Lunedi' 18 Ottobre 2021
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Ambiente
  • CORSERA SURRISCALDAMENTO MILNE ICE SHELF L'ULTIMO LAGO DI GHIACCIO DELL'ARTICO. IL PARADIGMA DELL'INVOLUZIONE DELL'HOMO DEUS ...

CORSERA SURRISCALDAMENTO MILNE ICE SHELF L'ULTIMO LAGO DI GHIACCIO DELL'ARTICO. IL PARADIGMA DELL'INVOLUZIONE DELL'HOMO DEUS

Ellesmere 22 agosto 2020 CorSera.it Matteo Corsini 

L'Artico come paradigma dell'involuzione della civiltà umana. 

Viviamo nell'epoca moderna per antonomasia, dove tutto ci può essere recapitato a casa da Amazon, l'intero il mondo globalizzato è racchiuso nel nostro smartphone, eppure non sfuggiamo al ripetersi di sciagure, molte delle quali causate dall'uomo. Il leader politico russo Alexei Navalny è stato avelenato, il leader bielorusso Alexander Lukashenko reprime le manifestazioni pacifiche dei suoi stessi compatrioti, Beirut esplode per aria, il covid-19 miete centinaia di migliaia sul pianeta. La civiltà moderna, non riesce a frenare questo delirio di onnipotenza, che appartiene alla specie umana, all'Homo Sapiens. Il teorema di Yuval Noval Harari, dell'uomo Deus, impietosamente barcolla, e forse non ne sussistono più i presupposti fondamentali. la civiltà umana corre verso l'autodistruzione e se qualcosa non arriverà a fermare le sciagure provocate dall'uomo, torneremo ad essere degli animali, capaci soltanto di uccidere e di cibarci l'uno dell'altro.

La teoria della civiltà umana superiore e simile a Dio, che cerca l'immortalità, risulterebbe una favoletta di uno storico ebreo, che non riesce a guardare oltre la propria condizione umana, precaria, poichè ogni giorno regredisce. La tecnologia avanza, ci ha catturati nella sua enorme rete , ma non abbiamo più la fantasia per riempirla di contenuti. Ci siamo arrestati sul limitare di confini già conosciuti e non facciamo un passo oltre quella certezza.L'umanità dovrebbe essere in grado, oggi, di arrestare lo scioglimento dei ghiacci, così come salvaguardare la vita di un politico dell'opposizione, o i capi di governo, proteggere i propri cittadini quando manifestano pacificamente e rispettare la distanza sociale, per impedire al coronavirus, di continuare ad espandersi infettando centinaia di migliaia di persone.

Ma tutto questo non lo facciamo, come se l'intera umanità preferisse rilanciare il senso della propria vita sul tavolo da gioco, dove si scommette soltanto sul rosso o sul nero. In fondo a nessuno importa del pianeta Terra, se mari e fiumi si sporcano, se i politici cadono avvelenati dal plutonio o se la schiena del proprio concittadino è livida dalle bastonate della polizia . "Ben gli sta, poteva evitare di rompere i coglioni !!! "

Ma noi siamo qui, oltre quella frontiera del male, per cercare di tenere insieme quei pezzi di civiltà che insieme ancora collaborano e comunicano, che ogni giorno si svegliano con l'idea di fare qualcosa di meglio che ondeggiare il proprio culo su Instagram, per aumentare i followers. Siamo esseri umani, pensanti, e dobbiamo agire sempre con maggiore forza se vogliano strappare qualcosa alla rovina al peggio che forse deve ancora arrivare. Non sappiamo quando imploderà il Sole, ma fino a quel giorno, sarebbe meglio gettare la propria bottiglia di plastica nell'apposito contenitore della raccolta differenziata, anzichè pisciarci dentro e lasciarla su una duna del deserto per fottere il prossimo disperato di turno.   

Matteo Corsini 

 

E' crollata e sparita nelle acque dell'Oceano Artico l'ultima piattaforma di ghiaccio intatta del Canada: a causare il collasso improvviso di Milne, ai margini dell'isola di Ellesmere, sono stati i cambiamenti climatici e gli effetti di un'estate molto calda, hanno spiegato gli scienziati.

Risalente a più di quattromila anni fa, la Milne Ice Shelf, è stata l'ultima piattaforma di ghiaccio intatta del Paese fino alla fine di luglio, quando uno studioso dei ghiacci dell'Artico ha notato dalle foto satellitari che aveva perso circa il 43% del suo volume. Con il crollo, l'area della piattaforma si è ridotta di circa 80 chilometri quadrati: per avere un'idea della grandezza, basti pensare che l'isola di Manhattan copre circa 60 chilometri quadrati.

"Le temperatura dell'aria al di sopra del normale, i venti al largo e il mare aperto di fronte la piattaforma glaciale sono tutti gli ingredienti della 'ricetta' che ha portato a questo collasso", ha spiegato il Canadian Ice Service. "Sono enormi pezzi di ghiaccio, della grandezza di intere città", ha aggiunto Luke Copland, glaciologo all'University of Ottawa, che fa parte del team che studia la piattaforma glaciale di Milne. "Quella era la piattaforma di ghiaccio piu' grande rimasta intatta e si e' di fatto disintegrata".

Colpa del surriscaldamento

È l'intero pianeta che si sta surriscaldando a causa del cambiamento climatico. Ma negli ultimi 30 anni, l'Artico si e' surriscaldato a un ritmo doppio della media globale, a causa di un processo chiamato 'Arctic amplification'. E quest'anno le temperature della regione sono ancora piu' intense tanto che la calotta polare ha toccato il suo minimo da 40 anni; e dopo sei mesi eccezionalmente caldi, in una città della Siberia è stata registrata una temperatura mai vista prima: oltre 38 C.

Il crollo della piattaforma di ghiaccio sull'isola di Ellesmere ha anche comportato la perdita dell'ultimo 'lago di epishelf' conosciuto nell'emisfero settentrionale. I 'laghi di epishelf' sono una particolare formazione geografica che si forma quando l'acqua dolce sciolta viene intrappolata sotto una piattaforma di ghiaccio galleggiante: questa acqua dolce non si mescola con l'acqua salata sottostante, ma galleggia sull'acqua dell'oceano.


Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.