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CORSERA CORONAVIRUS VARIANTE INGLESE, ITALIA SENZA UN TERZO LOCKDOWN NAZIONALE SI RISCHIA LA CATASTROFE. IL CEPPO INGLESE DEL COVID-19 MILLE VOLTE PIU' INFETTIVO

Roma 5 gennaio 2021 CorSera.it

Roberto Speranza l'aveva già fatta grossa all'inizio della pandemia. Il suo ministero della salute, raccomandava di lavarsi le mani, non di usare la mascherina all'intero dei supermercati o negli autobus. Allora la pandemia si è diffusa in Italia, mentre Luigi di Maio inviava le nosgtre poche mascherine in Cina, per un atto nobile, che ha comportato il contagio di migliaia di medici e infermieri che lavoravano in trincea giornoe  notte e di cui tutti oggi si sono dimenticati. Due ragazzini alla prese con qualcosa più grande di loro. Ma ormai è chiaro che la variante inglese del coronavirus, è in grado di mietere molte più vittime del suo ascendente cinese. Questo virus tracina dentro di sè la natura ostile di altre forme di vita e quando muta diventa sempre più aggressivo. Probabilmente nel corso dei prossimi mesi assisteremo alla mutazione di altre forme di coronavirus, ancora più potenti e nocive. Adesso si mormora che anche il ceppo sudafricano sia micidiale, qualcosa da cui stare lontani. UN terzo lockdown nazionale sembra la sola alternativa per arginare l'arrivo della variante inglese , quella che qualcuno comincia a chiamare del Conte Dracula. Non scherziamo con chi ci vuole morti, con quel qualcosa programmato per sterminare la specie umana, senza condizioni.

 

Riunione notturna a Palazzo Chigi del Consiglio dei ministri per le nuove misure anti-Covid che entreranno in vigore dal 7 gennaio. Sul tavolo l'ipotesi di procedere con un decreto - e non con un'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza - sulle misure da adottare. Tra le ipotesi anche quella di una zona bianca per alleggerire le norme restrittive nelle regioni in cui il contagio è più a basso rischio. ?Nel provvedimento dovrebbero essere inserite anche tutele e ristori per le attività che dovranno rimanere chiuse. Discussione aperta all'interno del governo sulla data della ripartenza della scuola. I ministri del Pd, secondo quanto apprende l'Agi, avrebbero portato avanti in Cdm la tesi che occorre prendersi ancora qualche giorno ed evitare quindi di riaprire il 7 gennaio. Per i ministri dem si potrebbe ripartire il 15, non prima. Il 'refrain' è quello di aspettare i dati epidemiologici. Una posizione politica in contrasto con quella di Italia viva.

 

 Le ministre di Iv nella riunione del Cdm avrebbero sottolineato che in questo modo si certifica il fallimento del percorso del governo sulla scuola, parlando - secondo quanto si apprende - di caos inaccettabile. Il Movimento 5 stelle è, con il ministro Azzolina, per rispettare la data del 7. Intanto le regioni stanno andando in ordine sparso ma non c'è stata alcuna riunione oggi tra l'esecutivo e i governatori. Bozza DL, dal 7 al 15 stop spostamenti tra regioni  "Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato, nell'ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma". È quanto prevede, secondo l'Ansa, la bozza del nuovo decreto sulle misure anti-covid.  Boccia: stasera in Cdm inasprimento delle soglie  "La cosa più importante in questo momento è l'inasprimento delle soglie, misura condivisa con le regioni". Lo dice il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, a 'La Vita in diretta'. Il nuovo sistema prevede di "far scattare le misure restrittive quando si va oltre l'1 di indice di contagio e l'1,25, per le zone rosse. Non era scontato: oggi il ministro Speranza porta questa proposta in Consiglio dei ministri". 


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