Martedi' 19 Ottobre 2021
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Turismo
  • CORSERA CORONAVIRUS CASO SORRENTO MEGLIO DI MONTECARLO MA STA MORENDO ...

CORSERA CORONAVIRUS CASO SORRENTO MEGLIO DI MONTECARLO MA STA MORENDO

Sorrento 15 maggio 2020 CorSera.it

Sorrento meglio di Montecarlo, ma è una città italiana che come tante altre sta morendo di inedia. Sorrento sarebbe uno dei Principati più belli e ricchi del mondo senza i laccioli e il fardello della fiscalità nazionale. Ma non è così, dobbiamo assistere ad una lenta agonia che non ha ragioni se non nella stupidità di chi ci governa. L'Italia deve prendere una decisione ora, e non domani, per salvarsi. Il paese va defiscalizzato, creata una moneta nazionale e rilanciato il settore turistico ricettivo. Qualcuno gioca, ma sarà un settembre infuocato dalla recessione.L'Italia è un paese a vocazione turistica, se località di mare come Sorrento vivono quasi esclusivamente di turismo, i programmi politici dovrebbero diventare funzionali a questa esigenza. Ma non lo sono. 

Dove c’era un continuo brulicare di persone, di visitatori italiani e stranieri, almeno per dieci mesi all’anno, dove c’era un clima di festa e di allegria, oggi c'è il vuoto. A Sorrento, dopo quella sanitaria, ora morde la crisi economica. E preoccupa ancor più che altrove, visto che l’87% delle famiglie vive di turismo e questa, ad oggi, è l’attività più colpita e con minori prospettive di recupero. Gli alberghi contano la cancellazione del 95% delle prenotazionifino a fine giugno.

La crisi sanitaria è scoppiata molto presto, quando a fine gennaio si è diffusa la voce che i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani provenivano proprio dalla penisola. Oggi la città, dove si contano 16 persone contagiate e due che hanno perso la vita, è totalmente ferma: alberghi, ristoranti, pizzerie, trasporti privati, lidi, agenzie di noleggio di barche e di auto, negozi e un enorme indotto. Amministratori e operatori turistici lamentano soprattutto la mancanza di prescrizioni, di linee guida per ripartire. «C’è ancora troppa incertezza – dice Gino Acampora, agente di viaggio e albergatore – è necessario che il governo assuma decisioni chiare. Le nostre preoccupazioni maggiori sono per i lavoratori stagionali fermi da due mesi e senza prospettive: sono decine di migliaia le persone a cui dare risposte».


Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.