CORSERA CORONAVIRUS BANCA D'ITALIA IGNAZIO VISCO IURA NOVIT CURIA : LA STORIA DI PALAZZO BORGHESE FINISCE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

ROMA 16 MAGGIO 2020 CORSERA.IT by Redazione romana  info@corsera.it 

Gentili Lettori,

le azioni intimidatorie della società immobiliare Sidief spa (interamente detenuta da Banca d'Italia) non sono ancora terminate.Un' ultima missiva è pervenuta all'amministratore di Keliweb srl, hosting provider del CorSera.it, nel tentativo grottesco e anticostituzioale di rimuovere gli articoli dell'inchiesta su Palazzo Borghese di proprietà della Banca d'Italia, in assenza di qualsivoglia provvedimento delle competenti autorità giudiziarie. Questa volta l'editore del CorSera.it ha prediposto un dossier che è finito alla Procura della Repubblica di Roma. Insomma la storia di Palazzo Borghese, la sua progettata ristrutturazione faraonica, gli abusi edilizi incontrollati in anni di gestione amministrativa, tengono banco nell'asfittico mercato immobiliare del Covid-19. La vicenda sta assumendo dei toni sempre più grotteschi e affannosi, da parte dello studio legale Pasquale Frisina e del dr.Mario Breglia. La conoscenza del diritto difetta ad entrambi, ma ci rendiamo conto che norme e regolamenti edilizi sono a gemmazione perpetua, son migliaia, e non sempre tutti hanno le capacità mnemoniche per assorbire questa materia giuridica appassionante e utile a tutelare i nostri celeberrimi monumenti.

Spettabile Keliweb srl,

alla cortese attenzione sig. Francesco Meduri,

il contenuto della missiva dello studio Frisina è destituito di ogni fondamento giuridico, poichè il richiamato art. 17 del D.lgs. n. 70/2003, non può in alcun modo determinare la rimozione degli articoli ( tra le altre cose neanche indicati ) poichè tale condotta si pone in contrasto con giurisprudenza consolidata (da ultimo Cass. 7708/2019) che vieta qualsiasi intervento dell’hosting (peraltro nella specie hosting passivo), men che mai con azioni così incisive (come l’impedimento della messa on line del sito web) a fronte di notizia criminis connaturata da assoluta genericità (senza alcuna specificità come al contrario richiesto dalla massima giurisprudenza in materia) ed in relazione a fatti costituenti espressione del libero esercizio di opinione costituzionalmente garantito.

Per tale motivo questa mattina mi vedrò costretto ad adire la Procura della Repubblica di Roma in ragione dei comportamenti gravemente lesivi dei miei diritti costituzionali, intrapresi dallo studio legale Frisina e dall'assistita Sidief spa nella persona del rappresentante apicale dr.Mario Breglia e Carola Giuseppetti. 

Con la presente la diffido peraltro a rimuovere gli " articoli " in assenza di qualsivoglia provvedimento della autorità  giudiziaria competente.

Ripetiamo che gli articoli non possono essere considerati illeciti, tantomeno diffamatori o calunniosi, poichè contengono osservazioni di natura squisitamente tecnico giuridica relativamente alle attività amministrative intraprese da Sidief spa rispetto al progetto di ristrutturazione di Palazzo Borghese. Negli articoli sono menzioniate alcune recenti sentenza di Cassazione Penale che indicano quali siano i limiti prescrizionali relativamente a tale attività amministrativa. 
 
Tengo a precisare che in una lettera del 6 dicembre 2019, i signori Mario Breglia e Carola Giuseppetti, danno comunicazione ad uno dei loro inquilini, che la Sidief spa a partire " dal gennaio 2020 , come più volte preannunciato , avranno inizio i primi interventi edilizi sullo stabile, d'intesa e sotto il controllo della Soprintendenza , taluni dei quali interessano direttamente le porzioni immobiliari ancora nella sua materiale disponibilità". 
 
