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CORSERA ROMA VATICANO CHI E' ANTONIO SANCHEZ FRAGA VENDITORE DI BIDONI IMMOBILIARI, FONDATORE DELL'OSSERVATORIO PERMANENTE SUI BENI ECCLESIASTICI ? POVERO PAPA FRANCESCO DOPO UN MINCIONE ....

Roma 25 luglio 2021 by Angela Calderaro Cosenza 

Chi e' davvero Antonio Sanchez Fraga il faccendiere immobiliare che traffica in beni abusivi al centro di Roma, fondatore  dell'Osservatorio Permanente dei Beni Ecclesiastici ?

Dopo lo scandalo dell'acquisto del palazzo di Sloane Square a Londra,ecco apparire dal nulla un altro Mincione per " gli affari d'oro" con il Vaticano,  tal Antonio Sanchez Fraga, faccendiere spagnolo, uno che da tempo sta cercando di introfularsi negli affari dei Papa e della APSA, l'amministrazione del Patrimonio della Santa Sede. Antonio Sanchez Fraga ha fondato niente di meno ( e c'è davvero da ridere se non piangere )  l'Osservatorio permanente sui Beni Ecclesiastici, la cui ispirazione è profondamente religiosa, lui dice per aiutare a gestire al meglio l'immenso patrimonio immobiliare del Vaticano. Ma sarà proprio vero? 

Ma chi è davvero questo personaggio che dal suo sito web, quasi come fanno gli psicopatici dietro le telecamere delle dirette tv, elargisce consigli niente di meno che a Papa Bergoglio?


Si dice che nel corso degli ultimi mesi, stia cercando di appioppare a qualche malcapitato, un...............

attico abusivo in quel di Via dei Condotti. Nella sua rete, sono cadute diverse agenzie immobiliari, avvocati, l'immancabile Fabio Pinci e come potenziale cliente, niente di meno che un ex premier della Repubblica. A gestire le negoziazioni immobiliari è sempre lui, a detta di alcuni rinomati agenti immobiliari della Capitale, uno dei quali l'ha descritto come una sorta di remake di Joe Black del magnate americano Bill Parrish. Il prezzo richiesto per l'attico inagibile sarebbe intorno a 10 milioni di euro. Un bel colpetto per il faccendiere spagnolo. Ma purtroppo per lo stesso, qualcuno lo ha smacherato e adesso la storiella è finita sulle prima pagine dei giornali, per sommo fastidio di Papa Bergoglio, che non ne vede una riucire bene.

C'è da dire che l'ineffabile faccendiere vaticanense, Antonio Sanchez Fraga, si appella alle famose tre C del suo Osservatorio permanente, Conoscenza, Competenza e Collegialità, ma "ad un prezzo congruo" ( c'è da ridere a crepa pelle ) ,meidante l'utilizzo di un veicolo adeguato e attraverso il supporto di consulenti competenti e trasparente. Si racconta che l'esperto consulente immobiliarista dell'ex Premier, abbia chiesto di ricevere la documentazione tecnico urbanistica,c he come ovvio immaginare è stata negata. Malgrado ormai l'evidenza della acclarata inagibilità del compendio immobiliare, il faccendiere Antonio Sanchez Fraga, sta continuando nei sui improvvisi tentativi di "ammollare " l'attico con abuso ad un prezzo stratosferico di 10 milioni di euro. Come dire, il fondatore faccendiere dell'Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici, in qualche modo deve sbarcare il lunario e se Papa Francesco non risponde, il suo futuro per adesso appare buio e tempestoso. Roma è una piccola città e i furbastri del quartierino vengono smascherati prima o poi, non essendo capaci e non conoscenza il diritto. Alla fine della storia, la domanda che ci poniamo, e' che cosa davvero questo tal Antonio Sanchez Fraga, intenda offrire con la sua società di servizi che si pone quale esperto nella gestione e rigenerazione dei Beni ecclesiastici ? Anche Papa Francesco ha necessitò di un venditore di immobili inagibili e abusivi ? 

 

Antonio Sanchez Fraga dagli immobili abusivi ai consigli al Papa Bergoglio. Faccendiere o psicopatico ? 

Chi siamo noi per giudicare? Nessuno. Tuttavia, dal nostro Osservatorio possiamo riflettere su quanto avvenuto e trarre alcune considerazioni affinché non abbiano a ripetersi casi ed eventi che feriscono tanto dolorosamente il Popolo di Dio e che danneggiano l’immagine della Chiesa nel mondo.Innanzitutto manifestiamo la nostra totale unità e vicinanza a Papa Francesco ed alla Sua Missione ma anche al Suo instancabile impegno per la Trasparenza e per la Giustizia prendendo l’iniziativa anche quando i provvedimenti da adottare si rivelano particolarmente ardui. Al contempo, in questo articolo, vorremmo sottolineare che oramai gli anticorpi iniziano a funzionare dall’interno con meccanismi di controllo e tutela.

