dell'emergenza da coronavirus, mentre il popolo italiano è distratto sui temi di igiene e salute pubblica, la Banca d'Italia sta sferrando un attacco anticostituzionale al CorSera.it, che si è tradotta in una vera e propria censura di stampo fascista alla libertà di informazione . Tutto parte da un'inchiesta del CorSera.it sulla gestione delle attività della società SIDIEF SPA braccio immobiliare di Banca d'Italia che ne risulta socio unico.La Sidief spa ha pianificato una ristrutturazione faraonica di Palazzo Borghese, per la realizzazione di diverse unità abitative di lusso. Palazzo Borghese è stato sfruttato nel corso del tempo dalla Banca d'Italia per incassare i lauti canoni di locazione da parte di facoltosi inquilini, tra cui il celeberrimo Professor avvocato Giuseppe Guarino (recentemente scomparso) , l'immobiliarista romano Renato Bocchi e l'ex premier Lamberto Dini. Ad oggi gli appartamenti risultano privi delle certificazioni di agibilità, così come gran parte degli ottomila appartamenti siti in Roma e precisamente in via dell'arco di San Callisto n. 32, Via Gioacchino Belli 28, Via Cagliari 14-16, Via P.Cavallini 32, Via Cavour 71, Via della Chiesa Nuova 18, Viale Mazzini 106, Corso Vittorio Emanuele 287. Nella evidente assenza del certificato di agibilità, conseguono le norme di adeguamento antisismico e costruttive, come ad esempio il carico strutturale, a cui consegue il certificato di collaudo statico. Molti degli inquilini si sono rivolti ad un noto avvocato della capitale tra i maggiori esperti nel contenzioso locatizio, probaibilmente si parla di class action collettiva contro la Sidief spa, società su cui sono stati traseriti migliaia di appartamenti. 

A seguito di questa inchiesta, la Banca d'italia non ha esitato ad ingaggiare un celeberrimo studio legale della capitale Pasquale Frisina, il quale improvvidamente diffidato l'hosting provider Aruba Spa, di rimuovere gli articoli della inchiesta giornalistica del CorSera.it. Un attacco anticostituzionale, come recita l'art. 21 della nostra Costituzione, poichè tale azione può essere provocata soltanto da un provvedimento dell'autorità giudiziaria competente. La Banca d'Italia ha di fatto cercato di censurare la libera attività di informazione del CorSera.it.Le missive della Sidief spa ( Socio unico Banca d'Italia ) sono tanto più gravi poichè non contengono alcuna motivazione circa Il CorSera.it nella sua inchiesta non ha diffamato alcuno, ma si è lecitamente chiesto e reso di pubblica utilità, come mai uno degli enti più prestigiosi del paese, ha lucrato per anni affittando appartamenti privi di un reqiusito essenziale come il certificato di agibilità? Come mai gli inquilini pagherebbero canoni di locazione di mercato, quando gli appartamenti sono affetti da incommerciabilità extragiuridica? E dunque il loro valore commerciale risulterebbe assai diverso da quello ad esempio che ad oggi risulta dai prezzi indicati da un autorevole ente come l'OMI ( Osservatorio del mercato immobiliare) ? Domande che crediamo siano leciti, in un paese democratico dove vige un ordinamento statuale a cui tutti i consociati sono tenuti a rispettare? Come mai proprio la Banca d'Italia non rispetta queste regole? Come mai affitta appartamenti che in assenza di agibilità non avrebbero quei requisiti riconosciuti indispensabili per lo svolgimento della loro funzione economica sociale? Domande che abbiamo posto liberamente a tutti i nostri lettori e rese pubbliche. 

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