Ebbene, questo è del tutto contrario ad ogni normativa edilizia e in contrasto con gli strumenti urbanistici, poichè proprio quella porzione è affetta da plurimi vizi urbanistici e costruzioni abusive che una volta riscontrate, costituirebbero  motivo insormontabile per ottenere qualsiasi nulla osta autorizzativo da parte della Soprintendenza,ovvero darebbe luogo ad una richiesta di "riduzione in pristino" dell'abuso edilizio riscontrato e conseguenziale denuncia penale alle autorità competenti. Cass. Pen. Sez.III, sent. 7 ottobre 2009,n. 44948 il giudice, ove siano accertate violazioni sostanziali della normativa antisismica, ha l’obbligo di ordinare la demolizione del manufatto irregolarmente edificato o in alternativa, di impartire le opportune prescrizioni per renderlo, conforme alle norme tecniche, anche in caso di patteggiamento ed a prescindere da uno specifico accordo tra le parti.
 

Le normative antisismiche, la storia e la dinamica di Palazzo Borghese.

Immobili ad elevata concentrazione

Il primo regio decreto il n. 193 del 18 aprile del 1909 discipinava alcuni aspetti della scelta dei siti , le altezze e il numero massimo delle altezze degli edifici , le prescrizioni di carattere urbanisticio  calcoli di stabilità.

 Il r.d.l. del 23 ottobre del 1924 n. 2089 stabilì che i calcoli degli edifici in cemento armato o a struttura metallica dovevano essere firmati da un ingegnere.

Un nuovo quadro normativo venne delineato  dal r.d.l. 25 marzo 1935, n. 640 “ Norme tecniche di edilizia con speciali prescrizioni per le località colpite dai terremoti “ Tale legge introdusse l’obbligo di presentare all’ufficio del genio civile, all’atto della denuncia dei lavori, un progetto completo delle opere da realizzare .

Cosa mise a punto le normative antisismiche fu la legge del 2 febbraio 1974, n. 64 intitolata “ Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche “Tale legge contemplava criteri e principi generali strutturali dei fabbricati in zone sismiche , introducendo previsioni tecniche innovative quali, tra le più significative: l’effetto torcente e ribaltante prodotto dalle azioni sismiche orizzontali , con la è possibilità della verifica anche con il metodo degli stati limite.

Nel 1975 con decreto del 3 marzo , venne emanata la prima normativa sismica attuativa,successivamente aggiornata con i decreti del 3 giugno 1981,del 2 luglio 1981, del 20 settembre

La disciplina antisismica del TU 380/2001 e quella derivante dalle norma tecniche si applicano a tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, a nulla rilevando la natura dei materiali usati e la tipologia delle strutture realizzate.

Cass.Pen., sez.III, sent. Del 17 settembre 2014, n. 48005, Rv. 261155: in material dei reati antisismici , integra la contravvenzione di aui cll’art. 95 del d.P.R. 6t giugno 2001,n.380, qualsiasi intervento edilizio , con la sola eccezione di quelli di semplice manutenzione ordinaria, effettuato in zona sismica, comportante o meno l’esecuzione di opere di conglomerato cementizio armato, che non sia preceduto dalla previa denuncia al competente ufficio con presentazione di un progetto redatto da un tecnico abilitato, o per il quale non sia stato rilasciato il titolo abilitativo , i cui lavori non siano stati svolti sotto la direzione di un professionista abilitato.

Cass. Pen., sez. III, sent. Del 7 febbraio 2012, n. 6591 : gli artt. 83 e seguenti del d.P.R. n. 380/2001 devono essere interpretati nel senso che non escludono le piscine. Tali disposizioni si applicano, infatti, a tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, a nulla rilevando la natura dei materiali usati e delle strutture realizzate, stante l’esigenza di massimo rigore nelle zone dichiarate sismiche ,che rende necessari i controlli, e le cautele prescritte anche quando si impiegano elementi strutturali meno solidi e duraturi rispetto alla muratura ed al cemento armato . Ne alcun rilievo può assumere il carattere eventualmente precario della costruzione, proprio in considerazione delle prevalenti esigenze di sicurezza alla tutela delle quali la normativa antisismica si correla.

Quando si parla di costruzioni, ci si riferisce sia agli interenti ex novo, cioè edificazioni di nuove opere, sia agli interventi sul preesistente rientranti nelle categorie delle sopraelevazioni ( art. 90 TU) e delle riparazioni ( Art.91 TU). Mentre il riferimento alle sopraelevazioni non crea problemi interpretativi, trattandosi sempre di interventi che influiscono sulla struttura del manufatto, la questione può porsi in ordine alle riparazioni. Il termine riparazioni, nel linguaggio comune, così come in quello tecnico dell’edilizia, ha una tale portata semantica da comprendere qualsiasi intervento anche minimale, su di un immobile. Di fatto l’art. 91 del TU, nello stabilire che “ le riparazioni degli edifici debbono tendere a conseguire un maggiore grado di sicurezza alle azioni sismiche “ lascia chiaramente intendere che si fa questione di interventi che incidono sulle strutture e sulla capacità delle stesse di rispondere alle sollecitazioni determinate da eventi sismici.