Premesso quanto sopra, non finisce di sorprenderci come mai si commettano così tanti errori insieme nella gestione di investimenti che dovrebbero essere guidati dalla prudenza e dall’eticità tenuto conto della finalità della Chiesa e della Sua Missione.

Il punto saliente non è l’opportunità o meno di investire in un palazzo a Londra da valorizzare e mettere a reddito. L’operazione, di fatto, potrebbe rientrare in un’ottica di diversificazione del cosiddetto “assets allocation“ – composizione del portafoglio – sempre che l’investimento fosse stato deciso con Collegialità, ad un prezzo congruo, mediante l’utilizzo di un veicolo adeguato e attraverso il supporto di consulenti competenti e trasparenti.

In questo caso, purtroppo, nessuna delle nostre 3C è stata rispettata: Conoscenza, Competenza e Collegialità sono mancate completamente. Al contrario, emerge tanta opacità, incompetenza, protagonismi vari ed interessi personali.

Vale la pena rammentare che, nel diritto canonico, la prassi di governo nella Chiesa è permeata di Collegialità. Assistiamo invece al mancato rispetto delle regole e delle procedure e ci troviamo con casi di persone sole al comando o cortocircuiti che consentono di eludere le più basiche norme di buon governo. Potremmo quindi citare San Gregorio Magno e la sua “Corruptio optimi pessima” per ricordarci, nella concretezza che ci è propria, che non c’è niente di peggio della corruzione di chi dovrebbe aspirare ad essere il migliore. Infatti, quando qualcuno chiamato ad essere santo si corrompe e agisce con la logica della “doppia vita”, seguendo interessi personali, guidato dalla vanità e, spesso, anche con ingenua superficialità causa danni immensi a livello economico ma, ancora di più, macchia irrimediabilmente l’immagine della nostra Madre Chiesa provocando scandalo nei fedeli e nelle persone di buona volontà. Portiamo nel cuore il monito di Gesù: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare”.

L’Osservatorio Permanente sui Beni ecclesiastici vuole contribuire a creare una cultura patrimoniale nella Chiesa capace di favorire buone pratiche, la Conoscenza dei beni destinati ai fini propri, la Competenza nella gestione ed amministrazione di questi beni e la Collegialità nei processi decisionali e di governo affinché si possa urlare con un grido di speranza e fiducia: Mai più casi come questo! Viva la trasparenza voluta da Papa Francesco e la sana Collegialità nella gestione dei beni destinati alla Missione della Chiesa, al Culto, al sostentamento del clero, alle opere di carità, all’assistenza, alla lotta alle nuove e vecchie povertà ed alla nuova evangelizzazione del Mondo.

Morto un Mincione ne esce fuori sempre un altro. Proprio vero l'erba cattiva non muore mai.

Dal suo sito Web. C'è da ridere.

Nel tempo ho potuto seguire tante iniziative e progetti di valorizzazione del patrimonio di Enti. Inoltre gruppi e società private internazionali con interessi nel settore del real estate richiedono il mio supporto per individuare asset - provenienti dal mondo degli Enti - da riqualificare e rigenerare.

L’approccio basato sulla trasparenza e competenza contraddistingue il mio stile. Assisto i processi decisionali, offrendo strumenti di buon governo, ma non mi sostituisco mai agli Organi Collegiali competenti di ciascun Ente. Il mio campo d'azione in questi anni si è concentrato principalmente tra Italia e Spagna. In particolare, gli Enti Religiosi hanno una universalità che li rende davvero globali ed io, di conseguenza, sono divenuto con loro sempre più internazionale. Grazie al dono di aver ricevuto una formazione interdisciplinare, nonché a una mentalità laicale e alle esperienze professionali maturate, ho acquisito una visione ampia e profonda della missione e organizzazione della Chiesa e delle dinamiche patrimoniali degli Enti che appartengono ad essa.

 

 

Gli ultimi casi stanno spingendo Papa Francesco a completare l’opera di razionalizzazione ma soprattutto di trasparenza. Va in questa direzione l’ipotesi, allo studio da qualche tempo, di accentrare gli investimenti in un unico ente, l’Apsa, la “banca centrale” del Vaticano, dove appunto regna Galantino per volontà di Bergoglio.

L’intento di Papa Francesco è quello di sottrarre ai dicasteri, ma anche alla Segreteria di Stato, la gestione di ‘tesoretti’ che in alcuni casi ammontano a svariate decine di milioni di euro. Una scelta che sarebbe stata proposta al Papa dal Prefetto dell’Economia, il gesuita Antonio Guerrero Alves, secondo l’Ansa.

