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CORSERA CRISI INCARICO MARIO DRAGHI E L'ARMATA BRANCALEONE, TUTTI GLI SCENARI DEL SECONDO TOUR E LA PAURA DELLA RIVOLTA DEI PICARI

New York 7 febbraio 2021 CorSera.it

Mario Draghi non sappiamo se per questo week-end si sia rifugiato nel suo Castello di Città della Pieve, ma per certo non starà con le mani in mano a girarsi i pollici, prima di affrontare il secondo giro di consultazioni, quelle che appaiono saltar fuori come dalla pellicola cinematografica dei "Picari " . Il palcoscenico è affollato dalle prime donne della politica italiana, tra le meno sofisticate, Matteo Salvini, grugno in pectoris, camuffato dalla solita mascherina con la bandiera italiana. Il primo scatto da centrometrista per rientrare nella compagine governativa l'ha fatta lui, avendo ben capito che da quando si è dimesso dal governo, la sua sfortunata cavalcata all'opposizione ha soltanto prodotto sfaceli e una riduzione del consenso. Da fenomeno a logorroico pagliaccio dell'alternativa, una sorta di imitazione del Salvini di Crozza. Ormai si confonde, non si capisce chi sia quello originale o quello artato dalla droga della politica, o quell'altro, che insieme a Giorgetti si è infilato a Palazzo Chigi per cercare l'affondo e rientrare alle spalle di Mario Draghi, che sa bene che con Salvini dentro , prima o poi la botola del patibolo si aprirà all'improvviso anche per lui. "C'è puzza di bruciato " continua a ripetere ai suoi fedelissimi collaboratori, e le fiamme sono così alte che non c'è bisogno di un esperto per capirlo.

Mario Draghi potrebbe finire come il cerino che prende fuoco tra le mani dell'ultimo dei pirla del circo politico, che cercherà spingendo, di farsi largo nella affollata compagine governativa.

"Mario Draghi " prenderà fuoco e nessuno potrà spegnere l'incendio, tanto meno i mistici deliranti del Movimenti Cinque Stelle e il suo Santone, quel Beppe Grillo che ormai puzza anche lui di alice marinata andata a male. "Dentro fuori, dentro fuori, a lato o a sinistra... non si capisce che cosa vogliono questi del Movimento Cinque Stelle, una mandria di "Picari " allo sbaraglio, pronti a prendersi tutto quello che c'è di disponibile come il reddito di cittadinanza per Senatori e Deputati. "

Dentro al Movimento si sente il veleno, come quello della Azzolina, sbattuta fuori anche lei da un ministero che si era conquistata con grande fatica. Le sta bene lei e quei banchetti con le rotelle. Roba da altri tempi." E Matteo Renzi, che ha tirato il sasso contro la finestra, mandando all'aria i piani di Giuseppe Conte e dei suoi accoliti, che credevano di poter sedere sugli scranni parlamentari fino alla fine della legislatura. Ma sarà così alla fine oppure asssiteremo al più bel spettacolo pirotecnico della politica italiana, guardando " Spelacchio " Mario Draghi prendere fuoco nel bel mezzo di una seduta per la firma di un prossimo DPCM? 

Cosa farà quel mantra di Beppe Grillo ? Santone lui e gli amici, proprio da loro manca il 13 apostolo che ancora non si mostra, rimane celato, aspetta l'ultima curva prima del traguardo per lanciare anatemi ai parlamentari percoroni che si uniranno al governo di Mario Draghi, un titanic annunciato, un disastro senza dimensioni. La nuova coalizione di legislatura vedrebbe insieme come in una centrifuga, troppe anime diversi e mille capi popolo interessati a mettersi in mostra, senza lasciare spazio a nessun altro. C'è da serrare le fila per via della crisi, ma anche da trovare strade migliori per cercare di tornare in Parlamento alla prossima tornata elettorale, che potrebbe arrivare anche prima dell'elezione del Presidente della Repubblica, prevista per il prossimo anno. Quanti di loro sapranno attendere o sarebbe meglio adesso sparigliare le carte e prendersi quel che rimane di un periodo così difficile e irrecuperabile? In tanti si domndano che cosa faranno nei prossimi sei mesi, se si risucirà a stare pigiati come in un pollaio con Renato Brunetta e Ignazio la Russa, oppure comodamente seduti a gianco di Salvini e Zingaretti. Ma lo lo vedete quel teatrino di moine, buone per tutti gli usi, e non solo per fare buon viso a cattico gioco, ma per continuare a stare comodamente seduti in poltrona senza colpo ferire, mentre intorno il vento gira forte e l'acqua entra a bordo. L'Itala andrà incontro ad un periodo difficile, tempesta sicura, crisi economica, disoccupazione e forse anche inflazione. Nervi saldi, occhi vigili. Meglio stare in tanti che in pochi a comandare, ognuno per la propria parte, risponderà del disastro dell'altra, senza che nessuno capisca qual'è la testa e quale la coda. Sorte amara del destino del popolo italiano, che quando c'è crisi deve sopportare proprop tutto, anche il balletto indecoroso dei volta gabbana, dei venduti al primo giro e ai cagasotto di mestiere. Dentro al pollaio ci saranno davvero tutti questa volta, insieme al solito Mario Draghi, ripescato nel pentolone della ribollita, pronto ad immolarsi sulla trincea italiana,pur di riuscire in un'altra memorabile impresa, che lo consacrerà come eroe italiano, colui che riuscì a governare mettendo insieme le tribù dei picari straccioni.  