Per l’esecuzione di qualsiasi lavoro di natura antisismica in edifici o manufatti di carattere monumentale o aventi interesse archeologico,storico o artistico, siano essi pubblici o di privata proprietà,restano ferme le disposizioni di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 ( oggi d.lgs 42/2004).

Denuncia dei lavori e presentazione del progetto, sono propedeutici all’autorizzazione ai lavori rilasciata dalla PA. Prevede l’art. 94 del TU ( ex art. 18 legge 64/1974) che nelle località sismiche  non si possono iniziare lavori senza la preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione. In tema di autorizzazione, diverse regioni hanno previsto una diversa regolamentazione, stabilendo che il deposito della denuncia dei lavori e del relativo progetto tecnico sia equipollente all’autorizzazione preventiva all’esecuzione dei lavori.

La disciplina regionale prevede il deposito della domanda e degli allegati atti tecnici con rilascio dell’attestato di deposito che produce gli effetti liberatori ai fini autorizzativi dell’inizio dei lavori. Per questi casi le sezioni unite della Cassazione pena le hanno stabilito (Cass.pen., sez.un., sent. Del 12 novembre 1993, n. 11635 Rv. 195360) che siffatto deposito può produrre gli effetti equipollenti all’autorizzazione, solo se le opere da eseguire siano conformi alle prescrizioni normative. Ne consegue che nel caso in cui non sussista conformità tra l’opera eseguita e quella progettata, si deve concludere per la illiceità della medesima in termini  analoghi all’opera realizzata in difformità dall’eventuale autorizzazione , ove ne fosse previsto i formale rilascio.

Cass.pen., sez. III, sent. Del 17 febbraio 2010, n . 11271, Rv. 246462 : i deposito in sanatoria degli elaborati progettuali non estingue la contravvenzione antisismica, che punisce l’omesso deposito preventivo dio detti elaborati, in quanto l’effetto estintivo è limitato dall’art. 45 d.P.R., 6 giugno 2001, n.380 alle sole contravvenzioni urbanistiche.

Il principio della soggettività ristretta.

In particolare che l’omesso deposito del progetto ( per le costruzioni realizzate in zona sismica) può essere commesso da chiunque violi o concorra a violare l’obbligo imposto ed ha puntualizzato che il reato de quo, pur non essendo proprio del proprietario,va inquadrato tra quelli a “soggettività ristretta” , poiché oltre che da quest’ultimo,  può essere realizzato dal committente, dal titolare della concessione edilizia e da qualsiasi soggetto, che abbia disponibilità dell’immobile o dell’area in cui sorge, nonché da coloro che esplicano attività tecnica ed hanno iniziato la costruzione, senza controllare il rispetto degli adempimenti imposti dalle legge.

La necessità di un’autorizzazione all’attività edilizia , anche in forma di attestato di deposito, comporta che nelle zone classificate sismiche, il soggetto interessato dovrà dotarsi di almeno due titoli abilitativi: quello necessario, ai sensi normativa edilizia , ai fini dell’intervento in quanto tale ( permesso di costruire , Scia) e quello relativo agli aspetti sismici. Se poi l’opera ricade in area soggetta a vincolo ambientale sarà necessario anche il nulla –osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo.

Consiglio di Stato , sez. V. sen t. del 6 agosto del 1997, n. 875 : l’intervento autorizzativo previsto dalle disposizioni legislative per le costruzioni edilizie in zone sismiche è condizione di efficacia della concessione comunale e non condizione per il suo rilascio . Pertanto la tardività del nulla-osta non invalida la concessione edilizia preventivamente rilasciata, investendo tale nulla-osta non la fase procedimentale, bensì la fase attuativa della concessione .

