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CORSERA SUICIDIO VIVIANA PARISI. PROCURA PATTI, SOTTO SCHIAFFO GLI OPERAI DELLA MANUTENZIONE. IL PRINCIPIO DELL'ALTERAZIONE PSICHICA TRANSITORIA

Roma 22 agosto 2020 CorSera.it a cura del dr.Matteo Corsini ( Fondatore e direttore scientifico Enciclopedia Universale delle Scienze Giuridiche) 

Delitto di Caronia, Suicidio Viviana Parisi, ci sono forse degli altri responsabili dell'evento.Se la presenza del furgone della manutezione non era segnalata all'interno della galleria, i due operai potrebbero entrare nel mirino del procuratore Angelo Cavallo,  non tanto per omissione di soccorso me per aver causato l'incidente, che ha avuto come conseguenza immediata il suicidio della donna Viviana Parisi.

(Cass. civ. Sez. III, 7 febbraio 1996, n. 969)  Il principio della responsabile dell’alterazione psichica transitoria insorta nell’incidente d'auto.

In seguito ad un incidente stradale un ciclomotorista aveva riportato la lesione del femore e dopo qualche tempo egli stesso riconobbe di essere affetto da anomalie psichiche. Proprio a causa di queste, durante uno dei tanti ricoveri ospedalieri, egli si gettò dalla finestra dell’ospedale, cadde dal quinto piano e riportò gravissime lesioni. I giudici hanno ritenuto responsabile del fatto il conducente della autovettura motivando che il trauma procurato con l’incidente stradale era una conseguenza prossima dell’evento finale (Trib. Milano, 13 luglio 1989 che ha, peraltro, ravvisato anche la responsabilità dell’ospedale dove avvenne il suicidio ritenendolo dovuto ad omessa vigilanza

Lo stesso criterio è stato seguito quando i giudici hanno ritenuto che il suicidio della vittima, verificatosi nell’immediatezza ed in conseguenza dell’incidente, non è evento idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra fatto antigiuridico ed evento-morte (Cass. civ. Sez. III, 7 febbraio 1996, n. 969 che ha ritenuto il conducente di un veicolo, che colposamente ha investito una persona, provocandole gravi lesioni ad una gamba, è responsabile dell’alterazione psichica transitoria insorta nell’investito e del conseguente suicidio posto in essere da quest’ultimo).

Si trattava di un militare della Guardia di finanza che, subito dopo essere stato investito da un’autovettura
ed aver riportato lo sfracellamento di una gamba, si era sparato con la pistola di ordinanza un colpo alla tempia, prima ancora che giungessero i soccorsi. L’autore del sinistro veniva ugualmente dichiarato responsabile di omicidio colposo.


Ugualmente – nel settore antiinfortunistico – se un dipendente, a causa di un infortunio addebitabile ad omissioni antiinfortunistiche, entra in un grave stato depressivo che lo conduce al suicidio, del fatto è responsabile anche il datore di lavoro (Cass., sez. lav., 23 febbraio 2000, n. 2037).


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