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CORSERA ECONOMIA JEROME POWELL LA PROFEZIA DI JACKSON HOLE, COME EVITARE IL CREDIT CRUNCH PLANETARIO FINO ALLE PORTE DI ROMA

New York 29 agosto 2020 CorSera.it a cura del Dr.Matteo Corsini (Fondatore e direttore scientifico della Enciclopedia Universale delle Scienze Giuridiche )

Come le parole di Jerome Powell influenzeranno anche l'economia della città di Roma.

Jackson Hole, il grande simposio economico mondiale.L'America stà in bilico sulla carne viva del suo gigantesco debito pubblico, di cui il 45% è nelle mani degli investitori esteri, tra cui il principale la Cina.Nel corso degli ultimi anni la Fed, così come tante altre banche centrali, ha puntellato i bilanci pubblici con l'assorbimento dei bond statali (QE), percorrendo la strada impervia dell'euforia dell'espansione economica basata sul debito, quello che Mario Draghi ha definito "debito cattivo" , la cosiddetta leva finanziaria, che consente a tanti investitori di acquistare azioni e obbligazioni per arricchirsi. Il più grande concorrente della Playstation è il trading on line. I banchieri di tutto il mondo sanno che si è forse raggiunti il confine dell'equilibrio strutturale tra finanza e debito pubblico, tra occupazione e tassi di interesse. Si galoppa verso tensioni inflattive che non potranno essere contenute se non da un considerevbole aumento dei tassi di sconto e questo significherà far scoppiare la bolla speculativa degli ultimi anni, dando luogo al credit crunch. Se i tassi aumentano troppo, milioni di persone non potranno restituire il denaro preso in prestito, e falliranno portandosi dietro il sistema bancario già provato da anni di gestione irresponsabile.

In Europa, le grandi banche come Deutsche bank o Credit Agricole, sono in difficoltà, bilanci in rosso, stomaco pieno di titoli tossici e NPL, crediti inesigibili. Tutti sanno che siamo in prossimità del baratro infernale dello scoppio della bolla, la cosiddetta trappola della liquidità. Jerome Powell, il capo della Fed americana, nel corso del simposio di Jackson Hole, ha dunque tagliato corto difronte al questo preoccupante scenario mondiale.  La politica monetaria americana, nel prossimo futuro, si sgancerà dal regolatore primario del rapporto debito pubblico e livello occupazionale, ovvero il coefficiente inflattivo. I tassi rimarranno bassi per soddisfare primariamente l'occupazione senza guardare troppo per il sottile all'inflazione, che se crescerà avrà soltanto effetti benefici, sia per il fardello del debito pubblico americano sia la variabile del costo del denaro. Quello di Jerome Powell potrebbe apparire come un colpo di genio, ma in realtà, è un trucco da prestigiatore consumato, uno di quelli abituati a calcare i palcoscenici dei teatri di periferia, dove il pubblico scafato, non bada troppo agli effetti speciali, quanto piuttosto al risultato della magia. Se l'America lascerà partire l'inflazione, senza regolarla con l'aumento del tasso di sconto, si aprirà una nuova fase dell'economia mondiale, che potrebbe rivitalizzare comparti stagnanti delle economia moderne, come il settore immobiliare, che da sempre rappresenta il bene rifugio per eccellenza ai vortici inflattivi. D'altronde, la cartina di tornasole, ce l'abbiamo tutti davanti agli occhi, l'Europa senza inflazione ha generato perdite e disfatte finanziarie-patrimoniali ai propri cittadini. Per non andare troppo in là, i cittadini romani nel corso degli ultimi dieci anni, hanno perduto oltre il 60% del patrimonio immobiliare, molti non sanno come ripagare i mutui, la speculazione edilizia tradizionale si è paralizzata, creando lo scenario ideale per far partire un'altra bolla speculativa, come quella della trasformazione delle abitazioni e palazzi in strutture turistico ricettive. Flussi di cassa che adesso sono letteralmente scomparsi, determinando il default di migliaia di microaziende scoppiate per il congelamento delle attività causato dal Covid-19. La politica monetaria europea, ha spinto i proprietari di immobili, verso le fauci degli shock asimmetrici, uno dei quali, questa volta è causato dalla pandemia, dunque un elemento straordinario, il factum principis, che non era predeterminabile.Ma le politiche monetarie delel banche centrali, lavorano al fine di evitare i credit crunch causati da fenomeni casuali ed imprevedibili, non per assecondare la normalità dei corsi positivi dell'economia.  