Si sta portando a compimento – ha detto Galantino – “quanto il Santo Padre aveva disposto circa due anni fa, il 6 novembre 2018, in una lettera al cardinale Reinhard Marx, coordinatore del Consiglio per l’Economia della Santa Sede”.

“In un più ampio progetto di razionalizzazione dell’amministrazione e di piena e più efficace vigilanza e trasparenza, il Papa ha chiesto di evitare che vi siano più centri di deposito di denaro. Ha chiesto che, per quanto possibile, vi sia un unico centro anche per spesa e investimenti. Il tutto per avere sotto controllo il flusso reale della liquidità che appartiene alla Santa Sede ed è necessaria per la vita della Curia romana e la missione della Chiesa», ha aggiunto il presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa).

A luglio una lettera del cardinale Marx e del prefetto per l’Economia, padre Guerrero, si rivolgeva ai capi dicastero per disporre che tutta la liquidità fosse trasferita all’Apsa. Obiettivo: depositare la liquidità all’Apsa. Questo riguarderà anche la Segreteria di Stato? Ha risposto Galantino: «Io non ho ancora ricevuto disposizioni particolareggiate su questo punto. Ma non sarebbe che una prosecuzione del processo già iniziato e del quale le sto parlando. Non solo: la Segreteria di Stato ha già dei depositi presso l’Apsa».

Ma la Segreteria rimarrebbe senza portafoglio? «Ma no! – ha detto il presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) – Come tutti i Dicasteri, la Segreteria di Stato ha e avrà il suo budget. Non vi sono “ministeri” senza portafoglio in Vaticano. Essendo tutti chiamati a realizzare una missione, hanno tutti bisogno — oltre che di buona volontà, di impegno e di testimonianza credibile — di soldi. Qui si tratta di rendere più razionale l’amministrazione e più tracciabili, in vista di una esigente trasparenza, tutte le operazioni. All’inizio dell’anno, ogni Dicastero presenta una richiesta di budget. La richiesta viene esaminata dalla Segreteria per l’Economia, che approva o suggerisce correttivi. Dopodiché dice all’Apsa: metti a disposizione del Dicastero questa cifra. E il Dicastero amministra tale somma. Ovviamente si deve dare conto di tutti i movimenti. I soldi materialmente restano all’Apsa. Quando un Dicastero sostiene una spesa, la comunica all’Apsa, che provvede a saldare il debito”.

Sul fronte invece della magistratura vaticana, ieri il Papa ha rafforzato la squadra del Tribunale presieduto da Giuseppe Pignatone, con la nomina di un Promotore di Giustizia “applicato”, una figura nuova dell’ordinamento giudiziario vaticano, nata per dare nuova linfa le indagini là dove si manifesti una emergenza particolare. E’ Gianluca Perone il nuovo pm, forse non a caso esperto di diritto commerciale.

In questo clima di investigazioni, ma anche di veleni e sospetti, e del tutti-contro-tutti che si era visto già ai tempi di Vatileaks, arrivano domani in Vaticano gli ispettori di Moneyval. Finora i loro report sono stati abbastanza generosi con la Santa Sede uscita da decenni di opacità. Ma gli ultimi scandali potrebbero inficiare il traguardo della ‘white liste’ che fino ad una settimana era dato per scontato.

E a sorpresa, sempre domani, torna in Vaticano anche il cardinale australiano George Pell, l’ex “ministro” dell’Economia, uscito dal carcere dopo essere stato scagionato dalle accuse di pedofilia. È la prima volta che Pell torna a Roma dal 2017, quando lasciò il suo incarico di Prefetto per l’economia per difendersi dai processi in Australia. In questi giorni aveva già fatto sentire la sua voce per ringraziare il Papa per aver allontanato il card. Angelo Becciu con il quale ha sempre avuto contrasti. Il motivo della sua visita a Roma non è stato reso noto ma è evidente che potrebbe aggiungere un elemento di tensione in una situazione che serena non è.

Intanto in Vaticano c’è una corsa contro il tempo per arrivare, prima di domenica, a fornire nuovi dati sull’Obolo di San Pietro, i cui numeri restano fermi al 2016 (78 milioni di dollari). Si potrebbe anche decidere di rafforzare la quota destinata effettivamente alle opere caritative che oggi non raggiunge neanche un terzo del totale. Prima di domenica perché si terrà il 4 ottobre la colletta dell’anno in tutte le chiese del mondo destinata alla Carità del Papa. Ma il 4 ottobre è anche il giorno in cui verrà pubblicata la nuova enciclica di Papa Francesco ‘Fratelli tutti’ e si vuole scongiurare che sia oscurata da questo clima decisamente ‘invernale’ che si respira nei sacri palazzi.


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