Giovedi' 13 Agosto 2020
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Politica
  • De Magistris. Una messa in scena di una guerra tra bande di procuratori della Repubblica....

De Magistris. Una messa in scena di una guerra tra bande di procuratori della Repubblica.

Roma 5.12.2008 (corsera.it) Sono quelli che rappresentano la pubblica accusa. Le istituzioni democratiche tracollano sotto il peso delle collusioni tra politica e camorra.E’ il solito copione che si ripete Alfano dice che occorre riformare il sistema giudiziario. Direi che prima bisognerebbe espellere dal tessuto politico quanti intrecciano i loro affari con quelli della camorra. Ci sono troppi mascalzoni inseriti nelle istituzioni a livello nazionale e periferico, troppi criminali che con costoro s’intendono nell’interesse comune del business. La tragedia in atto è emblematica del declino del nostro sistema democratico

  Tuttavia la vitalità di reagire non si è affievolita. Ciò che occorre è che l’opinione pubblica sia informata  e non disinformata. Il ruolo dei mass media è fondamentale se non sia oscurata la libertà di pensiero, di critica, di denuncia. Se l’opinione pubblica è informata correttamente, liberamente e puntualmente, il caso De Magistris si rileverà utile per far capire quanto sia importante la partecipazione attiva alla vita democratica contribuendo ad arginare il regresso verso forme di condizionamento politico affaristico e criminale. Personaggi equivoci, corrotti,deviati, se ne trovano nella magistratura. Le motivazioni a delinquere si rilevano nel tessuto politico e affaristico.Il caso De Magistris le mette in luce ancora una volta. Il copione si ripete senza spostare una virgola. Il ruolo della stampa diventa quindi importante e guai se non se ne parlasse e peggio ancora se la verità oggettiva venisse manipolata. Non  cedere davanti alle minacce provenienti dal tessuto politico e da quello criminale. Così la democrazia è salva. Perché stupirsi di quanto emerge dalla guerre delle Procure? Il coinvolgimento nel business del malaffare è ampio e si serve di tutti i mezzi per screditare chi tende ad ostacolarlo ricorrendo all’omicidio,se necessario.E’ nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione,che occorre fare piazza pulita eliminando i mascalzoni, gli affaristi che si annidano ovunque. Prima si compia questa azione di pulizia ,poi si può anche parlare di riformare la giustizia. La guerra di bande dei Pm di Salerno e di Catanzaro è salutare. Ancora una volta e questa volta in modo drammatico viene fuori il lercio del mondo politico con le sue ramificazioni nel tessuto criminale dove fatalmente è coinvolta la magistratura che agisce nella sua autonomia, nel bene e nel male. Qual è il pericolo che si paventa? Che il parlamento assoggetti l’azione della magistratura al potere politico. Ed è ciò a cui si sta pensando.

Renato Corsini.

 

 


Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.