CORSERA CORONAVIRUS IRENE PIVETTI ANGELO BORRELLI NOME IN CODICE ICR POLSKA,IL CONTRATTO DA 30 MILIONI DI EURO. COINVOLTI STATUTO SAETTONE E PASSACANTANDO

Roma 2 maggio 2020 CorSeraQuello che i finanziari di Siracusa devono dipanare, è un puzzle molto ben congeniato. Si delinea una rete di interessi che gira a doppio filo per decine di paesi nel mondo, in grado di gestire qualsiasi tipo di affare, anche quello delle mascherine. Un colpo da maestri messo insieme in poche ore, partito dalla repubblica di San Marino, girato in Polonia per le certificazioni , rimbalzato in Cina, tornato in Italia e finito nei paradisi fiscali delle Caiman.Un gioco da ragazzi secondo Irene Pivetti, un piano formidabile messo a punto con menti raffinatissime, una squadra di professionisti capaci di organizzare un affare da 30 milioni con un giro di telefonate. La ONLY LOGISTIC ITALIA è molto di più di un semplice ente che sponsorizza il Made in Italy nel mondo, è una

 

organizzazone dalle trame nere, che ha la sua appendice in ambito governativo e precisamente dentro la Protezione Civile italiana, dove il contratto è stato stipulato e il pagamento di 18 milioni avventuo subito dopo.

La certificazione Inail che, sostiene Irene Pivetti, «serve soltanto per i dispositivi di sicurezza in ambiti di lavoro, ma questo non vuol dire che le mascherine che non ne sono in possesso non sono buone». A suo dire, i prodotti importati dalla Only erano «assolutamente buoni». Mentre per quanto riguarda il certificato di conformità emesso dalla polacca Icr Polska, che la Procura di Siracusa ritiene sia taroccato, la Pivetti, ha precisato: «Se fosse così che io e la società saremmo parte lesa».

Il contratto, sottoscritto dalla stessa ex parlamentare -  indagata dalla procura di Siracusa -, consisteva nella fornitura di mascherine Ffp2 e chirurgiche, per un costo di 25,2 milioni di euro. L' accordo è del 17 marzo 2020. La prima tranche da 18 milioni è stata interamente corrisposta dalla Protezione Civile secondo i documenti consultati da La Stampa e Irpimedia. 

Non ci sono solamente certificazioni apparentemente false e mascherine irregolari immesse sul mercato. Ora c'è un nuovo fronte nell'inchiesta a carico dell'ex presidente della Camera, Irene Pivetti, e della sua Only Logistics Italia, la società di cui è legale rappresentante: la procura di Roma ha deciso di effettuare accertamenti sul contratto milionario stipulato dall'azienda con la Protezione civile e ieri i finanzieri del Nucleo di polizia valutaria hanno acquisito la documentazione presso la sede dell'Ente: la Only avrebbe dovuto importare dalla Cina 15 milioni di mascherine Ffp2 per 30 milioni di euro, che lo Stato, secondo la precedente normativa, avrebbe pagato per il 60% in anticipo e il 40% alla consegna.

Il contratto prevedeva anche che una percentuale della partita potesse essere commercializzata dalla società in canali privati. Così  parte delle mascherine sono state distribuite in alcune farmacie del gruppo Saettone e vendute al dettaglio con ricarichi fino al 250%. Da qui è partita la prima indagine, della procura di Savona, e la Finanza ha sequestrato un carico di dispositivi a Malpensa, accertando la mancanza di certificazione.

La Pivetti è indagata per frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza anche dalla procura di Siracusa, che due giorni fa ha disposto una perquisizione nelle sedi e nei magazzini della Only e del distributore, la Stt Group Srl di Salvatore Statuto, pure lui indagato. La merce messa in vendita, secondo gli investigatori, apparteneva a una partita per la quale il direttore centrale dell'Inail aveva espressamente vietato l'immissione in commercio. Ma non è tutto.

Le mascherine erano accompagnate da una certificazione di conformità emessa da «un organismo notificato polacco, la Icr Polska - è scritto negli atti - ma da una ricerca effettuata il codice relativo al certificato è risultato disconosciuto, perché invalidato o falso». Intanto i conti della società sarebbero stati bloccati dai pm di Savona.

ad insospettire chi indaga è anche il contratto stipulato con la Protezione civile: la Finanza dovrà verificare se fosse regolare o meno, sia per quanto riguarda la parte economica, sia per la clausola che prevedeva la possibilità di vendere mascherine privatamente. I militari hanno acquisito pure una copia dei documenti sui rapporti finanziari, anche se la fornitura è poi stata bloccata. Il contratto risale al 17 marzo e i dati sono riportati nell'elenco delle forniture messe online dalla stessa Protezione civile.

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