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CORSERA ECONOMIA OUTLOOK INFLAZIONE MARIO DRAGHI E IL RUOLO DEI GIOVANI ITALIANI NEL CONTRASTO ALLA CRISI ECONOMICA

Londra 19 febbraio 2021 CorSera.it by dr.Matteo Corsini direttore scientifico Enciclopedia Universale delle Scienze Giuridiche ed Economiche

Adesso che il professor Mario Draghi è diventato il nuovo Presidente del Consiglio, tutti ci domandiamo quali siano le ricette che dovranno essere utilizzate per contrastare la pesante crisi economica in cui è caduto il nostro paese nel corso della pandemia. Tutti sappiamo che il gap dello sviluppo e della innovazione tecnologica era già al passivo, molto tempo prima che nel mondo si scatenasse la pandemia. Gap generazionale, basato su una struttura bancocentrica e politica che per anni ha tenuto legato il nostro paese alle logiche partitiche. I soldi dei contribuenti finiscono nelle mani di pochi gruppi, assistiti dal sistema bancario, che alla fine , premiando gli incapaci finisce per fabbricare orrori. Mario Draghi è stato per anni il governatore della Banca d'Italia , proprio quando banche come MPS, allagavano la clientela di liquiditià e finanziamenti che oggi si sono trasformati in NPL e che hanno affossato la terza banca italiana, trascinando nel baratro migliaia di piccoli risparmiatori ed azionisti fedeli alla società da generazione in generazione.. Cosa ha minato e continua a minare la nostra economia è l'incapacità della pubblica amministrazione di essere efficiente e dinamica, piombata dlla irreversibile azione di migliaia di dipendenti infedeli, fannulloni e molte volte negligenti al proprio dovere.

Guardiamo ad esempio cosa avviene nei parchi romani, quando intere squadre di giardinieri vanno a fare la spesa negli orari in cui dovrebbero dedicarsi alle loro attività.Ma tutto questo è risaputo,meno il fatto che per diventare competitivi sui mercati mondiali, abbiamo necessità di formare una classe di dirigenti e funzionari dello Stato che siano padroni della lingua inglese, quella maggiormente diffusa nel nostro pianeta. L'inglese dovrebbe diventare un modello educativo di natura obbligatoria per i nostri giovani ed interamente a spese dello Stato italiano, il cui compito sarà quello di creare una struttura scolastico con sedi estere per amplificare l'esperienza formativa e sociale dei nostri studenti. I giovani italiani non hanno necessità di sedie con le rotelle, ma di programmi educativi meno densi di nozionismo e più aderenti alla realtà, capire come destreggiarsi difronte a fatti concreti.

Il fatto concreto va fronteggiato e poi studiato nell'ambito della sua cornice normativa e dunque funzionale anche sotto il profilo economico. L'Italia è stata la culla dell'origine del diritto nel mondo eppure la logica giuridica non viene insegnata con quella intensità necessaria. I programmi del liceo classico italiano sono antiquati e forse anche inutili, se fossero sostituiti con lo studio del diritto, la teoria della norma giuridica, lo studio del nostro apparato pubblico le regole del diritto privato e di quello amministrativo. 

Qui vi è l'intera differenza tra macro economia e micro economica, tra grandi tracciati documentali e la sintesi degli insegnamenti derivanti dalla gestione del negozio sotto casa. La comunità ebraica che in questo eccelle, spiega ai suoi giovani, ai propri ragazzi, ai suoi figli, esattamente come si atteggiano le regole di un mercato ad economia globale e quelle della gestione di un negozio a conduzione famigliare. Loro sono i migliori nel mondo, e non c'è dubbio che quella saggezza delle regole anche della semplice economica, sono quello che io consideto il know-how genetico famigliare, qualcosa che si tramanda di padre in figlio, di madre in figlia, e che non si trova sui banchi di scuola, nello studio delle semplici teorie o negli enunciati. Se saremo in grado di creare una scuola costituita da professori provenienti dall'economia reale, riusciremo a coprire il gap conoscitivo nel corso di una sola generazione, nella avversa denegata ipotesi, vale a dire quella di un corpo docente che sopravvive con lo stipendio scolastico,   le nuove generazioni di giovani saranno destinate alla disoccupazione come lo sono oggi, anche i loro professori che senza contratto dello Stato, sarebbero tutti disoccupati. Può un disoccupato insegnare ai nostri figli come si trova un lavoro, come ci si accredita, come si parla con la clientela, quali sono le regole del commercio? Impossibile. La scuola italiana, tranne poche eccezioni, sforna disoccupati, ragazzi inzuppati di nozionismo sterile e improduttivo di risultati economici.

L'amico Mario Draghi ha difronte a sè questa titanica sfida, ma c'è da dire che se riuscirà in questa impresa avrà al suo fianco tantissimni giovani italiani, capaci e intelligenti, che in pochi anni, riusciranno a riprendere la testa dell'economia mondiale. Io ne sono sicuro, l'ho visto con i miei figli, sono i migliori del mondo questi giovani italiani.

Per quanto attiene all'attuale ciclo economico, appare evidente come le aspettative sulla inflazione a livello globale, stiano spingendo i capitali verso il settore dei beni durevoli, tra cui vi è il vecchio caro mattone, resistene e solido a qualsiasi improvvisa oscillazione. Gli stessi mercati azionari cominciano a perdere terreno dopo anni di crescita senza soluzione di continuità. Sebbene il mattone abbia sofferto in Italia, anche grazie all'esito corrosivo della bolla degli anni 2000 con l'avvento del cambio euro lira, quelle drammatiche ferite si stanno riassorbendo e la ripresa dell'immobiliare è arrivata, forte e prorompente. Per quanto mi riguarda pen so che il mercato immobiliare in Italia ha ripreso a crescere e nel corso del 2021/2022 farà un balzo misurabile tra il 40% e l'80%. 

 

dr.Matteo Corsini 

Corsini real estate consulting

 

 L'euforia Draghi registrata sui mercati per i bond italiani, che ha portato all'ultima asta a oltre 100 miliardi di euro di richieste, sembra aver contagiato anche la politica.

Dopo le insistenti richieste di Matteo Renzi e di tutta Italia Viva a Conte di attivare il MES, il capogruppo Davide Faraone è intervenuto al Senato, in occasione del voto di fiducia per il nuovo Governo guidato dall'ex presidente della BCE, affermando: “Draghi è il nostro MES”.

Nel discorso del nuovo premier a Palazzo Madama, infatti, non c'è stata alcun tipo di riferimento sul tema, senza che questo abbia scatenato particolari reazioni da parte delle forze parlamentari. Ma veramente Draghi vale più del MES?


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