Ma sarà proprio così o tutto quello che sembra oggi luccicare, si trasformerà in un miraggio duro, senza aria e dalla sabbia secca come un deserto infuocato? 

Mario Draghi farà il secondo giro, convinto di poter tenere testa a tutti questi picari straccioni o saranno loro poi ad averne la meglio? 

 

CorSera.it 

 

 

"L'Italia e l'Europa sono fortunate che Mario Draghi abbia accettato la sfida di aiutare a mettere fine alla crisi economica e sociale dell'Italia, in un momento in cui questa è il Paese dell'Eurozona colpito più duramente dalla pandemia". Lo dice Christine Lagarde, presidente della Bce, a proposito dell'incarico a formare il governo dato al suo predecessore all'Eurotower. "Ho piena fiducia - dice Lagarde in un'intervista al francese Journal Du Dimanche - che Mario Draghi sarà all'altezza della sfida. Ha tutte le qualità che ci vogliono: ha la competenza, il coraggio e l'umiltà necessarie" per "far ripartire l'economia italiana con l'aiuto dell'Europa".  Cancellare debiti contratti per il covid? "Impensabile" E' "impensabile" cancellare i debiti contratti dai membri della zona euro per sostenere le loro economie durante la crisi del Covid-19. Lo sostiene il presidente della Bce Christine Lagarde, in un'intervista al settimanale francese Le Journal du Dimanche. "Sarebbe una violazione deltrattato europeo che vieta rigorosamente il finanziamento monetario degli Stati", ha spiegato, definendolo uno dei "pilastri fondanti" della moneta unica dell'euro.In una lettera pubblicata su diversi importanti giornali europei, gli economisti avevano notato che un quarto del debito pubblico delle nazioni che usano l'euro - 2.500 miliardi di euro - e' ora detenuto dalla BCE.  

 

"In altre parole, dobbiamo a noi stessi il 25% del nostro debito e, se vogliamo rimborsare questa somma, dobbiamo trovarla altrove, o prendendo di nuovo a prestito per ripagare il debito invece di prendere a prestito per investire, o aumentando le tasse, o tagliando le spese", e' la tesi degli economisti secondo cui la Bce dovrebbe condonare i debiti in cambio dell'impegno dei paesi a spendere un importo equivalente per rendere le loro economie più verdi e per progetti sociali. Lagarde, dal canto suo, ha ammesso che "tutti i paesi della zona euro usciranno da questa crisi con alti livelli di debito". Ma, ha risposto, "non c'è dubbio che saranno in grado di ripagarlo". Il numero uno della Bce prevede inoltre che il 2021 sarà un anno di "ripresa", ma a suo giudizio l'eurozona non tornerà ai livelli di attività pre-pandemici "prima della meta' del 2022". Nel frattempo, ha detto, sarebbe "molto più utile se l'energia spesa per chiedere una cancellazione del debito da parte della Bce fosse spesa per discutere l'uso del debito"."Per cosa sara' usata la spesa pubblica? In quali settori del futuro dovremmo investire? Queste sono le domande chiave oggi", ha sostenuto. La Bce stima che nel 2021 il Pil dell'Eurozona "dovrebbe essere intorno al 4%, forse leggermente sotto. Rappresenterebbe comunque già una crescita molto significativa rispetto al crollo del Pil del 6,8% registrato nell'area dell'euro nel 2020": lo ha spiegato la presidente della Bce, Christine Lagarde in un'intervista al Journal du Dimanche. "Tutto dipenderà dalla politica e dalle campagne di vaccinazioni. Dipenderà anche dalle misure economiche prese dai governi in risposta alle condizioni sanitarie", ha sottolineato.    "Alla Bce restiamo convinti che il 2021 sarà un anno di ripresa", ha aggiunto Lagarde, "la ripresa economica è stata ritardata ma non abbattuta. E' ovviamente attesa con impazienza". "Anticipiamo un'accelerazione intorno a metà anno anche se le incertezze persistono", ha detto la numero uno della Bce, "non siamo al riparo di rischi ancora sconosciuti. Dobbiamo esse -


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