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CORSERA MATTEO RENZI APRE LA CRISI DI GOVERNO, TAKE OVER SUL MOVIMENTO CINQUE STELLE. BEPPE GRILLO IRACONDO

Roma 14 gennaio 2021 CorSera.it di Margherita Lupestri 

Crisi di Governo. Matteo Renzi manda in soffitta il conte bis e precipita il paese in un aspro confronto politico dagli esiti incerti. Se qualcuno si domanda quale sia l'obiettivo dell'ex sindaco di Firenze, questo appare chiaro ed è il take over che Matteo Renzi ha lanciato sui parlamentari del Movimento Cinque Stelle, che adesso si trovano difronte ad una sola scelta, quelal di appoggiare le istanze del leader di Italia dei Valori o ritrovarsi a confrontarsi con le cabine elettorali, che per la maggior parte di loro significherebbe tornare disoccupati o nulla facenti. L'ex sindaco di Firenza ha lanciato l'Opa sul Governo Conte e si appresta a rilaciare sul piatto, forse la stessa poltrona da Premier. Matteo Renzi è doppiamente leader, sia del PD senza autorevole guida e sia del Movimento Cinque Stelle, che ancora non ha trovato al suo interno una pesonalità in grado di gestire le tempeste politiche e guidare i pentastellati. Beppe Grillo rumoreggia lanciando nell'etere le solite sterile polemiche che risultano sgrammaticate e ormai prive di senso. Il Movimento è chiuso all'angolo dopo il naufragio mediatico di Luigi di Maio e di Alessandro DI Battista. Matteo Renzi, appare oggi come unico vero leader a cavallo di due regni, che non dimostrano di avere una chiara visione delle dinamiche politiche. Ci sono 200 miliardi in arrivo, e saranno nelle mani di chi avrà maggiore capacità di predisporre la scacchiera politica a proprio vantaggio. Nessuno ad oggi puòl ostcolare Matteo Renzi, o si va diritti alle elezioni, in cui appare chiaro che non ci saranno nè vinti nè vincitori.

Le ministre Bellanova, Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto si sono dimessi. Lo annuncia il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in conferenza stampa alla Camera, spiegando che è stata inviata una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Le dimissioni degli esponenti di Iv all'interno dell'esecutivo aprono di fatto la crisi di governo. Renzi aggiunge di ritenere la crisi "aperta da mesi ma non da Italia Viva". "Ci vuole coraggio a dimettersi", afferma. "Nell'affermare la fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica noi pensiamo che si debbano affrontare i tre punti cardine che le ministre e il sottosegretario hanno scritto al presidente del Consiglio. Se le forze politiche dell'attuale maggioranza hanno voglia di affrontare i temi sul tappeto lo facciano, ma senza continui giochi di parole". "La democrazia ha delle forme e se le forme non vengono rispettate, allora qualcuno deve avere il coraggio anche per gli altri per dire che il Re è nudo", sostiene l'ex premier. "Le questioni poste al presidente del consiglio sono tre. La prima di metodo", aggiunge. "Quelli che ora ci fanno la morale erano per andare alle elezioni e consegnare il paese alla destra populista. Non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri. Questo significa che l'abitudine di governare con i decreti legge che si trasformano in altri decreti legge, l'utilizzo dei messaggi a reti unificate, la spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali, rappresentano per noi un vulnus alle regole del gioco. Chiediamo di rispettare le regole democratiche".  L'ex premier afferma di non avere pregiudiziali né sul nome di Conte né sulle formule per un nuovo governo, "l'unica pregiudiziale è che noi non faremo mai i ribaltoni e non daremo mai vita a governo con le forze della destra anti europeista", ma esclude che si vada al voto anticipato. A una domanda sugli sbocchi della crisi, Renzi dice: sta a Conte decidere, noi siamo pronti a discutere: "Tocca al presidente del Consiglio decidere quale saranno gli sbocchi della crisi. Noi siamo pronti a discutere di tutto. A un Governo in questo perimetro di maggioranza, a un Governo istituzionale ma anche ad andare all'opposizione". Poi: "Non credo al voto perché ci sono le condizioni in Parlamento per non andare al voto. Il punto vero non è questo: in Italia si voterà nel 2023, ora ci dobbiamo preoccupare di come creare posti di lavoro e ai giovani".  E ancora: "Se Conte ha i 'responsabili', 'buon lavoro'. Ma non li hanno trovati" e "andare in Parlamento non è una minaccia, è la democrazia. Se Conte viene in Parlamento ci trova lì, a lui la scelta". "Noi non vogliamo aprire la crisi, vogliamo aprire le scuole. Ma come non c'è alcun veto o pregiudizio da parte nostra, sia chiaro che sia per questa maggioranza che per una eventuale forma diversa non c'è un solo nome per palazzo Chigi. Chi dice 'o tizio o voto' è irresponsabile". Infine, l'ex premier risponde a chi critica la scelta di aprire una crisi durante la pandemia. "La democrazia o è sempre o non è. Perché chi pretende di fermare il gioco democratico in nome della pandemia, non sta bloccando la pandemia, ma sta bloccando la libertà".  La lettera a Conte "Lasciare un incarico di governo richiede lunghissime, dolorose e assai profonde considerazioni. Abbiamo deciso di rimettere il nostro mandato in nome della dignità e della nobiltà della politica e della nostra libertà e responsabilità individuale". Lo scrivono Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto in una lettera al presidente del Consiglio. -


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