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CORSERA ROMA SINDACO CARLO CALENDA DETTO ER FRACICO, SI GETTA NELL'ARENA TRA LE FIERE DEL COLOSSEO

Roma 19 ottobre 2020 CorSera.it

Carlo Calenda,che qualcuno ha già soprannominato Er Fracico, non perchè sia ubriaco, ma perchè suda come uno straccio quando parla, vuole misurarsi con se stesso, e si candida a Sindaco di Roma. Fino adesso la sua Azione politica si è limitata agli show televisivi, ma se vorrà conquistare Roma, dovrà andare in trincea e calpestare i cadaveri dei morti, incontrare orde fameliche di disoccupati, bande di giovani disillusi, povertà e miseria delle borgate romane. Scenari e personaggi con cui il bel Carletto non si è mai probabilmente confrontato in tutta la sua vita.Qualcuno a Roma già sostiene che "Na' scorreggia del primo rom di borgata, er coniglio vedrai che fugone !!!" Non sarà facile per il lord della politica italiana, andare in trazione con la metropoli Capitale d'Italia, flagellata dagli scandali, percorsa in lungo e in largo da bande criminale annidate in ogni piega del bilancio capitolino. 

"Mi candiderò a sindaco di Roma: un dovere e una grande avventura". Così Carlo Calenda ospite di "Che tempo che fa" su Rai 3. "Non posso parlare per il Pd, partecipo a un tavolo. Auspico un appoggio largo".

"Il Pd dovrebbe appoggiare la mia candidatura se pensiano sia la persona adatta a governare Roma. Il Pd diceva mai con i Cinque Stelle e hanno cambiato idea, io sono ancora là. Ma con Raggi è peggiorato tutto", aggiunge. "Fare le primarie oggi sarebbe complicato, farle più avanti significherebbe parlarci addosso per mesi. 

Io ho fatto anche lo scrutatore alle primarie del Pd, ma credo che dobbiamo cercare di allargare il campo il più possibile. E poi c'è un piccolo dettaglio, c'è un'emergenza sanitaria. Come pensiamo che la gente esca di casa." ha aggiunto Calenda che ricorda: "Dalle primarie uscirono sconfitti Sassoli e Gentiloni, che ora il Pd vorrebbe candidati". Io di destra o sinistra? Sono un socialdemocratico liberale".

"La politica è diventato un grande scontro ideologico, una lotta tra tribù. Ma così cade tutto, cade l'attualità dell'azione amministrativa, della fiducia dello Stato. Poi arriva un'epidemia e ci si accorge dell'importanza dello Stato, che decide la vita delle persone. La politica è l'arte di governo, sennò è solo rumore di sotto fondo...".


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