Cass.pen., sez.III,sent. 3 ottobre 1995, n. 10847 Rv. 203158

Cass. Pen., sez. III,sent. Del 16 giugno 2015,n. 27876 Rv. 264201 : in tema di reati concernenti l’attività edificatoria in zone sismiche,l’eventuale rilascio postumo del parere favorevole da parte dell’ufficio del Genio civile competente, che attesta la rispondenza alla normativa antisismica delle opere realizzate, non elide l’antigiuridicità penale della condotta consistita nell’aver iniziato i relativi lavori senza preventiva autorizzazione scritta dal competente ufficio tecnico regionale.

Cass. pen. sez. III, 8 ottobre 2008,n. 46081: in tema di reati edilizi, ai fini della configurabilità delle contravvenzioni previste dagli artt. 71 e 95, del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380 è irrilevante la natura dei lavori ( ovvero se si tratti d’interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria ovvero di interventi di nuova costruzione) in quanto la violazione delle norme antisismiche,  e sul cemento armato, presuppone soltanto l’esecuzione di lavori edilizi in zona sismica ovvero che comportino l’utilizzo di cemento armato.

Principio di iura novit curia

Cass. pen., sez. III, sent. 10 maggio 2007, n. 33767 Rv. 237376

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 17 l.2 febbraio 1974, n.64 ( che punisce in zona sismica la realizzazione di lavori in difetto di preventiva denuncia scritta e deposito degli elaborati progettuali presso l’ufficio competente) non è tema di prova la natura sismica  o meno dell’area su cui insistono le opere edilizie realizzate, in quanto grava sul giudice , per il principio del iura novit curia, l’obbligo di conoscere e applicare le norme secondarie (decreti interministeriali) che individuano le zone sismiche.

Quanto alla disciplina per le costruzioni in zone sismiche ,nella giurisprudenza della Suprema Corte deve ritenersi ormai pacificamente consolidata l’affermazione della natura permanente del reato di violazione delle norme tecniche ( già previste dalla legge 64/1974 artt.3 e 20, ed attualmente al d.P.R. 380/2001 artt.83 e 95) con la specificazione che ai fini della prescrizione , tale permanenza ha termine con l’ultimazione o la definitiva cessazione di costruzione dei lavori del manufatto.

Cass. pen., sez. III, sent. 8 ottobre 2015, n.1145. In tema di legislazione antisismica, I reati di omessa denuncia dei lavori e presentazione  dei progetti e di inizio dei lavori senza preventive autorizzazione  hanno natura di reati permanenti ,la cui consumazione si protrae sino a che il responsabile, rispettivamente, non presenta la relative denuncia con l’allegato progetto, non termina l’intervento oppure non ottiene la relative autorizzazione.

In motivazione. La Corte ha altresì precisato, che la persistenza della condotta antigiuridica e la connessa protrazione della lesione all’interesse pubblico di vigilare sulla regolarità tecnica di ogni costruzione sismica, sussistono fino a quando l’amministrazione competente non è stata posta nella condizione di aprire il necessario procedimento amministrativo o di attivare i relativi controlli.

Cass. pen., sez. III 26 gennaio 2016, n. 10110 il rilascio in sanatoria dell’autorizzazione dell’Ufficio del Genio civile non costituisce causa estintiva dei reati di violazione delle normative antisismiche di cui agli artt. 93,94 e 95 del d.P.R. n. 380 del 2001.

Da ricordare che l’art .32 ,comma 27, della legge 326/2003 (c.d. terzo condono edilizio) elenca una serie di fattispecie in cui il condono non è comunque possibile e fra queste include(lettera b) quei casi nei quali non sia possibile effettuare interventi per l’adeguamento antisismico, rispetto alle categorie previste per i comuni, secondo quanto indicato dalla ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274.

Infine concludiamo con Cass. Pen. Sez.III, sent. 7 ottobre 2009,n. 44948 il giudice, ove siano accertate violazioni sostanziali della normativa antisismica, ha l’obbligo di ordinare la demolizione del manufatto irregolarmente edificato o in alternativa, di impartire le opportune prescrizioni per renderlo, conforme alle norme tecniche, anche in caso di patteggiamento ed a prescindere da uno specifico accordo tra le parti.

dr.Matteo Corsini 

direttore scientifico dell'Enciclopedia Universale delle Scienze Urbanistiche

(ringraziamo il dr.Nicola D'Angelo magistrato eccelso, maestro stimato e amatissimo)

 

 

 

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