I romani si sono trasformati in un popolo di affittacamere e B&B di lusso, ad uso erotico per la facoltosa clientela internazionale. Dalla padella alla brace, come direbbe qualcuno. Roma e i suoi 2 milioni e mezzo di residenti, sono scivolati in un periodo cupo della propria esistenza e le poche speranze di far ripartire il volano dell'immobiliare, sono riposte nelle mani della vecchia e cara zietta, l'nflazione. Se anche la BCE, ribalterà la sua overview monetaria, aderendo alle prospettazioni di Jerome Powell,  cercando di imprimere energia al mercato, allora ci salveremo, o questa città è destinata a languire nel buio di una miseria oscura, un periodo medioevale dove oltre a pochi ricchi feudatari, le città erano infestate da bande di criminali pronti a tutto pur di campare.

 

CorSera.it Copyright 2020 

 

Cenni di cronaca finanziaria.

Svolta per la Fed. Al termine di un lungo periodo di revisione della sua politica monetaria, la banca centrale americana apre alla possibilità di lasciare i tassi bassi anche se l'inflazione supera il 2%. Il costo del denaro può quindi restare vicino a zero anche con una bassa disoccupazione e un'inflazione sopra il 2%. Lo afferma Jerome Powell, ribadendo comunque che l'obiettivo della Fed resta un'inflazione media del 2%.
    Wall Street apre positiva con la mossa storica della Fed, che ha spianato la strada a un'era di tassi bassi con una maggiore flessibilità sull'inflazione. Più caute le borse europee.
    "Con l'economia in continua evoluzione la strategia della Fed per centrare i suoi obiettivi deve adattarsi alle nuove sfide che emergono", afferma Powell, spiegando il perché è stata lanciata la revisione della strategia di politica monetaria della Fed due ani fa. "uno degli obiettivi della revisione è stato prendere lezione" dal passato e identificare "cambiamenti alla nostra politica che ci consentano di rafforzare la nostra capacità di centrare gli obiettive della massima occupazione e della stabilità dei prezzi".

Prontuario della terminologia finanziaria . Fonte Enciclopedia Universale delle Scienze Giuridiche 

FOMC
Un acronimo che sta per Federal Open Market Committee. È l'organismo interno alla Federal Reserve che determina (secondo traduzione) le operazioni su “mercato aperto”, il commissione che delinea la politica monetaria statunitense, alzando, abbassando o lasciando invariata l'asticella dei tassi d'interesse. Federal funds rate è il tasso d'interesse a brevissimo termine (overnight) utilizzato nei prestiti tra banche statunitensi. È determinato dal mercato, ma condizionato dal tasso di riferimento indicato dal FOMC. Un rialzo rende più costosi i prestiti e, di conseguenza, tende a rallentare la circolazione della liquidità.

Quantitative tightening
Negli ultimi anni, sia in Europa che negli Stati Uniti, è stato più consueto parlare di Quatitative Easing. Negli ultimi mesi si sta invece facendo strada l'espressione opposta: “Quantitative tightening”. Indica l'insieme di scelte (in tema di tassi e acquisti di titoli di stato) che una banca centrale mette in campo per operare una stretta monetaria. Nel caso della Fed, più che di una “stretta” si tratta di un “rallentamento” delle politiche espansive precedentemente adottate. Si parla quindi di “tapering”, cioè di “attenuazione”.

Punti base
Il punto base (in inglese “basis point”) è la centesima parte di un punto percentuale. A giugno la Fed ha ritoccato i tassi di 25 punti base, cioè dello 0,25%. Si tratta di una correzione contenuta. Che però indica ai mercati la direzione che la Fed intende intraprendere.

Normalizzazione del bilancio 
La normalizzazione del bilancio (e della politica monetaria) è un altro termine che indica il rallentamento del programma di acquisti di titoli di Stato. Il Quantitative easing ha infatti portato il bilancio della Fed a espandersi. Il processo verso la normalizzazione avverrà, secondo quando dichiarato dal FOMC, “gradualmente” ma “relativamente presto”. Anche se non è più scontato che interverrà a dicembre (come affermato a giugno). L'opzione dipenderà infatti dai dati dell'economia Usa nei prossimi mesi. Più saranno positivi e più la normalizzazione sarà rapida.

 

 


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